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Il Movimento Sardegna Zona Franca, nella persona della Presidente Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, scrive al Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru ricordandogli le leggi e normative per le quali la Sardegna può considerarsi zona franca ed in essa si debba applicare il regime di esenzione da Iva, accise e dazi doganali.

La Dott.ssa Randaccio chiede al Presidente di "osservare e fare applicare le leggi vigenti".

Come circa 3 anni fà successe per il Presidente Ugo Cappellacci, l'attuale Giunta Regionale, in caso di mancata risposta alle richieste del Movimento - e ormai anche della quasi la totalità dei Sardi - verrà investita da una serie di azioni legali per l'attuazione immediata del regime fiscale della zona franca extradoganale al consumo, come da diritto acquisito da oltre 65 anni.

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Come spesso accade, quando non si riesce a fermare il cammino di una persona che gode di un forte consenso popolare, si ricorre alla pubblica calunnia e agli attacchi a livello personale. Nonostante l'invito espresso dalla dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, presidente del Movimento Sardegna Zona Franca, ad un confronto pubblico con la sua accusatrice, quest'ultima persevera con la sua tattica distruttiva e ricorre ad un nuovo articolo di giornale per esprimere le sue accuse, mai menzionando alcun riferimento giuridico che contrasti quelli sottolineati dalla Randaccio nell'ultima comunicazione inviata all'Agenzia delle Entrate. 

La domanda sorge quindi spontanea: la dottoressa Rotondo vuole semplicemente distrarre il popolo dalle "questioni fiscali" e dalle "mancanze" in fatto di applicazione delle leggi vigenti o in realtà nasconde qualche scheletro nell'armadio?

La Dottoressa Maria Rosaria Randaccio, Intendente di Finanza in pensione, ancora una volta è costretta ad esercitare il diritto di replica per quanto pubblicato da La Nuova Sardegna in data 31 gennaio 2015. In detto articolo la direttrice dell'Agenzia delle Entrate di Cagliari, dott.ssa Rossella Rotondo, lancia nuovamente insinuazioni prive di fondamento  nei confronti della Randaccio, sottolineando che ella non ha mai ricoperto alcun ruolo al Ministero delle Finanze.

In attesa di un pubblico confronto, pubblichiamo interamente la replica della dott.ssa Randaccio e in allegato la copia dell'Encomio ricevuto dal Ministero delle Finanze nel 1987.

"Per diritto di replica alle fantasiose affermazioni della Dott.ssa Rotondo, direttore dell’Agenzia delle Entrate di Cagliari, che continua ad attaccarmi sul piano personale non potendolo fare sul piano giuridico, ribadisco l’invito ad un confronto in pubblico contradditorio.

In ogni caso se la Dott.ssa Rotondo vuole discutere sui documenti che dimostrano come la sottoscritta, con la qualifica di Capo Reparto del Lotto, si sia trovata collocata ai vertici della carriera degli Intendenti di Finanza di Cagliari, conseguendo straordinari risultati di efficienza documentati da un “Pubblico Encomio” conferitole dal Ministero delle Finanze, per le sue “non comuni capacità organizzative” (funzioni affidate esclusivamente ai Dirigenti), possiamo discutere anche della carriera della Rotondo, che la vede inquadrata nella Dirigenza grazie ad un concorso interno bandito in violazione dell’art. 97 della Costituzione, la stessa violazione che la accomuna ai condannati dal Tar del Lazio con la Sentenza n. 6884 del 1° agosto 2011, che ha dato ragione ai ricorsi proposti da “Dirpubblica”, ossia il sindacato che tutela le ragioni e i ruoli dei Dirigenti del Ministero delle Finanze, che furono salvaguardati dall’art. 83 del D.P.R. n. 287/92."

 

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La dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, presidente del Movimento Sardegna Zona Franca e pioniera della battaglia contro Equitalia, risponde con un comunicato stampa a quanto riportato nell'articolo apparso ieri nel quotidiano L'Unione Sarda e chiede che la direttrice generale dell'Agenzia delle Entrate, dott.ssa Rossella Rotondo, si confronti pubblicamente con lei sugli argomenti fiscali e giuridici che stanno infuocando da circa tre anni i tavoli dell'Agenzia delle Entrate e del contestato Esattore del popolo sardo.

Questo è quanto si legge nel Comunicato stampa.

"La dichiarazione del Direttore Regionale dell’Agenzia dell’Entrate dott.ssa Rossella Rotondo, riportata su L'Unione Sarda del 24 gennaio 2015, chiama in causa la scrivente personalmente e con contenuti volutamente denigratori della mia professionalità.

A una tale azione, che colpisce l’obiettivo con la stessa ferocia di chi spara da dietro un muretto a secco, ho il diritto di replicare. Lo voglio fare allora pubblicamente in un confronto davanti alle telecamere con la dottoressa Rotondo per parlare di normativa vigente sulle zone franche della Sardegna, della legislazione della Regione Autonoma della Sardegna  e di diritto dell’Unione Europea.

Questo dirigente, nominata Direttore dell’Agenzia Delle Entrate, non avrà nessun problema a confrontarsi con me su questi temi che interessano il popolo Sardo molto di più delle ridicole insinuazioni personali cui sono stata oggetto.

