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Ecco dal sito della Regione Autonoma della Sardegna la notizia che attendevamo.

Zona franca, Cappellacci: rinvio data applicazione codice doganale conferma e rinforza ragioni mobilitazione."La zona franca - ricorda Cappellacci - non solo è uno strumento che può diventare il propulsore della ripresa economico-sociale della Sardegna, ma sarebbe una equa e giusta compensazione per quella oggettiva situazione di svantaggio che la nostra isola ha rispetto ad altre aree dell'Unione Europea".

BRUXELLES, 6 GIUGNO 2013 - "Il rinvio della data di applicazione del codice doganale europeo non solo non affievolisce, ma conferma e rinforza le ragioni della mobilitazione delle istituzioni e dei movimenti per la zona franca". Così il presidente della regione Ugo Cappellacci commenta la decisione della Commissione Europea di rinviare al 1° novembre 2013 la data di effettiva operatività del codice. "Dopo gli atti già adottati dalla Giunta regionale, accompagnati altresì dalla riduzione dell'IRAP, e le azioni intraprese di concerto con i movimenti, ai quali occorre esercitare la giusta pressione politica e popolare nei confronti dello Stato e delle istituzioni europee. E' necessario - evidenzia il presidente - che lo Stato centrale si pronunci. La zona franca - ricorda Cappellacci - non solo è uno strumento che può diventare il propulsore della ripresa economico-sociale della Sardegna, ma sarebbe una equa e giusta compensazione per quella oggettiva situazione di svantaggio che la nostra isola ha rispetto ad altre aree dell'Unione Europea. Il 24 giugno rilanceremo la rivendicazione a Roma con i sindaci, i movimenti e tutti coloro i quali hanno a cuore una battaglia che non appartiene ad un solo esponente politico, a questo schieramento o a quell'altro, ma all'intero popolo sardo".

Avanti tutta!

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Era nell'aria che qualcosa di ulteriormante positivo dovesse succedere, ed è infatti di pochi minuti fà il messaggio della dottoressa Randaccio e dell'avvocato Scifo: "Il presidente Cappellacci oggi ha assicurato che verrà pubblicata quanto prima la comunicazione dell'Agenzia delle Dogane che chiede un tavolo tecnico alla Giunta regionale per discutere di zona franca. Nell'occasione il Presidente ha anche precisato di aver parlato con il Presidente Berlusconi. Quest'ultimo assicura tutto il suo sostegno e appoggio alla nostra rivendicazione della zona franca integrale che ritiene un volano dell'economia sarda e nazionale.

A tal fine, noi prospettiamo che si formino larghe intese tra tutti i partiti, così come avvenuto a livello nazionale con l'attuale Governo italiano, per realizzare subito la zona franca integrale in Sardegna.

Il presidente Cappellacci ha assicurato che, in occasione della grande manifestazione che si terrà a Roma il 24.06.2013, Berlusconi riceverà la dott.ssa Randaccio e l'avv.to Scifo per analizzare gli aspetti giuridici collegati all'immediata attivazione in Sardegna della zona franca alla produzione e al consumo. E' opportuno che tutti, comitati e singoli cittadini, comincino a prenotare i biglietti per andare tutti a Roma. 

Solo se saremo numerosi e uniti avremo il riconoscimento dei nostri diritti calpestati da 64 anni dalle politiche regionali e statali." Grazie ai "colleghi" di Olbia, Andreas Coni, Maria Grazia Fumera e Caterina Farris, che in occasione dei presidi al Centro Commerciale Terranova hanno dato l'imbeccata giusta durante l'improvvisa visita dell'ex premier, e delle numerose lettere inviate da Luciana Carta all'ufficio stampa del PDL, ora tutti insieme....alla corte di Berlusconi verso la Zona Franca Integrale.

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Non si avevano dubbi, ma oggi nell'Assemblea promossa dai movimenti pro zona franca coadiuvati dalla instancabile dottoressa Randaccio, dall'avvocato Scifo e Antioco Patta, il Popolo Sardo ha dato una chiara risposta non solo di presenza ma di totale sodalizio con la causa che da un paio d'anni si sta portando avanti, pur tra mille problemi ed impedimenti, quella cioé del riconoscimento del diritto alle agevolazioni fiscali derivanti dall'applicazioni delle leggi già esistenti e dal riconoscimento del problema dell' insularità. I gruppi di giovani e meno giovani arrivati da tutte le parti della Sardegna con tutti i mezzi possibili, e persino dal resto della penisola, hanno dimostrato che il popolo c'è e vuole la Zona Franca Integrale. E la vuole subito! Durante l'assemblea è stato doveroso un minuto di silenzio per le vittime dei suicidi avvenuti nell'isola negli ultimi mesi. L'intervento di alcuni dei più illustri personaggi isolani, quali i Tenores di Lanusei e il poeta Leonardo Melis, ha introdotto il tema della fierezza che da sempre caratterizza il nostro popolo, che mai come in questi ultimi mesi - pur essendo ridotto allo stremo delle forze e quasi alla fame - ha capito che deve unirsi e combattere ancora una volta i nemici. I nemici del Popolo Sardo sono tutti quelli che non vogliono la Zona Franca, senza distinzioni.  

L'evento è proseguito nei vari dibattimenti con una sala convegni gremita e un'affluenza di oltre 1200 persone, che sventolavano festanti le bandiere sarde e scandivano in coro "zona franca zona franca" fino all'arrivo del Presidente Ugo Cappellacci, lui stesso avvolto nella bandiera dei quattro mori.

