zona-franca-sardegna-logo

Dott. Randaccio: ecco perché la Sardegna ha diritto alla Zona Franca al Consumo.

  • Giovedì, 10 Luglio 2014 20:27
|  
(11 Voti)
Dott. Randaccio: ecco perché la Sardegna ha diritto alla Zona Franca al Consumo. ZonaFrancaSardegna.com

SARDEGNA. Zona Franca al Consumo:  esenzione Iva e Accise

La zona franca al consumo compete alla Sardegna ed ai Sardi in base al D.lgs. n. 75/98 ed in base al principio di “Non Discrimine”, chiamato anche “ Principio di Uguaglianza”, in nome del quale situazioni simili devono essere trattate in modo uguale (si veda in tal senso art. 14 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo CEDU, l’art. 21 della Carta di Nizza, il  D.lgs. n.216/2003 con il quale è stata recepita in Italia la Direttiva Comunitaria n.2000/78/CE.

Le  Zone Franche extradoganali al Consumo sono disciplinate da:

  • Legge Doganale n.1424/40, dove l’art.1 precisa che i punti franchi e le zone franche sono territori extradoganali (legge in vigore quando fu emanato art. 12 dello Statuto Sardo);
  • T.U. Doganale, approvato con D.P.R. n.43/73 ancora in vigore (all’art.2 conferma l’extradoganalità dei punti franchi e delle zone franche);
  • D.lgs. n. 268/48;
  • Legge n.1438/48;
  • Legge n. 623/49;
  • Legge n. 384/54;
  • Legge n.1351/64 convertito in Legge n.28/65;
  • Legge n.762/73;
  • Decreto Legge n.746/83 convertito nella Legge n.17/1984;
  • Legge n.479/1992;
  • Legge n.28/97;
  • D.lgs. n.75/98.

                                        
ZONA FRANCA = NO IVA

1) Il D.L. n.1351/64, convertito nella Legge n.28/65, all’art. 20 bis “estende i benefici di cui all’art. 11 della Legge n.1438/48 (immissione in consumo di beni e merci senza il pagamento di dazi doganali e tributi fiscali di ogni genere) ai residenti in territori svantaggiati, il cui svantaggio è stato individuato dall’art.92 (attuale art.87) del Trattato di Roma, ossia “ove il tenore di vita sia anormalmente più basso oppure si abbia una grave forma di sotto occupazione.
2) L’art.1 della Legge n.479/1992, emanata in attuazione della Direttiva n.83/181/CEE del 28 marzo 1983, Direttive n.88/331/CEE del 13 giugno 1988 e n.89/604/CEE del 23 novembre 1989, nel riscrivere l’art. 12 del D.P.R. n.723/1965, al comma secondo precisa che non sono soggette all’imposta sul Valore Aggiunto (IVA) le merci per le quali l’esenzione dal predetto tributo è stata disposta, con carattere di obbligatorietà, dalle direttive del Consiglio delle Comunità Europee adottate in materia di armonizzazione delle disposizioni comunitarie tra gli Stati Membri nonché le direttive in materia di determinazione del campo di applicazione dell’art. 14, comma 1, lettera d) della Direttiva n.77/388/CEE del Consiglio del 17 maggio 1977.
Il suddetto art.14, in combinato disposto con l’art.16 della stessa Direttiva n.77/388/CEE del Consiglio, prevede che non sono soggette all’IVA i beni destinati ad essere immessi in una Zona Franca o in un Deposito Franco.
La direttiva sulla Armonizzazione delle legislazioni comunitarie tra gli Stati Membri è stata prevista in tema di Zone Franche dalla Direttiva n.69/75/CEE del Consiglio del 04.03.1969 dove l’art.1 prevede che le merci che si trovano nei territori dichiarati zona franca sono considerate  fuori dalla linea doganale europea (extradoganalità) ai fini dell’applicazione dei dazi doganali e di qualsiasi altra tassa o misura di effetto equivalente.

