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CON LA NUOVA LEGGE DI STABILITA' RENZI APRE LA STRADA ALLA ZONA FRANCA DELLA SARDEGNA

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Pubblicato in News Sardegna  
CON LA NUOVA LEGGE DI STABILITA' RENZI APRE LA STRADA ALLA ZONA FRANCA DELLA SARDEGNA ZonaFrancaSardegna.com

COME IN UN GIOCO ENIGMISTICO E SURREALE SCOPRIAMO CHE DENTRO UNA SCIARADA DI RICHIAMI NORMATIVI IL GOVERNO RENZI - FACENDO SEGUITO A QUANTO DISPOSTO DALL'ULTIMA GIUNTA REGIONALE SARDA - INTENDE COMUNICARE ALL’EUROPA CHE LA SARDEGNA E’ ZONA FRANCA INTEGRALE.

 

Infatti il Legislatore all’art. 44 comma 40 della Legge di Stabilità 2015, prevede che “Ai fini dell’applicazione delle disposizioni dell’articolo 110, comma 10 (e 11) del Testo Unico delle imposte sui redditi di cui al D.P.R. n. 917/1986, nelle more della emanazione del Decreto Ministeriale di cui all’art. 168 bis del medesimo testo unico, l’individuazione dei regimi fiscali privilegiati è effettuato con decreto del Ministero dell’Economia e Finanze, con esclusivo riferimento alla mancanza di un adeguato scambio di informazioni”, frase che tradotta in lingua italiana vuol significare che l’Italia dovrà inserire anche nelle proprie leggi la Sardegna nell'elenco delle zone franche del mondo  con "regime fiscale privilegiato". E rimediare così ad una inadempienza ventennale prevista e sancita dalle direttive comunitarie.

La suddetta comunicazione della attivazione della Sardegna come zona franca (peraltro già richiesta dalla precedente Giunta Cappellacci) dovrà essere pubblicata sulla GUCE (Gazzetta Ufficiale Europea).

Tutto quanto sopra esposto (diritto alla zona franca integrale e non solo nei 6 porti) viene totalmente ignorato dall'attuale Giunta Pigliaru che - ai sensi del documento di Programmazione allegato - prevede la costruzione di chilometriche e costosissime muraglie cinesi attorno ai 6 porti e alle zone industriali individuate nel D.lgs n.75/98. I professori universitari che presiedono l'attuale Giunta Regionale palesano così un rifiuto della conoscenza della normativa fiscale nella quale viene recepita tutta la normativa comunitaria sulle zone franche; dimostrando di ignorare anche l'attualità della normativa appresso indicata, che conferisce ai Presidenti delle regioni a statuto speciale il titolo giuridico utile a dare immediata attuazione dei regolamenti comunitari, e in particolare quanto previsto da:

- dal D.lgs n.75/98 emanato in attuazione di quanto previsto dai codici doganali comunitari; 

- dall’art. 9 della Legge n.86/1989; 
- dall’art. 2 lett. b) della Legge n.489/1992;

- dall’(attuale) art. 117 della Costituzione;

- dalla Legge Regionale n. 10/2008, dove si prevede che le regioni a statuto speciale possano dare immediata attuazione alle Direttive Comunitarie con propri provvedimenti legislativi, e tra questi rientrano ovviamente tutte le Delibere Regionali della precedente Giunta presieduta da Ugo Cappellacci, delibere emanate non solo ai sensi della normativa succitata, ma anche nel rispetto dei Regolamenti Comunitari n. 2913/92 e n. 2454/93 (richiamati nel D.lgs n.75/98); regolamenti ai sensi dei quali sono stati emanati i Codici Doganali Comunitari attualmente in vigore. Tali Codici Doganali ci spiegano dettagliatamente come devono essere gestiti i territori dichiarati Zona Franca, e perché detti territori devono essere considerati “territori extradoganali” e come tali non soggetti all’imposizione di dazi doganali, Iva ed Accise.

Per quanto sopra esposto, appare evidente che ai Sardi e alla Sardegna, in quanto "Zona Franca Extradoganale", competa l'applicazione di quanto previsto dalla Legge n. 28/1997 (art. 2), la quale nel recepire le Direttive Comunitarie n. 95/7/CE e n. 77/388/CEE sulla armonizzazione e semplificazione dell’imposta sul valore aggiunto (Iva), prevede all’art. 2: che i soggetti che si trovano nelle condizioni previste dall’art. 1 del D.L. n.746/83 convertito nella Legge n.17/84 (in zone franche), e successive modifiche (art. 1 commi da 378 a 385 della Legge n.311/2004, art. 2 comma 4 del D.L. n.16/2012 convertito nella Legge n.44/2012, art. 1 commi da 324 a 335 Legge n.228/2012) possono effettuare acquisti e importazioni senza il pagamento dell’ Iva e delle accise con le modalità previste dall’art. 8, 8 bis e 9 del D.P.R. n. 633/72, dietro (preventiva) presentazione di apposita Dichiarazione di Intento da indirizzare all’Agenzia delle Entrate territorialmente competente, dichiarazione che deve essere richiamata in ogni fattura con la seguente dicitura: “IVA NON IMPONIBILE ART. 8 COMMA 1° LETT. C) D.P.R. n.633/72 DICHIARAZIONE DI INTENTO N………….. DEL ………………….

In conclusione, sembra assurdo che i professori universitari non abbiano ancora capito che la Sardegna - per decollare come zona franca - non necessita di ulteriori DPCM (Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri) con i quali erigere costosissime e non necessarie muraglie cinesi che vedrebbero la fine dei lavori alle calende greche (anziché varchi doganali oggi giorno controllati via satellite e con apposite scritte sulla pavimentazione del porto - vedesi Rotterdam), ma che l'iter legislativo si è concluso con le delibere della precedente Giunta Regionale che ha dichiarato la Sardegna e le sue isole minori intercluse dal Mar Mediterraneo circostante. 


Maria Rosaria Randaccio

Letto 6337 volte Ultima modifica il Venerdì, 14 Novembre 2014 12:21
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Maria Rosaria Randaccio

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