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Il Movimento Sardegna Zona Franca, nella persona della Presidente Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, scrive al Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru ricordandogli le leggi e normative per le quali la Sardegna può considerarsi zona franca ed in essa si debba applicare il regime di esenzione da Iva, accise e dazi doganali.

La Dott.ssa Randaccio chiede al Presidente di "osservare e fare applicare le leggi vigenti".

Come circa 3 anni fà successe per il Presidente Ugo Cappellacci, l'attuale Giunta Regionale, in caso di mancata risposta alle richieste del Movimento - e ormai anche della quasi la totalità dei Sardi - verrà investita da una serie di azioni legali per l'attuazione immediata del regime fiscale della zona franca extradoganale al consumo, come da diritto acquisito da oltre 65 anni.

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Con una raccomandata arrivata ieri alla nostra sede, l'Agenzia delle Entrate ha diffidato il Movimento Sardegna Zona Franca - nella persona della presidente Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio e dei titolari del sito internet ufficiale - all'utilizzo del logo istituzionale dell’ente.

Nella lettera si denuncia l'utilizzo "improprio" del logo “Agenzia delle Entrate” e si chiede l'immediata rimozione dello stesso dagli articoli specificando, a suo dire, che la zona franca della Sardegna non sarebbe ancora operativa e che gli articoli del sito ufficiale potrebbero creare confusione e indurre i contribuenti a pensare il contrario.

Questa diffida, che conferma un orientamento espresso in un comunicato stampa dell’Ufficio dello scorso dicembre, evidenzia la totale mancanza di rispetto per la normativa vigente da parte di un Ente pubblico che dovrebbe per primo farla applicare.

Prendiamo atto del fatto che dà fastidio chi chiede il rispetto della legalità e l’applicazione delle leggi vigenti: infatti con questo atto proditorio di disinformazione l'Agenzia delle Entrate dimostra di non gradire affatto che il popolo sardo e, soprattutto i contribuenti, prendano coscienza dei loro diritti e paghino solo ciò che è dovuto. Dunque apprendiamo oggi che il nemico da abbattere, per l’Agenzia, non è l’illegalità o - come si potrebbe credere - l'evasione fiscale, ma il nostro Movimento che da circa tre anni sta combattendo per l'applicazione della legge vigente istitutiva della zona franca della Sardegna.

Siamo perplessi per le procedure adottate dall'Agenzia delle Entrate ma sempre più convinti che la nostra voce che giustamente rivendica la fine della violazione di un diritto negato non possa essere messa a tacere con intimidazioni di alcun genere.

Facciamo presente a tale organo istituzionale che non ci fermeremo!

Web Team

 

 

 

 

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 COMUNICATO STAMPA DEL 20.12.2014

 

La dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, presidente del Movimento Sardegna Zona Franca, risponde al comunicato dell'Agenzia delle Entrate inviato ai giornali in data 18.12.2014:

"La risposta della Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate, comparsa sul sito dell’Agenzia delle Entrate il 18.12.2014 e riportato dalla stampa, nei confronti delle centinaia di Interpelli trasmessi dai contribuenti rivendicanti il loro diritto alla Zona Franca estesa su tutto il territorio della Sardegna, oltre ad essere superficiale ed infondata, non è neanche stata giuridicamente formulata in modo corretto e quindi non è in alcun modo idonea a produrre  gli effetti  previsti dalla legge. 

Infatti la Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate, per assolvere all’onere della risposta al contribuente deve necessariamente dare risposte che possono essere, a seconda dei casi, “ad personam” o cumulative (nel caso di svariati interpelli con lo stesso oggetto), ma comunque sempre con la veste giuridica del provvedimento amministrativo formale;  ancora, può restare semplicemente inerte (silenzio assenso), convalidando cosi l’interpretazione giuridica fornita dal contribuente nel proprio interpello.

