zona-franca-sardegna-logo

Dott.ssa Randaccio: sconfiggeremo il mostro Equitalia.

  • Domenica, 10 Agosto 2014 10:20
|  
(9 Voti)
Pubblicato in News Sardegna  
Dott.ssa Randaccio: sconfiggeremo il mostro Equitalia. ZonaFrancaSardegna.com

COME PUÒ L’AGENZIA DELLE ENTRATE PRETENDERE LA CORRETTEZZA TRIBUTARIA DAI CONTRIBUENTI QUANDO LEI STESSA, AL SUO INTERNO, NON RISPETTA LE LEGGI DELLO STATO?

Il Tar del Lazio con Sentenza n.7636 del 30/09/2011 ha annullato un “concorso interno” indetto con Provvedimento n.146687/2010 del 29.10.2010 sottoscritto dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate del Ministero dell’Economia e Finanze, indetto per la selezione di 175 Dirigenti di seconda fascia, le motivazioni dell’annullamento del suddetto concorso interno le troviamo confermate anche nella Sentenza n. 6884 del 01.08.2012 del Tar del Lazio, che ha verificato come, nelle Agenzie delle Entrate di tutta Italia, su un organico di 1200 Dirigenti, circa 800 incarichi sono ricoperti da “Dirigenti Fasulli”, in quanto conferiti a semplici impiegati, tali privi del titolo che li legittima a ricoprire quel posto e quindi a sottoscrivere validamente gli atti di accertamento ed iscrizione a ruolo dei tributi che l’Agenzia delle Entrate ritiene evasi, incarico dirigenziale, che a termini di legge si ritiene che sia due volte nullo ab origine in quanto:


1) conferito/sottoscritto da altrettanto Semplice Impiegato (che non aveva titolo giuridico conquistato attraverso un pubblico concorso indetto per coprire posti dirigenziali vacanti negli organici dirigenziali del Ministero delle Finanze);
2) conferito ad altrettanto semplice impiegato che non poteva ottenere l’incarico senza aver superato regolare concorso pubblico, indetto ai sensi dell’art. 97 della Costituzione.
Infatti anche coloro che sono stati posti ai vertici degli uffici centrali del Ministero dell’Economia e delle Finanze – dal 1990 in poi - hanno esercitato abusivamente il potere che consente all’Autorità Finanziaria di conferire legalmente incarichi dirigenziali, essendo costoro dei semplici impiegati inquadrati nella 9° qualifica funzionale, vincitori di concorsi interni ( a 999, 162, 163 posti) che ai sensi dell’art. 97 della Costituzione, non potevano venire banditi fintanto che non fossero stati restituiti ai ruoli dirigenziali di legittima appartenenza i Dirigenti della Carriera direttiva ordinaria disciplinata dal D.P.R. n.748/72, cosi come precisato dall’art. 20 del D.lgs. n.29/1993, dall’art. 20 della Legge n.488/99 e dallo stesso Ministero delle Finanze con la nota Prot. n. 87894 del 13.09.2000 (allegata), dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica con Circolare n.2/2000 Protocollo n.4782/2000 del 10.02.2000 esplicativa dell’art. 20 della Legge n.488/1999, concorsi interni che ai sensi della normativa succitata, non conferiscono titolo giuridico idoneo alla qualifica/categoria di Dirigente come individuata dall’art.2095 del codice civile e nella tabella allegata al R.D. 100/1937.
Concorsi che per giunta, non potevano neanche venire banditi come precisato dall’art.17 della Legge n.127/97, legge che al comma 81 conferma l’equiparazione dei Segretari Comunali ai Dirigenti dello Stato, prevedendo anche per costoro la istituzione di apposito “Albo” equivalente all’Albo dei Dirigenti pubblici di cui all’art.23 del D.lgs. n.29/1993, trasformato in “Ruolo Unico” dall’art.1 del D.P.R. n.150/1999; legge (127\1997) che all’art. 17 comma 82 ultimo periodo, si fa carico – tra l’altro – di abrogare le norme (D.P.R. n.44/90 e D.L. n.344/90 e Legge n.21/91) in base alle quali i Dirigenti (Veri) del Ministero delle Finanze assieme ai Segretari Comunali sono stati Retrocessi in Carriera con il loro inquadramento nella 9° qualifica Funzionale; inquadramento/retrocessione attuata attraverso una erronea e pretestuosa interpretazione del D.P.R. n.44/90 e dal D.L. n.344/90 convertito in Legge n.21/91, leggi che come detto sono state abrogate dalla Legge n.127/\97 (Bassanini 2) che aveva anche disposto la contestuale restituzione di tutti i Dirigenti di tutte le Pubbliche Amministrazioni, compresi i dipendenti delle Regioni a Statuto Speciale, e quindi di tutti i Dirigenti del Ministero delle Finanze e dei Segretari Comunali equiparati ai suddetti Dirigenti dall’art. 25 e tabella D allegata al D.P.R. n.749/1972, ai Ruoli Dirigenziali di legittima appartenenza.