La platea si è infuocata quando il Presidente in anteprima ha voluto comunicare la risposta dell'Agenzia delle Dogane che ha chiesto un tavolo tecnico da farsi a breve, probabilmente già la settimana prossima, con i funzionari regionali.

Questo vuol dire senza ombra di dubbio che le istituzioni iniziano a tremare e che - finalmente - i quattro mori si sono tolti la benda per sempre.

A breve il video integrale dell'evento. 

 

 

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Martedì, 07 Maggio 2013 19:54

Esito del meeting pro Zona Franca a Lanusei

 

 

Circa 800 persone hanno gremito ieri sera la sala del Teatro Tonio Dei di Lanusei, provenienti da diverse zone della Sardegna. Una partecipazione senza precedenti, che denota la sempre maggiore adesione della gente ai vari comitati spontanei pro zona franca, trascinati dall’instancabile e appassionata dottoressa Randaccio e dall’avvocato Scifo. Il lavoro del Comitato Pro Zona Franca Ogliastra, egregiamente diretto dai signori Alberto Cabiddu, Efisio Zuddas, Giorgio Cau, è stato enorme. Ma ha avuto i suoi frutti.

L’arrivo del Presidente Ugo Cappellacci, in netto anticipo sull’ora d’inizio lavori, per avere modo di confrontarsi con i due tecnici invitati per l’occasione, Dott. Ivo Armandi e Arch. Alessandro Bazzurri, consulenti per una società internazionale che opera negli investimenti nei territori delle zone franche, è stato salutato già come un grande successo; accompagnato dal colpaccio di riuscire a strappare una gradita partecipazione dell’ex presidente Renato Soru e del sig. Bustianu Compostu. 


Importanti anche le presenze dell’on. Cicu, del dott. Pilia, presidente della Provincia Ogliastra, e dei vari sindaci ed assessori arrivati per l’occasione da tutta la Sardegna.

Non sono state poche le contestazioni da parte del pubblico durante il dibattito, soprattutto quelle che hanno interessato gli interventi di Pilia, di Cicu e di Soru, ben gestite dal sindaco di Lanusei dott. Davide Ferreli. 


Ottimo ed applauditissimo l’intervento di Antioco Patta, che con un linguaggio semplice e diretto ha sottolineato come lo strumento economico della Zona Franca Integrale sia l’unica soluzione rimasta alla Sardegna e il modo più efficace per combattere l’impoverimento delle imprese isolane ed il preoccupante fenomeno dell’esodo dei giovani sardi per cercare lavoro oltremare.


Il momento più concitato della serata si è avuto con l’interrogativo discorso dell’ex presidente Soru, che ha esordito dicendo di avere deciso di partecipare al convegno per capire meglio le argomentazioni e per imparare. Soru si è dilungato a parlare – non senza interruzioni e contestazioni da parte di alcuni rappresentanti del pubblico – del fatto di non essere convinto che la Regione possa finanziare le attività che le competono e di attendere spiegazioni più approfondite da parte dei relatori intervenuti.

Pronta la risposta della dottoressa Randaccio che – rispondendo alla battuta di Soru “Ma l’ospedale chi me lo paga?” ribatte proponendo di adottare il metodo della Valle D’Aosta e di Livigno, cioè “…è lo Stato Italiano che stabilisce quale è l’aliquota che entra nelle casse delle due zone franche, esempio quella della benzina, caffè, birra, alcolici, ecc.. Noi in Sardegna invece, che abbiamo i nostri tributi regionali, ai sensi degli artt. 8 e 9 dello Statuto Sardo, sa cosa facciamo?! Noi la benzina ce l’andiamo a comprare dalla vicina Algeria che ce la vende a meno di 50 centesimi al litro e gli altri 50 centesimi li utilizziamo come tributo per pagare il suo ospedale e quello di qualche altra regione d’Italia!”.


Sorprendente anche l’intervento di Bustianu Compostu, rappresentante della Sardegna Natzione, meno polemico del solito e sempre più vicino alla linea della Randaccio e di Scifo, il quale ha sottolineato che “la zona franca è possibile soltanto se andiamo nel senso della sovranità” e che “noi non andremo in zona franca facilmente se non istituiremo l’Agenzia Sarda delle Entrate”.


Conclude il convegno il discorso del Presidente Cappellacci, ormai da diversi mesi ancora più stretto al “suo” popolo, rimarcando quanto sia importante essere uniti, portando verso questa battaglia tutte le forze possibili e tutte le energie. 


Cappellacci si appella affinché i sardi siano capaci una volta per tutte di essere “popolo” nel senso vero, perché questa è la battaglia non di Cappellacci e non di Soru, ma della Sardegna e di ciascun sardo. 


“Per vincere questa battaglia abbiamo bisogno di ciascun sardo – dice il Presidente – ed io ho bisogno anche di lei, presidente Soru, ho bisogno di tutti!”. 


Cappellacci conclude il suo intervento con una citazione di Sepùlveda: “ Vola solo chi osa farlo” e continua “Io credo ci sia una Sardegna che ha voglia di osare e vuole combattere questa battaglia ed io ho il dovere di essere a fianco di questa Sardegna che vuole lottare ed è la squadra nella quale io voglio giocare!”.


Voliamo alto allora, e crediamoci davvero. Lo dobbiamo ai nostri figli e ai nostri nipoti. Lo dobbiamo alla nostra dignità di popolo più antico del Mediterraneo.

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