Desta sorpresa dover constatare con quanta leggerezza e approssimazione si sentenzi, sempre all’interno della pseudo risposta dell’Amministrazione Finanziaria, che il popolo sardo non ha diritto alla zona franca, soltanto perche il nome della Sardegna non compare nell’elenco delle zone franche extraterritoriali citate all’art. 7 del D.P.R. 633/72 (che riprende all’art. 6 della Direttiva n.2006/112/CE). Ebbene se non bastassero a chiarire le idee i richiami normativi citati nell’interpello, si invita la Direzione Regionale dell’Agenzia delle  Entrate di Cagliari,  ad andare a consultare  tutte le Delibere della precedente Giunta Regionale, che ha provveduto a rimediare a tale carenza di elencazione comunicando, alla Direzione Nazionale dell’Agenzia delle Dogane e all’Unione Europea, l’attivazione della Zona Franca integrale estesa su tutto il territorio della Sardegna; e tanto ha fatto, dopo aver constatato che 340 Comuni dell’Isola, con apposita delibera emanata prima del 24 giugno 2013, hanno dichiarato il proprio territorio Zona Franca ai sensi dell’art. 166 e 167 del Regolamento CEE n.2913/92 e del Regolamento CEE n.2454/93, regolamenti richiamati appositamente nel D.lgs 75/98, in quanto direttamente e uniformemente applicabili da tutti gli Stati Membri, nel momento in cui decidono di istituire le proprie Zone Franche extradoganali, articoli (166 e 167 del Reg. 2913/92) dove si prevede rispettivamente:

1)  che tutti i territori dichiarati zona franca sono extradoganali;

2)  che gli Stati membri possono destinare liberamente a Zona Franca talune parti del proprio territorio doganale;

3) che tale disciplina giuridica, deve estendersi per “omogenità” a tutte le Zone Franche della CEE ai sensi delle Direttiva Comunitaria n.69/75/CEE del 4 marzo 1969;

4) che quest’ultima direttiva risulta recepita in toto nei due succitati Regolamenti n. 2913/92  e  n. 2454/93, regolamenti che come abbiamo gia precisato, fanno parte Integrante del nostro D.lgs 75/98 che ha istituito le Zone Franche su tutta l’Isola.

Nel comunicato poi, si giustifica la suddetta “sentenza di morte economica della Sardegna" con il fatto che non esisterebbe la normativa attuativa della zona franca; ebbene, anche sotto tale profilo si commette un errore di interpretazione giuridica, poiche  nel caso di specie, lo stesso D.lgs 75/98 è gia legge di attuazione ed, in quanto tale, è stato emanato appunto in attuazione dello Statuto della Sardegna approvato con la  Legge Costituzionale  n.3/1948.

Ma la cosa ancor più grave è che si dimentica completamente l’attuale assetto dei poteri risultanti in capo alle Regioni a Statuto Speciale, ai sensi dell’art. 117 della Costituzione (dopo la modifica del titolo V) che ha conferito potere residuale alla Regione Sardegna di attuazione delle leggi Statali,  riservando allo Stato solo alcune tassative materie; tale potere si è appunto sostanziato proprio in occasione dell’attuazione del D.lgs 75/98 da parte della Regione Sardegna operato con propria Legge Regionale n. 10 del 2008 e n. 20 del 2013 (leggi mai impugnate dallo Stato Italiano).

Ufficio Stampa Movimento Sardegna Zona Franca

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 COMUNICATO STAMPA DEL 03.12.2014

 

Il Movimento Sardegna Zona Franca Lista Maria Rosaria Randaccio è costretto a diffondere questo comunicato al fine di diffidare chiunque da ogni utilizzazione non dovuta del simbolo e della sua denominazione.

In proposito si rileva che i signori: Modesto Fenu, Antioco Patta, Andreas Coni nella provincia di Olbia-Tempio, Ottaviano Merella nella provincia del Medio Campidano, Efisio Zuddas nella provincia dell’Ogliastra, Fabio Usai nel territorio del Sarrabus, Sebastiano Arcai nella provincia di Oristano, Pier Giorgio Pira nella provincia di Nuoro, Bruno Cherchi nella provincia di Cagliari, Marco Calvia nella provincia di Sassari, utilizzando l’appellativo di "Dirigenti" e di “Commissari del "Movimento Sardegna Zona Franca” procedono da giorni all’iscrizione e al e tesseramento di persone a nome di un Movimento Sardegna Zona Franca.

Si precisa che questo ultimo raggruppamento politico non è il Movimento Sardegna zona franca lista Maria Rosaria Randaccio che ha partecipato alla competizione elettorale regionale ma un altro e diverso movimento che nessun rapporto ha con il nostro Movimento.