La questione attualmente pende davanti alla Corte Costituzionale dopo che il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, con Sentenza non definitiva n.5451 depositata il 18.11.2013, ha chiesto alla suddetta Corte che si pronunci sulla violazione o meno dei principi Costituzionali da parte del Decreto Legge n.16/2012 convertito nella Legge n.44/2012 che all’art. 8 comma 24, ha fatto salvi gli attuali incarichi dirigenziali conferiti a semplici impiegati, nelle more dell’espletamento di nuove procedure concorsuali.
Il Consiglio di Stato nella richiesta di pronunciamento da parte della Corte Costituzionale ha richiamato le numerose sentenze in base alle quali la suddetta Corte, ha costantemente affermato la prevalenza dei principi costituzionali fissati dall’art. 97 della Costituzione sulle leggi ordinarie, che pretendono di disattenderli (ovviamente) in violazione anche delle norme sulla gerarchia delle fonti del Diritto.

I Dirigenti del Ministero delle Finanze (defenestrati) erano stati regolarmente assunti tramite pubblici concorsi indetti ai sensi dell’art. 97 della Costituzione, nei Ruoli dirigenziali della Carriera Direttiva Ordinaria disciplinata dal D.P.R. n.748/72, concorsi regolarmente banditi ai sensi e con le modalità previste dalla Legge n.397/1975, dal D.L. n.283/81 convertito nella Legge n.432/1981, e nella tabella annessa al R.D. n.100/1937, assunzione di Dirigenti che si era regolarmente realizzata con le seguenti modalità :

1)Inquadramento in prova (6 mesi) con le modalità previste dall’ art.10 della Legge n.397/75, dove si disponeva che le graduatorie dei vincitori dei concorsi, una volta approvate con la firma del Ministro competente, dovessero risultare immediatamente operative;
2) Inquadramento in Ruolo con le modalità previste dall’art.5 del D.P.R. n.246/48, dall’art.2 della Legge n.32/66 dell’art.11 del D.P.R. n.593/72 dell’art. 56 della Legge n.590\82, art. 2995 c.c.

I suddetti Dirigenti del Ministero delle Finanze, appartenevano ad una carriera nella quale si avanzava nelle varie qualifiche individuate dal D.M. del 28 Dicembre 1972 (G.U. n. 234 dell’11 settembre 1973) attraverso i giudizi annuali di “non demerito” e tramite determinate permanenze nelle varie qualifiche della stessa (carriera), dopo che la Legge n.249/68 e la Legge n.775/70 avevano eliminato gli “esami di avanzamento in carriera”, modalità di progressione in carriera “per anzianita di servizio” previste dall’art.98 della Costituzione e confermate anche dalle Sentenze Corte Costituzionale: Sentenza n.521 del 26.11.1987–17.12.1987, e Sentenza n.228/97.