                                        
ZONA FRANCA = NO ACCISE

Il D.lgs. n.504/95 emanato in attuazione Direttiva n.92/12/CEE del Consiglio del 25.02.92, Direttiva n.92/108/CEE del Consiglio del 14.12.1992, è stato riscritto dal D.lgs.n.48/2010 emanato in attuazione  della Direttiva n.2008/118/CEE, direttiva che all’art. 12, comma 1, lett. e),  prevede che sono esentati dal pagamento delle accise i prodotti destinati ad essere utilizzati per il consumo (dei residenti in zona franca) nel quadro di un accordo concluso con paesi terzi e autorizzato in relazione all’esenzione anche  dell’IVA.
L’art. 4 punto 2 della suddetta Direttiva n.2008/118/CEE precisa che per territorio dello stato membro si deve intendere il territorio della comunità a cui si applica il Trattato a norma dell’art. 299 dello stesso Trattato, ad eccezione dei territori terzi.
L’art. 4 punto 4 precisa che per territorio terzo si intendono i territori identificati all’art. 5 comma 2 e 3, ossia i territori extradoganali.

L’art. 2 della  Legge n.28/97, che ha recepito la Direttiva n.95/7/CE del 20.05.1997 del Parlamento  e del Consiglio, prevede che possano effettuare acquisti e importazioni senza il pagamento dell’IVA, i soggetti che  si trovano nelle condizioni previste dall’art. 1 del D.L. n.746/83 convertito nella Legge n.17/84, ossia i soggetti che risiedono in territori titolari del diritto alla  Zona Franca.
Il suddetto art. 1 del D.L. n.746/83 convertito nella Legge n.17/84 è stato integrato dall’art.1 comma 381 della Legge n.311/2004 che, oltre ad apportare modifiche all’art. 8 del D.P.R. n. 633/72, ha precisato che i soggetti residenti nelle zone franche, qualora intendano avvalersi dell’opportunità di effettuare acquisti e importazioni senza il pagamento di dazi doganali, Iva ed Accise, devono presentare all’Agenzia delle Entrate, apposita Dichiarazione d’Intento redatta in conformità al modello approvato dal Ministero dell’Economia e Finanze, contenente l’indicazione della partita IVA del dichiarante, dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio, e che detta dichiarazione deve essere consegnata o spedita anche ai fornitori ovvero presentata in Dogana, prima della effettuazione di ogni singola operazione.
Modalità di compilazione della suddetta Dichiarazione d’Intento sono state individuate nella Risoluzione Ministeriale n.82/E del 1° Agosto 2012 (Agenzia delle Entrate Direzione Centrale servizi ai contribuenti) emanata a seguito delle modifiche normative introdotte dall’art. 2, comma 4 del D.L. n.16/2012 convertito nella Legge n.44/2012 (vedi anche Disegno di Legge n.958 del 2013) .
L’art. 132 comma 3 del D.P.R. n.917/86 prevede che i residenti nelle zone franche (Campione d’Italia) debbano chiedere l’iscrizione all’A.I.R.E., ossia l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, di cui all’art. 132 del D.P.R. 917/86, articolo n.132 attualmente confluito nell’aggiornamento dell’art. 18 del  D.L. n.216/78, convertito nella Legge n.388/78.

Il legislatore italiano ha disciplinato la Zona Franca al Consumo con apposito Regolamento emanato con  Decreto del Ministero delle Finanze n. 489 del 5/12/1997.


Maria Rosaria Randaccio

Letto 4644 volte Ultima modifica il Giovedì, 10 Luglio 2014 21:40
Maria Rosaria Randaccio

Questo sito utilizza cookie tecnici per la navigazione. Non vengono raccolte informazioni personali.

Se continui la navigazione, accetti l'utilizzo di questi cookie. Per saperne di piu'

Approvo

ultimi EVENTI

Nessun evento

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità.

Pertanto, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001.

ImpronteDigitali Graphics & WebDesign

 

Potresti leggere anche questi!