Inoltre, i congressi ed incontri indetti dalle suddette persone a nome del sedicente Movimento Zona Franca nulla hanno a che vedere con la lista succitata di cui la dott.ssa Maria Rosaria Randaccio è tutt'ora Presidente: pertanto, è inibita alle persone suddette ogni utilizzazione del nome Movimento Sardegna Zona Franca Lista Maria Rosaria Randaccio o l'uso di simili e confondibili denominazioni idonee a ingenerare confusione.

Il Movimento Sardegna Zona Franca Lista Maria Rosaria Randaccio è unico titolare del nome e del simbolo che ha partecipato alle elezioni regionali della Sardegna 2014 e si dissocia perciò da qualsiasi azione, compresa la richiesta di denaro, intrapresa dai sopracitati “commissari” e dai sigg.ri Modesto Fenu e Antioco Patta.

Pertanto, si comunica che il tesseramento e/o ogni attività posta in essere da parte di queste persone non riguarda il Movimento Sardegna Zona Franca Lista Maria Rosaria Randaccio.

 

Ufficio Stampa Movimento Sardegna Zona Franca

 

 

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COMUNICATO STAMPA DEL 15.11.2014

Quale segretario politico del Movimento Zona Franca Lista Maria Rosaria Randaccio devo richiamare gli articoli 8 della Legge n. 47 del 1948 e 2 della Legge n. 69 del 1963, per chiedere di poter rettificare i contenuti dell’articolo dal titolo  “Zona Franca il Movimento si divide, Fenu: avanti senza Randaccio” pubblicato sul quotidiano L’Unione Sarda del 15.11.2014 e anche on line.

- L’articolo rappresenta situazioni e fatti non aderenti alla realtà.

Il Consigliere Modesto Fenu è un semplice associato del Movimento suddetto. Lo stesso, ancorché eletto al Consiglio Regionale, è privo di alcuna carica istituzionale all’interno del Movimento. Il signor Fenu, invece, viene erroneamente rappresentato nell’articolo come un soggetto che istituzionalmente avrebbe il potere di sfiduciare il Presidente, di decidere la strategia del relativo soggetto politico, di modificare il simbolo elettorale o di compiere qualsivoglia altra attività (convocazione di congressi, nomina di commissari) a nome del Movimento Zona Franca lista Maria Rosaria Randaccio.

Tutto ciò non è minimamente aderente alla realtà, infatti, al di fuori del suo ambito istituzionale di consigliere regionale, il suddetto soggetto non ricopre, attualmente, ed in base allo statuto vigente, alcuna carica sociale né ha, in alcun modo, la rappresentanza legale del Movimento stesso: perciò, ogni opinione espressa da Modesto Fenu ha carattere puramente personale e non rappresenta l’orientamento del Movimento.

Ovviamente, gli organi statutari del Movimento dovranno valutare ogni azione nei confronti di chi si arroga la facoltà di spendere il nome del Movimento senza averne la necessaria rappresentanza istituzionale. Quanto sopra è facilmente verificabile dallo statuto vigente che è pubblico. Qualora invece il signor Modesto Fenu abbia deciso di uscire dal Movimento Zona Franca lista Maria Rosaria Randaccio, per costituire un suo movimento antagonista, è ovvio che tale posizione sarà incompatibile con la sua permanenza nel Movimento Zona Franca Lista Maria Rosaria Randaccio.

Si precisa che alla data odierna, per statuto vigente, il Movimento ha un Presidente, la dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, un Segretario, l’avv. Francesco Scifo e un tesoriere il Sig. Antioco Patta, tutti tutt’ora in carica fino a regolare termine del mandato statutario. Pertanto, sono prive di fondamento giuridico ed ingannevoli le conclusioni cui perviene l'articolo laddove giunge a titolare ed affermare: "il Movimento Zona Franca scarica fondatrice Randaccio - Nuovo leader Fenu"

 

Il Vice Presidente del Movimento Sardegna Zona Franca

Avv.Francesco Scifo

 

 

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Domenica, 02 Novembre 2014 11:06

Comunicato Stampa del 02.11.2014

Il Movimento Sardegna Zona Franca prende atto della notevole attività svolta sul territorio dall'On.Modesto Fenu di sua spontanea iniziativa. Pur apprezzando l'energia dispiegata "motu proprio" dal consigliere eletto per il Movimento, è necessario ricordare che egli esprime la sua personale visione politica in assenza di indicazioni degli Organi Collegiali del Movimento Sardegna Zona Franca - Lista Maria Rosaria Randaccio.

