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La rivoluzione sarda inizia dai Commercialisti. La dott.Randaccio illustra il vademecum per i territori dichiarati zona franca.

  • Sabato, 26 Aprile 2014 08:56
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Purtroppo la materia tributaria è assai complessa. La responsabilità della sua complessità non è solo del legislatore italiano ma anche di quello europeo che negli ultimi 15 anni ha emanato modifiche di modifiche di modifiche fino all'inverossimile.

Dipanare il filo della matassa non è cosa semplice, ma basta armarsi, oltre che di competenze, anche di santa pazienza e forse ci riusciamo.

 

Quello che però abbiamo capito è che a non voler farci attivare come zona franca non è solo l'Italia, ma è l'Unione Europea, dove predominano gli interessi dei potentati economici cresciuti grazie alle Zone Franche attivate sui fiumi navigabili più lunghi d'Europa, potentati economici che vedono come intralcio ai loro traffici commerciali con l'Oriente, l'eventuale attivazione di zone franche da parte dell'Italia, in quanto nazione geograficamente collocata al centro del Mar Mediterraneo, nazione a cui viene impedito - con mostruose interferenze politiche d'oltralpe - che limitano la nostra Sovranità, di attivare le dieci zone franche che ci competono al pari delle altre nazioni europee, nonostante OGGI ne abbia più diritto rispetto a tutte le altre nazioni della vecchia Europa (vedi problematiche connesse all'esodo di massa degli africani).

 

Premesso che la Corte di Cassazione Sez.1° Civile - con Sentenza n.11094 del 06.10.1999 - ha precisato che l’Amministrazione Finanziaria deve poter esercitare l’azione di autotutela anche per poter contraddire quanto accertato dalla Guardia di Finanza, qualora l’interessato proponga osservazioni e/o giustificazioni sulle questioni oggetto di verifica, e che l’Amministrazione Finanziaria debba procedere all’annullamento degli accertamenti infondati sulla base della documentazione prodotta dal contribuente, con le modalità previste dal D.L. n.261/1990 convertito nella Legge n.331/90 art.3 comma 6 e dell’art. 41/bis del DPR n.600/73, dall’art. 31 del DPR n.600/73 dove si prevede che solo gli uffici finanziari siano abilitati a controllare le dichiarazioni presentate dai contribuenti o dai sostituti d’imposta.

Se è vero come è vero che il D.lgs. n.75/98 non è stato ancora abrogato, vuol dire che la Sardegna e i Sardi sono destinatari di quanto previsto da: l’art. 3 comma 136 della Legge n.662/96, dove si prevede che “al fine della razionalizzazione e della semplificazione delle procedure di attuazione delle norme tributarie, gli adempimenti contabili e formali dei contribuenti sono disciplinati con: Regolamento emanato con DPR n.435/2001 che (all’art. 8) modifica l’art. 8 del DPR n.322/98, disciplinando le modalità di presentazione della dichiarazione annuale sull’Iva e prevedendo "che sono esonerati dall’obbligo della presentazione della dichiarazione annuale i contribuenti esonerati ai sensi di specifiche disposizioni normative.

La suddetta previsione normativa è stata confermata anche dagli artt. 10, 12 e 14 del DPR n.435/2001 dove si conferma che “sono esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione IVA e di tenuta dei prescritti registri Iva, nonché del registro dei beni ammortizzabili, i contribuenti che nell’anno solare precedente hanno registrato esclusivamente operazioni esenti o non imponibili, in quanto esonerati ai sensi di specifiche disposizioni normative, a condizione che le registrazioni siano effettuate nel registro cronologico di cui all’art.3, comma 2, lett.a del DPR n.695/96 e che le suddette annotazioni nel registro cronologico sono equiparate a tutti gli effetti a quelle previste nei registri prescritti ai fini dell’Iva."

 

Che l’esonero dal pagamento dell’Iva sia riservato a coloro che sono residenti in territori dichiarati zona franca lo prevede anche l’articolo 10 dello stesso Regolamento approvato con DPR n.435/2001 che individua i soggetti esonerati “tra i contribuenti che si avvalgono della facoltà di acquistare beni e servizi senza il pagamento dell’imposta ai sensi dell’art. 1 primo comma, del D.L. n.746/83 convertito nella Legge n.17/84”, ossia l’articolo che aveva apportato modifiche all’articolo 8 del DPR n.633/72 e che (di già) prevedeva l’esonero dalla presentazione della dichiarazione Iva e l’esonero dalla tenuta dei Registri Iva per i soggetti residenti in zona franca, legge di recente modificata dalla Legge n.228/2012 (art. 1 commi da 324 a 334) che al comma 324 dichiara di voler recepire la normativa comunitaria sulle zone franche di cui alla Direttiva n.2010/45/UE del Consiglio del 13 luglio 2010 recante modifica alla Direttiva n.2006/112/CE, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto per quanto riguarda le norme in materia di fatturazione.

Con le nuove disposizioni di cui alla Legge n.228/2012 - Legge di Stabilità (art. 1 commi da 324 a 334) non si fa altro che confermare quanto già previsto dalla Direttiva comunitaria n.2008/8/CE e n.2008/117/CE che modificano la Direttiva n.2006/112/CE, tutte recepite dall’Italia nel D.lgs. n.18/2010, che - in combinato disposto con la Legge n.88/2009 allegato B, sostanzialmente conferma quanto già previsto, 15 anni prima, dalla Legge n.28/97 che a sua volta aveva recepito la Direttiva Comunitaria n.95/7/CE del 20.05.97 del Parlamento e del Consiglio, e che all’art. 2 aveva previsto che i soggetti che si trovassero nelle condizioni previste dall’art. 1 del D.L. n.746/83 convertito nella Legge n.17/84, potessero effettuare acquisti e importazioni senza il pagamento dell’Iva ai sensi dell’art. 8,8/bis e 9 del DPR n.633/72, purché presentino (all’Agenzia delle Entrate) apposita dichiarazione, con la quale comunicano che intendono avvalersi delle previsioni di cui all’art. 8 comma 1 lett. c secondo comma del DPR n.633/72, dove si prevede che le cessioni di beni e le prestazioni di servizi possono essere effettuate senza il pagamento dell’Iva dai soggetti indicati nella lettera a) dello stesso art.8 perché residenti nei territori extradoganali, oppure gli stessi soggetti possono chiedere il rimborso dell’Iva pagata e non dovuta, oppure possono portare l’Iva, pagata e non dovuta, a compensazione di altri tributi ai sensi (rispettivamente) dell’art.30 lett.b, oppure dell’art. 19 comma 2 e 3 del DPR n.633/72. 


Il DPR n.442/97 all’art.2 prevede che, nel caso di esonero dall’obbligo della dichiarazione annuale, il contribuente (residente in zona franca) debba comunicare all’Agenzia delle Entrate (entro il 16 maggio 2014) la propria posizione giuridica con le stesse modalità ed i termini previsti per la dichiarazione dei redditi utilizzando la specifica modulistica relativa alla dichiarazione annuale dell’Imposta sul valore aggiunto.

 

La mancata comunicazione è assoggettata alla sanzione prevista dal D.lgs. n.471/97 art. 8. 

 

Con DPR n.443/97 è stato emanato il Regolamento concernente i casi di diniego dei rimborsi Iva e con DPR n.444/97 è stato emanato il Regolamento sugli acquisti di carburante dei residenti in zona franca.

 

 

 

 

 

Letto 5981 volte Ultima modifica il Sabato, 26 Aprile 2014 20:32
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Maria Rosaria Randaccio

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