Le suddette modalità di progressione in carriera (per anzianità di servizio) sono state previste dal D.P.R. n.748/72, e confermate successivamente dalla Legge n.301/1984, legge che oltre ad abrogare l’art. 22 del D.P.R. n.748/72, aveva ribadito che “i corsi di formazione Dirigenziale” previsti all’art. 22 del D.P.R. n.748/72 , erano riservati esclusivamente al personale della ex Carriera Direttiva Speciale, ossia a coloro che erano risultati vincitori di un pubblico concorso indetto (anteriormente al 1970) per coprire posti vacanti nei ruoli “ impiegatizi” della ex Carriera Direttiva Speciale soppressa dall’art. 147 del D.P.R. n.1077/70, personale quest’ultimo (Ex Carriera Direttiva) a cui il legislatore aveva riservato l’inquadramento nella 9° qualifica funzionale appositamente istituita per costoro, dal D.L. n. 9/1986 convertito nella Legge n.78/1986. Diritto all’inquadramento nella 9° qualifica Funzionale, riservato esclusivamente al SOLO personale Impiegatizio della Ex Carriera Direttiva speciale (soppressa dall’art. 147 del D.P.R. n.1077/70) diritto all’inquadramento confermato dal D.P.R. n.44/90 (art.20) dove si ribadiva quanto già previsto dall’art.1 della Legge n.312/80, ossia che “dall’inquadramento nelle qualifiche funzionali e dai relativi profili professionali (compresa la 9° qualifica istituita dal D.P.R. n.44/90)”, dovesse restare escluso assieme al personale inquadrato nei ruoli dirigenziali della Carriera Direttiva Ordinaria di cui al D.P.R. n.748/72, anche il personale proveniente dalla ex carriera direttiva Speciale (soppressa dall’art. 147 del D.P.R. n.1077/70), che avesse già ottenuto (per anzianità di servizio) l’inquadramento nei Ruoli ad Esaurimento della stessa Carriera Direttiva Speciale, ruoli questi ultimi (Ruoli ad Esaurimento), che l’art. 60 ultimo comma del D.P.R. n.748/72 definiva: “gerarchicamente inferiori” a quelli del personale inquadrato nei ruoli dirigenziali della Carriera Direttiva ordinaria disciplinata dal D.P.R. n.748/72 (art. 76), a partire (ovviamente) dalla qualifica iniziale di Consigliere e di Vice Direttore, qualifica ottenuta con il primo inquadramento in ruolo, successivo al periodo di prova, presso gli Uffici Finanziari di destinazione.

(Sillogismo: se dall’inquadramento nella 9° q.f. era stato escluso il personale dei R.E., ovviamente e a maggior ragione, dallo stesso inquadramento nella 9° qualifica doveva restare escluso il personale che si trovava in posizione gerarchicamente superiore a quella del R.E. cosi come precisato dall’art. 60 ultimo comma del D.P.R. n.748/72).
Invece, in violazione delle succitate norme, il Ministero dell’Economia e Finanze, con provvedimenti illeciti, illegittimi, e quindi - nulli ab origine - in quanto emanati ai sensi di una normativa successivamente “ABROGATA“ , provvedimenti fatti sottoscrivere “maliziosamente” a dei semplici impiegati che non avevano titolo a rendere validi i suddetti provvedimenti, nel 1990, ha attuato un vero e proprio “ Colpo di Stato” retrocedendo in Carriera tutti i Suoi Dirigenti in servizio a seguito di una (poco credibile) errata interpretazione:
1) del D.P.R. n.44/90 art.22 comma 2
2) del D.L. n.344/90 convertito nella Legge n.21/91 (art. 15), dirigenti che avevano mandato avanti e fatto funzionare egregiamente fino ad allora, l’apparato Burocratico del Ministero delle Finanze, in quanto titolari degli incarichi e delle mansioni dirigenziali conferite loro, in ottemperanza a quanto previsto dal D.P.R. n.748/1972 (art. da 1 a 15) incarichi confermati negli ordini di servizio dei vari uffici finanziari.

Inquadramento nella 9° qualifica funzionale (e successive modifiche), che aveva riguardato assieme a quello dei Dirigenti del Ministero delle Finanze anche i quello dei Segretari Comunali, inquadramenti successivamente abrogati per entrambe le due Categorie (di Dirigenti) dalla Legge Bassanini 2, ossia la Legge n.127/97 (art. 17 comma 22, 81, 82 e 137) dove si prevedeva che i Segretari Comunali, vittime anche loro dell’errata interpretazione dei suddetti decreti (D.P.R. n.44/90 e D.L. n.344/90) dovessero venire restituiti d’ufficio ai ruoli dirigenziali di legittima appartenenza, restituzione che a termini della suddetta Legge n.127/97, doveva estendersi a tutti i Dirigenti della Pubblica Amministrazione, restituzione ai ruoli dirigenziali di legittima appartenenza, che doveva realizzarsi con la salvaguardie delle professionalità acquisite nel precedente ordinamento, compreso il diritto a veder ricostruita la propria carriera ai sensi del succitato art.17 comma 81 della Legge n.127/97, legge che al comma 22, 81, 82 e 137 estendeva i suddetti principi e disposizioni ai Dirigenti in servizio presso il Ministero dell’Economia e Finanze in quanto (per giunta) entrambe le Carriere risultavano equiparate tra loro:


