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Pocos, Locos y Malunidos! Leggendo l'articolo di oggi su BuongiornoAlghero.it (e su L'Unione Sarda), si può invece parlare soprattutto di “Locos" (tradotto: ignoranti e presuntuosi), visto che siamo capaci di gloriarci delle sconfitte apocalittiche, e di esultare pubblicamente quando ci fregano. Questo è quanto appena accaduto a coloro che sono andati a rappresentare i nostri interessi (leggasi "zona franca") al tavolo con il Ministro degli Affari Regionali Maria Grazia Lanzetta, tavolo al quale i diversi rappresentanti politici assieme ad una delegazione di sardi, hanno chiesto che tutto il Meridione d’Italia, compresa la Sardegna, venga dichiarato Zona Franca. 

Richiesta che, seppure appetibile, risulta destinata a scatenare una infinita guerra tra poveri. Infatti, richiedere una Zona Franca estesa a tutto il Meridione d’Italia isole comprese, significa chiedere qualcosa che l’Europa potrà vietare invocando la clausola del Trattato di Lisbona sugli "aiuti di Stato" considerati distorsivi del Mercato. Divieto che invece alla Sardegna non può applicarsi, ai sensi della Direttiva n.77/388/CEE e della Direttiva n.95/7/CE recepite nella Legge n.28/1997 e del D.lgs n.75/98, ma soprattutto perché il nostro diritto alla Zona Franca esisteva prima della nascita della Comunita Economica Europea attuale Unione Europea, ossia ai sensi dell’ art. 234 del Trattato di Roma, nel quale la Comunità si impegnava a rispettare tutti i diritti sorti prima della nascita della stessa Unione Europea.

 

Maria Rosaria Randaccio

 

pittella

Roma, 23 settembre 2013. Riportiamo il dialogo tra l'On. Gianni Pittella, Vice Presidente Vicario del Parlamento Europeo dal 2009 e candidato alla Segreteria del PD, con il professor Aldo Berlinguer. Contrariamente a quanto finora espresso dal partito democratico, il medico "innamorato della politica" vede di buon occhio l'istituzione della zona franca nell'isola di Sardegna sostendendo che essa potrebbe attrarre molti investitori facendosi carico di gran parte della domanda commerciale proveniente da paesi dell'Africa o del Medio Oriente. Un'altro importante ed illustre parere da parte delle alte cariche dell'UE ed un punto a favore del lavoro portato avanti dai Comitati e dalla Regione. Adesso è il momento di andare avanti verso un'unica direzione: spingere lo stato italiano ad applicare quanto già sancito dalla legislazione vigente.

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