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PIANO SULCIS: VERITA' O MANIPOLAZIONE DELL'INFORMAZIONE?

  • Lunedì, 21 Aprile 2014 11:25
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Pubblicato in News Sardegna  

Approfittare della complessità delle norme e dell’ignoranza della gente per mettere in discussione la sopravvivenza di un intero popolo, sembra che sia diventata una strategia politica bipartisan.

Ci eravamo fermati alle ultime elezioni regionali quando tutto il Centro Destra aveva fatto sua la nostra battaglia per la zona franca extradoganale integrale e al consumo, togliendo a noi zona franchisti persino il merito di aver sollevato la rivendicazione.

L’Unione Sarda del 19.04.2014, pag.50, ci comunica che anche l’ex presidente Cappellacci si unisce a Tore Cherchi e Francesco Sanna per decantare i benefici della “Fiscalità di Vantaggio” riservata alle aziende che operano sul territorio del Sulcis-Iglesiente, il cosìddetto Piano Sulcis. I suddetti politici, assieme al giornale si guardano bene dal precisare che si tratta dei vantaggi fiscali riservate alle Zone Franche Urbane, che verranno eliminati tra soli due anni in tutta l’Europa, in quanto gli stessi benefici sono stati considerati dall’Unione Europea come “Aiuti di Stato distorsivi del mercato".

Ci chiediamo che senso abbia avuto attivare i suddetti benefici fiscali che consentiranno agli imprenditori locali (solo per il Sulcis e l’Iglesiente) di pagare meno tasse sul loro fatturato (per soli due anni), se sappiamo che la gente ha sempre meno soldi in tasca da spendere e che pertanto il fatturato delle imprese è destinato a decrescere?
Non sarebbe forse meglio che i soldi da spendere li avesse in mano la gente, che utilizzandoli potrebbe incrementare il fatturato delle imprese? 

C’è un solo modo per mettere i soldi in tasca al popolo Sardo, quello di pretendere dai politici il rispetto delle leggi che sono state violate e calpestate da oltre 15 anni.

E queste leggi sono:

  • il D.lgs. n.75/1998;
  • la Legge n.623/1949;
  • la Legge n.763/1973 dove si prevede l’eliminazione dell’IVA e delle Accise per le popolazioni residenti nei territori dichiarati Zone Franche extradoganali ai sensi dell’art.1 della Legge Doganale n.1424/1940 e dall’art. 2 del DPR n.43/1973 con il quale è stato approvato il T.U. doganale attualmente in vigore e che all’art.170 si propone di dare attuazione a quanto previsto dalla direttiva del Consiglio n.69/75/CEE che fornisce una interpretazione autentica di che cosa si debba intendere per territorio dichiarato Zona Franca, e che non sono considerati aiuti di Stato le compensazioni fiscali fornite alle popolazioni gravate dai
  • la Legge n.384/1954 (che estende al Comune di Livigno i benefici fiscali della Zona Franca al Consumo, riservati al territorio di Gorizia dall’art.11 della Legge n.1438/1948);
  • il D.L. n.1351/1964 convertito nella Legge n.28/1965 (che estende i benefici dell’art.11 della Legge n.1438/1948 - benefici fiscali della zona franca al consumo - anche ai residenti nei territori svantaggiati come individuati all’art.92 del Trattato di Roma, cioé "i territori ove il tenore di vita sia anormalmente basso, o si abbia una grave forma di sottoccupazione") e che non sono considerati aiuti di Stato le compensazioni fiscali fornite alle popolazioni gravate da esosi tributi. 

L'attivazione della Zona Franca al Consumo estesa su tutto il territorio della Sardegna, eliminerebbe l’IVA e le ACCISE su tutto il territorio, ed attiverebbe in aggiunta quei benefici fiscali attualmente riservati dall’istituto delle “Zone Franche Urbane" solo alle imprese del Sulcis-Iglesiente.

L’Italia ha ancora solo due anni di tempo per istituire le sue dieci zone franche al pari della Francia e della Germania, nonché della Spagna e della Grecia, ossia fino all’entrata in vigore del nuovo Codice Doganale Comunitario che prevede l’abrogazione quanto previsto dall’art.166 del Regolamento CEE n.2913/1992 del Consiglio, articolo che oltre a fornire la definizione giuridica di che cosa si debba intendere per zona franca, precisa che sia compito degli Stati membri istituire le Zone Franche, quando ne ricorrano i presupposti succitati.

L’art. 174 (ex 158) del Trattato sull’Unione Europea conferma che, per promuovere uno sviluppo armonioso dell’insieme dell’Unione Europea, un’attenzione particolare deve essere rivolta alle Isole (regioni insulari) che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali.
Isole (Sardegna e Sicilia) che ai sensi dei succitati richiami normativi, hanno diritto alla Zona Franca al consumo estesa su tutto il loro territorio, diritto confermato dall’interpretazione autentica n.33 allegata all’atto finale della Conferenza Intergovernativa che ha adottato il Trattato di Lisbona firmato il 13.12.2007, dove si precisa che l’art.174 deve essere inteso nel senso che “le regioni insulari debbano includere le isole nella loro interezza“ .

Maria Rosaria Randaccio

 

Letto 4040 volte Ultima modifica il Lunedì, 21 Aprile 2014 23:20
Maria Rosaria Randaccio

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