- dal D.P.R. n.749/72 (art. 25 comma 25 e tabella D allegata allo stesso decreto
- dall’art.11/bis del D.L. n.283/81 convertito nella Legge n.432/81,
- dalla Legge n.72/85 (art. 2)
- dall’art. 2 comma 4 e 5 del D.lgs. n.29/93
- Legge n.127/97 art. 17 comma 22, comma 81, comma 82 e 137
- dall’art.1 della Legge n.334/97
- dall’art.23 bis del D.lgs. n.165/01
- dall’art.7 comma. 2 del D.lgs. n.145/02
- D.lgs. n.267/2000 art.101 comma 4/bis
- Legge n.69/2009 art. 21 comma 1 e 1/bis
- Legge n.296/06 art.1 comma 578 che dando una interpretazione autentica al’art. 23 bis del D.lgs. n.165/01, faceva salve le anzianità di servizio dei Dirigenti e dei Segretari Comunali, le cui carriere erano tra loro equiparate, e quindi nel rispetto del “principio di non discrimine” di cui al D.lgs. n.216/2003, decreto emanato in attuazione della Direttiva Comunitaria n.2000/78/CE, dell’art.14 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo CEDU e dell’art. 21 della Carta di Nizza.


Per cui al suddetto personale competeva non solo la restituzione d’ufficio ai propri ruoli dirigenziali dei Dirigenti vincitori di un pubblico concorso indetto per coprire posti vacanti nei ruoli dirigenziali della Carriera Direttiva Ordinaria disciplinata dal D.P.R. n.748/72 e ristrutturata da D.lgs. n.29/93 attualmente confluito nel D.lgs. n.165/01, ma anche la ricostruzione della carriera, attuata con la ricongiunzione a domanda, dei periodi contributivi ai sensi della Legge n.29/1979 e della Legge n.296/06 art.1 comma 578, nel quale (comma 578) si prevede anche l’esecuzione dei giudicati nel frattempo formati per tutte le altre categorie di dirigenti richiamate nello stesso comma 578 dell’art.1 della Legge n.296/06, categorie tra cui risultano compresi ovviamente, i Dirigenti del Ministero dell’Economia e Finanze, tutelati questa volta da una legge di livello costituzionale come la legge finanziaria del 2007.
L’imprescrittibilità dei suddetti diritti dei Dirigenti del Ministero dell’Economia e Finanze alla restituzione d’ufficio nei ruoli Dirigenziali di legittima appartenenza, al risarcimento del danno e l’aggiornamento del trattamento economico di lavoro e del trattamento pensionistico, risultano confermati oltre che dall’art.2113 c.c. e dall’art. 31 del D.P.R. n.3/1957 anche dalle seguenti Sentenze della Corte di Cassazione a S.U. n.10995 del 25.07.2002, Corte di Cassazione n.14998 del 3.07.2007, Corte di Cassazione Civile Sez. Lavoro n.224 del 9.01.2001, dove si prevede che l’anzianità di servizio del lavoratore rappresenta la dimensione temporale del rapporto di lavoro, e pertanto costituendo il presupposto di alcuni specifici diritti, come quelli all’indennità di anzianità al risarcimento per omissione contributiva, va considerata non come uno “STATUS” né un autonomo diritto, ma come un “FATTO GIURIDICO” e come tale non soggetto né a prescrizione né a decadenza ai sensi dell’artt. 2934, 2946, 2948 c.c.
Per quanto sopra esposto, appare evidente che fintanto che non si provvederà alla restituzione dei dirigenti ai ruoli di legittima appartenenza, il Ministero dell’Economia e Finanze non poteva e non potrà BANDIRE LECITAMENTE nessun Concorso – NEANCHE INTERNO - per coprire i posti resi illegittimamente e illecitamente vacanti dalla retrocessione in carriera (attuata con l’inquadramento degli stessi nella 9° q.f. e successive modifiche) dei Dirigenti assunti nei ruoli dirigenziali della Carriera Direttiva ordinaria disciplinata dal D.P.R. n.748/72 che ai sensi dell’art. 15, fino al 1990 avevano firmato tutti gli atti riservati all’Autorità Finanziaria, come individuata anche dal D.P.R. n.858/63 dall’art.51 del D.P.R. n.633/72 dall’art.12 del D.P.R. n.602/73.


