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Ufficio Stampa

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COMUNICATO STAMPA - SABATO 9 NOVEMBRE ORE 22.47
 
 
A tutti i comitati zona franca propongo di creare nei loro paesi dei gruppi aperti che dovranno raccogliere tutte le originalità identitarie del loro comune: dai prodotti enogastronomici a quelli manifatturieri, alle identità linguistiche locali, a qualsiasi prodotto artigianale tipico, anche alle specie animali locali, tradizioni culturali, strumenti musicali, edilizia.
Questo lavoro potrà essere fatto anche intervistando e coinvolgendo gli anziani del paese.
Dovrà essere redatto un inventario di questi usi ed essere coinvolta nel lavoro più popolazione possibile a cui potrete spiegare che zona franca significa recupero delle tradizioni, valori e identità.
 
Fatelo con urgenza perchè è un capitale che non possiamo perdere, nè consegnare ad altri che lo distruggerebbero.
Questo creerà una rete ed una fonte di ricchezza per ogni centro che saprà valorizzarlo e noi lo faremo potenziando il turismo, culturale, l'artigianato e il benessere. 
 
E' così che parte la zona franca: la libertà dalla dipendenza e dalla povertà.

Francesco Scifo

fr-scifoCagliari, 9 novembre 2013 ore 15.30.

L'avvocato Francesco Scifo risponde con i fatti e con una importante pubblicazione di diversi anni fa alle malelingue politiche dell'opposizione (PD, PS d'AZ e Arbau) che ieri in conferenza stampa hanno definito lui e la dottoressa "scalcinati consulenti raccolti per strada".

Web Team

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 ITALIANI PROTAGONISTI NEL NOSTRO PAESE

 

bonarcadoAnche l’amministrazione comunale di Bonarcado ha deliberato per attivare nel proprio territorio la zona franca al consumo, in risposta a una parte politica regionale che invece stava premendo per attivare solo la zona franca doganale in tutta la Sardegna con la modifica dell’art. 12 dello statuto sardo, e che di fatto avrebbe escluso i comuni dal poter attivare la zona franca al consumo. Per fortuna invece che dietro la spinta del movimento dei cittadini, la maggioranza ha votato compatta per inserire nella modifica dell’articolo la frase “zona franca extra doganale”, come peraltro era già in origine dal 1948, permettendo così ai comuni il riconoscimento della zona franca al consumo.

Complimenti al comitato cittadino di Bonarcado che ha operato in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale, questo a significare che la politica può e deve ascoltare il proprio elettorato talvolta rinunciando alla propria ideologia politica se questa stona con la richiesta del popolo unito.

Mariano Lo Piccolo

 

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 DELIBERA N.64 DEL 31.10.2013 COMUNE DI BONARDADO

NO-FREEZONECagliari, 8 novembre 2013 ore 19.30

Nel TG 3 Regione delle ore 19.20 appena trasmesso si apprende la volontà dell'on.Efisio Arbau di organizzare, con il patrocinio del PD e del PS d'AZ, una manifestazione contro la legge sulla zona franca (Legge n.22/2013) approvata dal Consiglio Regionale il 05.11.2013 per convincere il Governo di Roma a bocciarla.

L'on.Arbau, dopo una conferenza stampa insieme ai suoi compagni Sanna Giacomo e Gian Valerio e Diana tenutasi nella giornata odierna, non perde tempo e torna nuovamente a criticare aspramente il contenuto della legge appena approvata e lo scottante tema della "extradoganalità" della Sardegna, pur avendolo pienamente sostenuto fino al momento della votazione in aula, quando probabilmente si è dovuto piegare ad ordini dall'alto, più alti sicuramente della sua coscienza e - soprattutto - della sua coerenza e dignità politica.

Dopotutto il suo atteggiamento è sempre stato altalenante. Infatti, pur dichiarandosi da sempre a favore della zona franca integrale appoggiava la candidatura dell'on.Francesca Barracciu, palesemente contraria a questa politica economica. 