Pertanto, l'attività di raccolta adesioni (tessere), di nomina di cariche politiche (commissari), indizione di congressi a nome di questo Movimento, facente parte dell'attuale Consiglio Regionale, è da ritenersi difforme dalle regole statutarie quando fatta da un associato senza il mandato dell'Associazione (Movimento Sardegna Zona Franca).

Ovviamente ogni azione politica a favore del Movimento da chiunque svolta, pur apprezzabile, deve essere ratificata dal Presidente per la sua validità, a pena di non poter essere imputata alla medesima Associazione. Ogni associato del Movimento deve concordare con il Direttivo ogni iniziativa politica nell'ambito degli Organi Statutari.

Pertanto, nella convinzione che ogni rappresentante politico eletto con i voti del Movimento debba ricondurre alla dialettica interna dell'Associazione ogni iniziativa, è auspicabile un chiarimento democratico e leale interno agli Organi rappresentativi del Movimento Sardegna Zona Franca.

 

Il Presidente del Movimento Sardegna Zona Franca

Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio

 

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I Movimenti, Associazioni, Coordinamenti e Comitati Zona franca costituiscono una Federazione unitaria per la rivendicazione legale di diritti violati da oltre 65 anni. 

LA FEDERAZIONE SI ATTIVERA’ PERCHE' TUTTA LA SARDEGNA DIVENGA CENTRO PROPULSIVO DI SVILUPPO ECONOMICO PER UNIRE IN UN UNICO PROGETTO DI CRESCITA TUTTI I POPOLI CHE SI AFFACCIANO SUL MARE MEDITERRANEO.

Il popolo Zonafranchista costituisce la “Federazione delle associazioni, dei comitati, dei coordinamenti e dei movimenti pro Zona Franca”. Ne da notizia la Dottoressa Maria Rosaria Randaccio - leader del movimento regionale - in seguito a quanto deliberato dagli attivisti nella recente riunione tenutasi a Bonarcado. I Rappresentanti delle associazioni che si riconoscono nel progetto Zona franca saranno presto chiamati ad una riunione organizzativa per dare vita alla più grande aggregazione sociale mai vista prima in Sardegna, afferma la dottoressa Randaccio.
“Legalità” è la parola d’ordine della rinnovata unità dei movimenti zona franca riuniti a Bonarcado per rilanciare l’azione con una nuova struttura organizzativa di tipo federativo per affrontare con ancora maggiore determinazione le istituzioni che hanno negato un diritto acquisito dei Sardi di operare in Regime Fiscale di extradoganalità con conseguente - “non imponibilità" dell’Iva, dei dazi doganali e delle accise, regime fiscale compensativo applicabile anche al D.lgs. n.75/98 in quanto lo stesso decreto e stato emanato in attuazione di precise Direttive Comunitarie recepite dall’Italia nel D.P.R. n. 633/72 (IVA) e nel D.lgs. n. 48/2010 (ACCISE) ossia la normativa che in base al “principio di armonizzazione” si applica a tutte le circa 3000 Zone franche presenti in tutto il mondo.

Maria Rosaria Randaccio, esponente del movimento zonafranchista è chiara: “Il popolo Sardo merita rispetto. La condizione di povertà nella quale ci stanno spingendo è un delitto, e la nostra reazione sarà da considerarsi una legittima difesa”.
L’Avvocato Scifo, rilancia: “Non siamo disposti a tollerare politiche che portano all’asfissia economica della Sardegna; ho dato la mia disponibilità per un’azione giudiziaria senza precedenti nei confronti di tutti coloro che hanno disapplicato la Legge sulla zona franca. Mentre la politica regionale si divide in discussioni speciose, la Zona franca di Taranto sta aprendo le porte ad una nuova fase economica. E’ venuta l’ora di un’azione di responsabilità”.

In questi giorni l’Avvocato in missione a Bruxelles valuterà tutte le possibili strade giudiziarie da percorrere “nell’interesse del popolo Sardo”.

