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Invito all'operetta. Tremano i potenti sulla scena della zona franca.

  • Venerdì, 06 Giugno 2014 20:38
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Invito all'operetta. Tremano i potenti sulla scena della zona franca. Luciana Carta

Oggi, a Cagliari, alla presentazione del libro sulla zona franca di Aldo Berlinguer e Tore Cherchi abbiamo assistito alla performance da operetta del potere che si è esibito in una rappresentazione sprezzante e macabra ai danni della Sardegna.

I due autori del libro sono stati marginalizzati per fare passare una tesi di un gruppo dominante di personaggi che ha perso qualunque riscontro con la realtà.

Hanno parlato di recinzioni, di costruzioni, di scarsa utilità della zona franca, a dispetto dei dati che loro stessi sciorinavano senza nemmeno capire ciò di cui parlavano.

Parlavano come se non esistesse la possibilità di esercitare la Zona franca in modalità non interclusa. Parlavano di vincoli fisici, quando questi negli altri porti (Taranto e Gioia Tauro) sono stati superati da zone franche già operative. Posti dove il Dominus della gestione del carico e scarico merci è esclusivamente l’Autorità Portuale che “prende in carico” le merci estere nelle aree, solo virtualmente qualificate, ammettendo al regime ogni azienda - nazionale o estera - che si vuole accreditare entro il perimetro di riferimento, con un beneficio rivolto ad ogni settore merceologico, con la possibilità, per il Porto (ed il territorio di sostegno) di poter offrire servizi differenziati in ragione delle diverse esigenze richieste dalle eterogenee necessità merceologiche. Hanno deciso di fare melina per impedire che la Sardegna abbia qualsiasi possibilità di sviluppo. Hanno deciso di castrare una formidabile opportunità per tutta l'Isola.

Hanno deciso di rinunciare a porre i porti del'isola all’avanguardia rispetto all’esercizio delle agevolazioni “territoriali” di rango comunitario, hanno deciso di non porsi come hub alternativo (e competitivo) rispetto ai grandi porti del Nord Europa e del Mediterraneo; hanno deciso di cedere ad altre regioni il naturale “passaggio a Sud” per ogni rotta comunitaria ed extra comunitaria di provenienza estera.

Hanno deciso di rinunciare ad assumere, nel breve periodo, ogni più moderna configurazione concessa dalla disciplina doganale di riferimento.

Hanno deciso di non offrire alle aziende che vorranno servirsene, varie possibilità di trasformare materie prime e semilavorati, in sospensione di ogni fiscalità doganale, garantendo allo stesso tempo la neutralità Iva ed accise.

Vogliono un popolo di schiavi e, purtroppo, ce l'hanno. Ci hanno lanciato ancora i più beceri epiteti e così hanno fatto per i movimenti che abbiamo animato in questi due anni. E' il potere e lo subiamo, per ora non possiamo ingaggiare una battaglia campale, ma siamo ottimi guerriglieri!

Francesco Scifo

Letto 3413 volte Ultima modifica il Martedì, 10 Giugno 2014 17:37

Written By:

Francesco Scifo

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