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L'attuazione del D.Lgs. n.75/98: intervista alla dott.ssa Randaccio, al prof.Murgia e all'avv.Aureli.

  • Domenica, 05 Luglio 2015 00:07
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Pubblicato in News Sardegna  
Randaccio, Aureli, Moro Randaccio, Aureli, Moro ZonaFrancaSardegna.com

 

Nell'intervista andata in onda sull'emittente locale Telecostasmeralda pochi giorni fà (video integrale in fondo alla pagina), la presidente del Movimento Sardegna Zona Franca, dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, il legale del Movimento avv. Paolo Aureli, e il costituzionalista avv.prof.Costantino Murgia, spiegano come l'attuazione del Decreto Legislativo n.75/1998 basti per attivare una volta per tutte la Sardegna come zona franca e di come la Regione Sardegna e tutta la politica locale non abbia saputo fino ad ora rendere operativa tale opportunità.

La dottoressa Randaccio elenca le leggi e le direttve comunitarie che istituiscono la zona franca della Sardegna e invita tutti i cittadini a chiedere a gran voce l'attuazione delle normative vigenti.

Nel D.lgs. n.75/98 sono richiamati i Regolamenti Comunitari che richiamano a loro volta la Direttiva Comunitaria n. 69/75/CEE del 4 marzo 1969, la quale fornisce la prova di come l'Italia abbia notificato all'Europa che la Sardegna è stata istituita come Zona Franca, assieme alla definizione giuridica di che cosa si deve intendere per zona franca, ossia territori svantaggiati dove non si pagano determinati tributi per favorirne lo sviluppo che altrimenti non potrebbe realizzarsi.

La suddetta Direttiva n.69/75/CEE individua le zone franche dell'Italia tra quelle già individuate dall'art.1 della Legge Doganale n.1424/40, ossia Livigno e i Punti Franchi e i Depositi Franchi definiti territori Extradoganali o Extraterritoriali dal suddetto art. 1 della legge citata (L.D. n.1424/1940).
La Zona Franca è un Regime Fiscale che si applica su tutto il territorio della Sardegna in quanto dichiarato territorio extradoganale o extraterritoriale dalla Legge n.1424/1940 perché circondato da 450 kmq di Mar Mediterraneo, e che alla Sardegna non può essere imposto lo stesso regime fiscale delle altre Regioni Italiane che non hanno il problema creato dai 450 kmq. di mare attorno,
e tanto meno il problema dello SPOPOLAMENTO ulteriore problema causato proprio dalla mancata applicazione di un regime fiscale di compensazione allo svantaggio.
Il suddetto diritto dei Sardi ad ottenere un regime fiscale DIVERSO dal resto dell'Italia, è previsto dalla Costituzione Italiana che sancisce il Principio di Uguaglianza tra i cittadini ed il Principio di Razionalità della Legge, legge che deve essere articolata nella sua formulazione rispettando il suddetto principio di uguaglianza.

 

 

 

Letto 4752 volte Ultima modifica il Mercoledì, 08 Luglio 2015 12:15

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Ufficio Stampa

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