La conferma della nostra tesi è data dall’art.20 della Legge n.488/99, ultimo periodo, che nell’apportare modifiche all’art.39 della Legge n.449/97 (articolo che era già stato modificato dall’art. 22 comma 1 della Legge n.448/98) conferma che “non si possa procedere ad indire nuovi concorsi durante il periodo di vigenza di graduatorie di concorsi già espletati per il reclutamento di personale con qualifica dirigenziale presso le amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1 comma 2 del D.lgs. n.29/93”.
E come sappiamo, le graduatorie formate a seguito dell’espletamento dei concorsi che videro i Dirigenti del Ministero delle Finanze, vincitori di pubblici concorsi, indetti per coprire posti vacanti nei ruoli Dirigenziali della Carriera Direttiva Ordinaria al momento dell’emanazione delle suddette leggi (art. 20 Legge n.488/99 che modifica art. 39 della Legge n.449/97) risultavano VUOTE ossia SVUOTATE dopo la RETROCESSIONE IN CARRIERA DEI DIRIGENTI DEL MINISTERO DELLE FINANZE, retrocessione attuata con un ILLECITO E ILLEGITTIMO inquadramento nella NONA QUALIFICA FUNZIONALE e successive modifiche!
Infine e per concludere sarebbe il caso di rammentare al giudice che dovrà pronunciarsi che in base al “Principio di non discrimine” chiamato anche “Principio di Uguaglianza” situazioni simili devono essere trattate in modo uguale, cosi come sancito dall’art.14 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) e dell’art. 21 della Carta di Nizza, principi confermati anche nella Direttiva Comunitaria n.2000/78/CE e recepiti nel D.lgs. n.216/2003.
E che i Segretari Comunali fossero equiparati ai Dirigenti del Ministero delle Finanze viene confermato (ex multis) dalla stessa Legge Bassanini 2, all’art. 17 comma 22, 81,82 e 137 della Legge n.127/97 (Bassanini 2), dove si prevede anche la “Restituzione d’Ufficio” dei Segretari Comunali ai Ruoli Dirigenziali di legittima appartenenza .
Il Consiglio di Stato con Sentenza n.3812 del 27 giugno 2012 ha affermato che il cittadino raggiunto dalla notifica di un atto di accertamento tributario ha diritto d’accesso agli atti attestanti la validità della Iscrizione a Ruolo del tributo che lo riguarda, validitàa che può dirsi comprovata dalla sottoscrizione del suddetto Ruolo “Esclusivamente” da parte dell’Autorità Finanziaria, come previsto (secondo la D.P.R. n.633/72 art.51, D.P.R. n.602/73 art. 12 e 43, ossia del “Dirigente Assunto Esclusivamente Attraverso Pubblico Concorso “o di altro impiegato della Carriera Direttiva da lui delegato, sempre nel rispetto dei principi sanciti dall’art. 97 della Costituzione.
Come accertato dal Tar del Lazio con la Sentenza n. 6884 del 1° agosto 2011, ( sentenza confermata dal Consiglio di Stato) nelle Agenzie Fiscali sparse su tutto il territorio Italiano su un organico di 1200 Dirigenti, circa 800 posti sarebbero ricoperti da semplici impiegati con la cosi detta “ Dirigenza Fiduciaria” .
Ma come sappiamo, e come possiamo dimostrare, anche i 400 Dirigenti individuati come “Buoni” dalla suddetta Sentenza del Tar del Lazio n.6884 del 1° agosto 2011, sono invece dei semplici impiegati inquadrati nella 9° Qualifica Funzionale, che sono diventati Dirigenti tramite un “Concorso Interno” che (come detto) non poteva venire bandito ai sensi dell’art. 20 della Legge n.488/99, di conseguenza sono NULLI (anzi inesistenti) tutti gli atti sottoscritti da tutti i Dirigenti del Ministero delle Finanze a cui in questi ultimi 15 anni, sono stati conferiti incarichi Dirigenziali senza la preventiva RESTITUZIONE D’UFFICIO AI PROPRI RUOLI DIRIGENZIALI dei Dirigenti inquadrati nei Ruoli Dirigenziali della Carriera Direttiva Ordinaria disciplinata dal D.P.R. n.748/72, carriera salvaguardata dall’art.2 comma 4 del D.lgs. n.29/1993, attualmente confluita nel D.lgs. n.165/01.
Cosi come sono Nulle tutte le iscrizioni a ruolo sottoscritte da chi non poteva risultare vincitore di un concorso che non poteva venire bandito.

Maria Rosaria Randaccio

Letto 4344 volte Ultima modifica il Lunedì, 11 Agosto 2014 18:21
Download allegati:
Maria Rosaria Randaccio

Questo sito utilizza cookie tecnici per la navigazione. Non vengono raccolte informazioni personali.

Se continui la navigazione, accetti l'utilizzo di questi cookie. Per saperne di piu'

Approvo

ultimi EVENTI

Nessun evento

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità.

Pertanto, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001.

ImpronteDigitali Graphics & WebDesign

 

Potresti leggere anche questi!