Dal pieno appoggio ai Movimenti Pro Zona Franca ad organizzare addirittura una manifestazione per bocciare questo importante traguardo rappresentato dalla Legge n.22/2013 il passo sembrerebbe impossibile. Ma non lo è stato certamente per questo personaggio ambiguo e voltafaccia, che ha saputo sfruttare la buona fede e la fiducia dei zonafranchisti per i suoi sporchi giochini e inciuci politici. Sig.Arbau, i giochi sono finiti! Voi de La Base, del PD e del PS d'AZ vi siete tolti la maschera e adesso avete mostrato che l'unico vostro interesse non è per il bene della vostra terra, bensì per quello delle vostre tasche e della vostra poltrona dorata che vorreste tenervi ben stretta!

Ci piacerebbe sapere - qualora il suo intento andasse a buon fine - come farà a guardarsi allo specchio... oppure... come si giustificherà davanti ai suoi concittadini o ai suoi elettori (se ne avrà ancora qualcuno) quando le loro aziende dovranno chiudere perché - per causa anche a lei imputabile - la zona franca integrale non verrà attuata? 

Luciana Carta

comunicato-stampa

Cagliari, 8 novembre 2013 ore 18.30.

COMUNICATO STAMPA

Con queste parole l'avvocato Francesco Scifo pone termine alle polemiche e alle voci che circolano da tempo su una sua probabile candidatura. "Smentisco categoricamente le voci circolanti che vedono la mia presenza in liste elettorali per le prossime elezioni regionali. Non sono candidato in nessuna lista e in alcuna forza politica." Ci auguriamo che da ora in poi nessuno vorrà strumentalizzare la figura dei due tecnici e portavoce del Coordinamento Comitati Cittadini Pro Zona Franca per scopi che non siano prettamente attinenti all'argomento "zona franca".

Web Team

conferenza-stampa-pdCagliari, 8 novembre 2013 ore 17.35.

Voglio replicare alle accuse lanciate in conferenza stampa da Gian Valerio Sanna  in compagnia di Arbau e Giacomo Sanna che ha definito me e l'Avvocato Scifo come "scalcinati consulenti raccolti per strada da Cappellacci" invitandoli a leggere la Legge Doganale del 1940 (pubblicata nel precedente articolo) dove si dice che i punti franchi sono "Fuori dalla linea doganale dell'Italia" pertanto se fosse andato a scuola per imparare e non per riscaldare il banco, avrebbe appreso persino alle scuole medie, il significato della parola "sillogismo" in analisi logica, e avrebbe capito anche che: se il D.lgs. n.75/98 è stato emanato in attuazione dell'art. 12 del nostro Statuto che prevedeva l'istituzione di punti franchi "Extradoganali" anche le zone franche (istituite dal suddetto decreto) non possono che essere - per effetto di un Sillogismo Giuridico - che "Extradoganali".

 Maria Rosaria Randaccio

 
 

 

povera sardegnaCagliari, 7 novembre 2013 ore 22.45. 

Oggi ho ricevuto telefonate e solleciti di molti Zonafranchisti che desiderano conoscere dettagli su come sono andate le cose  nel Consiglio Regionale di ieri (06.11.2013) in merito all’approvazione dell’art.1 comma 2 della Proposta di Legge Nazionale n. 22/naz/A con la quale si chiede che venga modificato l’art.12 del nostro Statuto Sardo approvato con Legge Costituzionale n.3/1948. Come abbiamo ripetuto piu volte e in svariate occasioni, a noi Sardi non è mai interessato ottenere la modifica del Testo Storico dell’art.12 del nostro Statuto, in quanto abbiamo sempre ritenuto che eventuali modifiche del testo storico, se apportate  ad arte (come stava per accadere) o in modo maldestro, avrebbero potuto inficiare il diritto del Popolo Sardo alla Zona Franca Integrale compresa la Zona Franca al consumo, estesa  non solo alla zona franca dei porti ma all’intera Isola, ai sensi: 1) del Regolamento CEE n.2504/88 del Consiglio del 25.07.1988 dove si prevede che  nelle zone franche è autorizzata qualsiasi attivita industriale, commerciale, di prestazione di servizi in totale assenza di controlli da parte dell’Autorita Doganale e che gli Stati membri sono tenuti a comunicare alla Commissione (dal 1988)  sia l’istituzione delle zone franche che l’attivazione di quelle gia istituite; 2) del Regolamento n.2913/92 del Consiglio dove all’art.176 si prevede che nelle zone franche chiunque può esercitare attività di magazzinaggio, lavorazione,trasformazione, vendita, o acquisto di merci nel rispetto delle norme doganali; 3)  del Regolamento n.2454/93 della Commissione che fissa le disposizioni di applicazione del Regolamento n.2913/1993; 4) della Legge n.762/1973 dove si prevede l’eliminazione dell’IVA e delle ACCISE per le popolazioni residenti  nelle Isole dichiarate Zona Franca Integrale dagli Stati membri. Infatti il nostro  diritto risulta intangibile in quanto garantito:

1) da una  legge di Rango Costituzionale (n.3/48) emanata prima della nascita della Comunità Economica Europea (CEE) che all’art.234 del Trattato di Roma ratificato con la Legge n.1203/1957, che aveva garantito il rispetto di tutti i diritti sorti precedentemente alla nascita della stessa Comunità, diritti garantiti anche dall’art.92 del suddetto trattato dove si prevedeva ed ancora si prevede, che nel perseguimento dello sviluppo armonioso dell’insieme della Comunità e della sua coesione Sociale, non sono considerati aiuti di Stato gli aiuti  forniti dagli stati membri ai territori gravati dai problemi: a)  dell’insularità (essere un’isola); b) ultraperifericità  (siamo circondati da 240 chilometri di Mar Mediterraneo); c) spopolamento (un milione e seicentomila residenti equivale ad un quartiere di Roma); d)  sottooccupazione (abbiamo percentualmente il più alto numero di cassa integrati);

2) dall’art.1 della Legge Doganale n.1424/1940 (vedi file qui sotto), legge con la quale si consideravano “fuori dalla linea doganale” sia i territori dichiarati punti franchi  che le zone franche, extradoganalità (dei punti franchi e delle zone franche) confermata anche dal successivo Codice Doganale approvato con il DPR n.43/1973 art.2 ancora in vigore (vedi file qui sotto), ai sensi del quale è stata emanato il D.lgs. n.75/1998, che in attuazione all’art.12 dello Statuto Sardo approvato con la Legge Costituzionale n.3/1948, ha esteso a tutta l’isola il diritto alla zona franca integrale, confermando ovviamente anche il diritto alla sua extradoganalità, già prevista per i punti franchi, confermato anche nella Dichiarazione n.33 allegata all’atto finale della conferenza intergovernativa che ha adottato il Trattato di Lisbona firmato il 13.12.2007, nella quale (dichiarazione) viene data una interpretazione autentica dell’art.174 del Trattato sull’Unione Europea, precisando che le "zone franche debbano includere le isole nella loro interezza”, confermato anche all’art.158 (ex 130/A) del Trattato di Amsterdam dove nel preambolo si precisa che tra le priorità che si è data l’Unione Europea è prevista la riduzione del divario tra i vari modelli di sviluppo delle varie regioni, "prevedendo apposite compensazioni da riservare alle Isole svantaggiate a seguito di  ritardo di sviluppo  comprese le sue zone rurali”.

Da non dimenticare infine che: l’art 1 della Legge n.131/2003, dove si prevede che i trattati internazionali sono divenuti costitutivi di obblighi che limitano la potestà legislativa degli Stati, vincolando gli stessi alle norme del Diritto Internazionale, che l’art. 10 della nostra Costituzione ha riconosciuto vincolanti per l’Italia i Trattati Internazionali, che la Corte Costituzionale con la sentenza n.389/1989 ha confermato come lo Stato Italiano è tenuto a disapplicare le norme incompatibili con quelle stabilite nel Trattato istitutivo della Comunità Economica Europea attualmente chiamata Unione Europea.