I Movimenti riuniti a Bonarcado hanno lanciato l’ultimo avvertimento alla politica: “Basta rinvii, si deve prendere atto che la situazione economica è gravissima e le ripercussioni sociali sono ad elevato rischio di disordine.” I più recenti dati socio-economici Istat e Banca d’Italia, purtroppo continuano a testimoniare una regressione in tutti i settori e a pagarne le conseguenze sono soprattutto le categorie più deboli.


Con l’incontro di Bonarcado il Movimento Sardegna Zona franca ha rafforzato l’unità d’intenti ed anche la propria capacità organizzativa; attraverso una nuova costituente che darà vita ad una Federazione tra Movimenti, Associazioni, Coordinamenti e Comitati pro Zona franca. Un modello organizzativo democratico che vuole lasciare alle spalle le incomprensioni e punta diritto verso quello che si ritiene l’unico strumento di politica economica in grado di dare slancio alle produzioni, al commercio, al lavoro, che si declina nel benessere del popolo Sardo.

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Martedì, 10 Giugno 2014 12:35

Parte la Zona Franca: si inizia dai porti.

All'uscita dalla Prefettura di Cagliari e dalla riunione tecnica tenutasi alle ore 12.00 di questa mattina, la dottoressa Maria Rosaria Randaccio, presidente del Movimento Sardegna Zona Franca, si dimostra pacatamente soddisfatta per il passo compiuto oggi.

Infatti i rappresentanti delle istituzioni presenti al tavolo istituito di primo mattino, al quale erano presenti una delegazione della Regione Sardegna, alcuni impiegati dell'Agenzia delle Dogane di Cagliari, dell'Agenzia delle Entrate di Cagliari e il presidente di Confcommercio Filippo Spanu, hanno concordato l'attivazione la zona franca nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme e Arbatax, compreso le zone industriali ad essi collegate o collegabili, secondo quanto disposto dal D.lgs. n.75/98. 

Naturalmente questo è solo un primo passo che denota la volontà della Regione ad aprire un dialogo con il Movimento Sardegna Zona Franca, che non si riterrà però soddisfatto finché non si parlerà di "zona franca al consumo", cioé quella che dovrà interessare anche i cittadini e le attività al di fuori della cerchia portuale ed industriale, in modo da impedire lo spopolamento delle aree interne e la depressione di altre attività lontane da quelle zone.

La dottoressa Randaccio - dopo un incisivo intervento di Vanni Sanna, delegato da tutti i sindaci che hanno deliberato pro zona franca - ha ribadito con forza che è necessario che le istituzioni facciano riferimento alla normativa fiscale, che disciplina le zone franche in tutte le attività ad esse collegate.

Il Movimento Sardegna Zona Franca proseguirà in ogni caso il lavoro iniziato con le dichiarazioni d'intento e con le azioni che si renderanno necessarie se la parte politica non darà seguito a quanto stabilito in questo tavolo tecnico.

La Conferenza Stampa del Movimento Sardegna Zona Franca è fissata per le ore 16.00 presso la sede della Regione Sardegna.

 

 

 

 

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In occasione della convocazione nella giornata di domani 10 giugno 2014 presso la Prefettura di Cagliari, la dott.ssa Randaccio chiede ai zonafranchisti e tutti coloro che vorranno essere presenti per supportare questa importante azione portata avanti dal Movimento Sardegna Zona Franca, di recarsi in Piazza L'Unione Sarda a Cagliari alle ore 11.00 circa per un primo incontro informativo relativo a quanto emergerà dalla sopra citata riunione.

Sarà l'occasione per spiegare le azioni intraprese e discutere su quelle future che il Movimento e chi vorrà sostenerlo dovranno intraprendere.

Chi non potrà essere presente potrà tenersi informato attraverso i comunicati in tempo reale del sito internet ufficiale.

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Di fronte alla totale disinformazione da parte degli organi di stampa rispetto alla zona franca, alle nostre battaglie politiche e alle proposte di governo della Sardegna, non ci rimane che la MOBILITAZIONE GENERALE. Ormai ci sono le condizioni che mettono a rischio la democrazia e la libertà di informazione in Sardegna.

Prepariamoci per sabato 14 giugno in luogo da destinarsi. Seguiranno ulteriori comunicazioni.

 

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