Se fosse passata la proposta di modifica dell’art.12 del nostro Statuto presentata in Consiglio Regionale dall’opposizione, e se malauguratamente il Parlamento Italiano l’avesse fatta propria, possiamo garantire con estrema certezza che il nostro diritto alla Zona Franca l’avremo perduto per sempre, o quantomeno per altri 64 anni! Infatti nella proposta di modifica si chiedeva anche che: "l'esercizio, la modifica e l’integrazione delle funzioni amministrative dovessero transitare dallo Stato alla Regione compresa la relativa legislazione di attuazione". Con il conferimento della suddette funzioni passate dallo Stato alla Regione Sardegna, non avrebbero potuto venire applicate immediatamente le disposizioni Comunitarie che regolano le zone franche dell’Europa, disposizioni che sono state recepite dallo Stato Italiano nel DPR n.633/72, dove all’art.7 e all’art. 21 , come modificati da ultimo dalla Legge n.228/2012 (art. 1 commi da 325 a 335) dove si prevede (ad esempio) che a decorrere dal 1 gennaio 2013, chiunque operi nei territori dichiarati zona franca integrale, ha diritto ad emettere fatture in esenzione di Iva con l’apposita dicitura individuata nei succitati commi.

Maria Rosaria Randaccio

 

 

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PDF download SCARICA IL DPR n.43/1973

 

 

 

Mercoledì, 06 Novembre 2013 21:08

Approvata la legge sulla zona franca extradoganale

si-consiglio

Cagliari, 6 novembre 2013 ore 21.00. 

La due-giorni del Consiglio Regionale per l'approvazione della Legge n.22/2013 cosìddetta "Legge sulla Zona Franca" non soddisfa appieno il Movimento Pro Zona Franca. La legge è stata approvata non all'unanimità (41 favorevoli e 26 astenuti) con l'astensione inspiegabile del PD, dichiaratamente contrario all'apposizione della parola "extradoganale" come invece richiesto non solo dai nostri tecnici Randaccio-Scifo, ma anche da Cappellacci e tutta la Giunta.

L'emendamento n.13 (che riportiamo qui sotto) ha creato molto sconpiglio in aula, ma alla fine la votazione è stata favorevole (35 favorevoli, 30 contrari, 3 astenuti).

Più tardi ulteriori informazioni ed i commenti a caldo della dottoressa Randaccio.

Web Team

 

 

 

Emendamento n.13

art.12

statuto-sardo-art.12Cagliari, 6 novembre 2013 ore 12.50. Il Consiglio Regionale ha iniziato ieri la seduta per la discussione della Legge n.22/2013 che prevede anche l'importante modifica dell'art.12 dello Statuto, dichiarando la Sardegna zona franca extra doganale. Numerosi gli interventi che hanno caratterizzato il dibattito, alcuni dei quali denotano la scarsa informazione in materia di zona franca cosa che i nostri Consiglieri avrebbero dovuto approfondire  vista l'importanza della legge.

Alcuni Onorevoli hanno continuato con il solito ritornello che si tratta di propaganda elettorale, offendendo le migliaia di sardi che da 2 anni si stanno battendo per l'ottenimento di questo diritto acquisito da decenni. Ci si aspettava un dibattito più profondo e più ricco di significato, tutti i comitati e i tecnici in testa auspicavano che in questi ultimi mesi i consiglieri avessero studiato la materia e avessero potuto informarsi anche sulle altre zone franche del mondo, che ricordiamo sono regolamentate da norme internazionali che concedono specifiche garanzie a chi opera in regime di zona franca, siano esse aziende o le stesse istituzioni.

Da sottolineare la voce fuori dal coro dai banchi del PD dell'On.Arbau che oltre a schierarsi totalmente a favore, ha colto in pieno quanto da mesi i comitati tutti professano in tutte le sedi ove si dibatte di zona franca, e cioè che questa opportunità sposterebbe il sistema economico sardo da assistenzialista come è oggi, in un sistema produttivo aumentando così l'occupazione, e di riflesso il gettito tributario. Sempre dai banchi dell'opposizione il capogruppo di SEL On.Cocco ha espresso parere positivo sul tema, e lo stesso dicasi per l'On. Cuccureddu il quale addirittura ha citato Elenora D'Arborea che già nel periodo dei giudicati per facilitare l'economia dei porti evitava di far pagare dazi portuali.

Ciò che stupisce maggiormente è l'atteggiamento assunto dal PD al quale i comitati cittadini lamentano una incoerenza con il proprio passato, infatti le leggi sulla zona franca tuttora vigenti, e che consentono comunque di ottenere il diritto acquisito anche senza l'approvazione della citata legge, sono state varate da governi di centro sinistra, il D.lgs. n.75/98 fu varato quando Presidente della giunta era Federico Palomba e il governo nazionale era presieduto da Romano Prodi, o quando fu varata la Legge n.10 del 2008 a firma Paolo Maninchedda e Presidente Renato Soru. Non si riesce quindi a comprendere come mai una parte politica negli anni passati vara delle leggi a favore di un sistema di zona franca, e nel momento in cui il popolo rivendica questo diritto, quella stessa parte la ostacola.

Nella citata giunta Soru assessore all'urbanistica era l'On.Gianvalerio Sanna, che non ha certamente espresso parere favorevole nel dibattito di ieri; ricordiamo però che l'On. Sanna è anche il primo firmatario della Legge n.20/2013 votata all'unanimità in tutta fretta il 2 agosto, e che, senza l'intervento tempestivo riparatore dei tecnici e dei comitati pro zona franca, avrebbe potuto compromettere tutto il lavoro svolto sino ad oggi da tutto il movimento.

Oggi il dibattito prosegue e speriamo che anche questa legge sia votata all'unanimità come nella seduta del 2 agosto per la Legge n.20, e che l'intero Consiglio Regionale abbia la consapevolezza che quanto stanno per decidere potrebbe essere una straordinaria opportunità che potrà dare un rilancio alla nostra economia che oggi come la definisce il noto economista sardo Paolo Savona, è come una pentola bucata.                                                      

Mariano Lo Piccolo

tarCagliari, 2 novembre 2013 ore 19.30. 

"Sono costretta ad intervenire perche ho letto delle accuse ingiuste rivolte all’Avvocato Scifo da persone talmente ignoranti che non hanno capito che in quella Sentenza del Tar Sardegna n.00091/2013 del 25.10.2013 c’è la conferma che la “Sardegna è proprio Zona Franca” a decorrere dalla data di entrata in vigore del D.lgs. n.75/98.

 

Perciò invito tutti a leggere la suddetta sentenza, nella quale il Giudice si è dovuto arrampicare sugli specchi per togliere le castagne dal fuoco alla Regione, al Comune di Cagliari e all’Autorità  Portuale; infatti se avesse accolto il ricorso - e non è detto che non lo faccia il Consiglio di Stato a cui possiamo appellarci - avrebbe dato titolo a tutti i Sardi per poter chiedere il risarcimento dei danni provocati dalla manca attivazione della Zona Franca a decorrere dal 1998. Infatti il giudice  non dice che la nostra domanda  è campata per aria o è illecita, illegittima o  cose simili, si inventa che la nostra “Azione è generica rispetto al danno causato  ai nostri interessi diretti “che individua con le parole: “concreta lesione subita ad opera delle Amministrazioni  intimate” .

Allora vuole anche dire che se ciascuno di noi dovesse individuare esattamente (calcolare)  il danno subito per l’Iva e le Accise pagate e non dovute sui beni consumati in questi ultimi 15 anni, in questo caso il giudice sarebbe costretto a darci ragione e  di conseguenza  condannare le Amministrazioni intimate (Regione, Comune di Cagliari, Autorità portuale) al risarcimento dei danni.

Ma per  beni consumati  si devono intendere non solo gli alimenti, ma anche l’Iva pagata e non dovuta per l’acquisto di macchine di immobili  o per le fatture emesse da liberi professionisti  ecc. ecc. e riteniamo che non ci sia termine prescrizionale per rivendicare il risarcimento dei danni subiti da un intero popolo costretto a subire una Diaspora da parte di una politica criminale che ne aveva deciso l’estinzione etnica."

Maria Rosaria Randaccio

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