Sono disposta a discutere anche della mia carriera, che la dottoressa Rotondo sembra conoscere così bene.

Credo di avere diritto di replica e di poter incontrare, in un confronto pubblico franco e diretto chi mi denigra con comunicati stampa, a dir poco, oscuri."

 

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Con una raccomandata arrivata ieri alla nostra sede, l'Agenzia delle Entrate ha diffidato il Movimento Sardegna Zona Franca - nella persona della presidente Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio e dei titolari del sito internet ufficiale - all'utilizzo del logo istituzionale dell’ente.

Nella lettera si denuncia l'utilizzo "improprio" del logo “Agenzia delle Entrate” e si chiede l'immediata rimozione dello stesso dagli articoli specificando, a suo dire, che la zona franca della Sardegna non sarebbe ancora operativa e che gli articoli del sito ufficiale potrebbero creare confusione e indurre i contribuenti a pensare il contrario.

Questa diffida, che conferma un orientamento espresso in un comunicato stampa dell’Ufficio dello scorso dicembre, evidenzia la totale mancanza di rispetto per la normativa vigente da parte di un Ente pubblico che dovrebbe per primo farla applicare.

Prendiamo atto del fatto che dà fastidio chi chiede il rispetto della legalità e l’applicazione delle leggi vigenti: infatti con questo atto proditorio di disinformazione l'Agenzia delle Entrate dimostra di non gradire affatto che il popolo sardo e, soprattutto i contribuenti, prendano coscienza dei loro diritti e paghino solo ciò che è dovuto. Dunque apprendiamo oggi che il nemico da abbattere, per l’Agenzia, non è l’illegalità o - come si potrebbe credere - l'evasione fiscale, ma il nostro Movimento che da circa tre anni sta combattendo per l'applicazione della legge vigente istitutiva della zona franca della Sardegna.

Siamo perplessi per le procedure adottate dall'Agenzia delle Entrate ma sempre più convinti che la nostra voce che giustamente rivendica la fine della violazione di un diritto negato non possa essere messa a tacere con intimidazioni di alcun genere.

Facciamo presente a tale organo istituzionale che non ci fermeremo!

Web Team

 

 

 

 

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DICHIARAZIONE D’INTENTO DI ACQUISTARE BENI E SERVIZI SENZA APPLICAZIONE DELL’IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO
Per i residenti nei territori dichiarati zona franca

Modalità di compilazione del modello telematico

Come sappiamo, non basta che ai sensi dei due regolamenti comunitari richiamati nel D.lgs. n.75/98, in combinato disposto con la Legge Regionale n.20/2013 e con l’art. 10 della Legge Costituzionale n. 3/1948 tutta la Sardegna sia stata dichiarata Zona Franca, occorre che i residenti (in Sardegna) rendano attiva la Zona Franca, affinché anche l’Isola Sarda sia inserita nell’elenco delle Zone Franche dell’Europa con pubblicazione dell’evento in apposita GUCE (Gazzetta Ufficiale Europea), e per dimostrare alla Comunità Europea la suddetta “Attivazione della Zona Franca” (che finora risulta istituita ma non attivata) lo possiamo fare direttamente noi Popolo Sardo, nell’unico modo consentito dalle leggi Fiscali che ci consentono di emettere fattura senza l’applicazione dell’Iva con la seguente dicitura in fattura: “IVA NON IMPONIBILE AI SENSI DELL’ART. 8 COMMA 1 LETT. C DEL D.P.R. N.633/72 - DICHIARAZIONE DI INTENTO N………..DEL……..”.
Leggi Fiscali sulla dichiarazione di intento da ultimo modificate dal D.lgs. n.175/2014, leggi che occorre studiare attentamente in tutti i loro articoli, non trascurando le molteplici modifiche intervenute dalla data della loro emanazione fino ai giorni nostri, leggi fiscali e rispettive note agli articoli, che qui appresso vengono sinteticamente richiamate:

  • D.lgs. n.175/2014 che all’art. 20 apporta modifiche al D.L. n.746/83 convertito nella Legge n.17/84 art. 1, comma 1 lett. c;
  • D.lgs. n.175/2014 che all’ art. 22 apporta modifiche all’art. 35 del D.P.R. n.33/72;
  • D.lgs. n.175/2014 che all’art. 23 apporta modifiche all’art. 50 del D.L. n.331/93 convertito nella Legge n.427/93 (leggere tutti gli articoli).

Infatti nella normativa succitata si prevede:

- (art. 1 D.L. n.746/83 convertito nella Legge n.17/84) “che l’intento di avvalersi della facoltà di effettuare acquisti o importazioni senza applicazione dell’IVA deve risultare da apposita “Dichiarazione” (ovviamente solo quella di “Intento”), redatta in conformità al modello approvato con decreto dal Ministero delle Finanze, contenente l’indicazione del numero di partita IVA del dichiarante nonché l’indicazione dell’ufficio competente nei suoi confronti, consegnata o spedita al fornitore o prestatore, ovvero presentata in dogana, prima dell’effettuazione della operazione; la dichiarazione può riguardare anche più operazioni tra le stesse parti.
Nella prima ipotesi, il cedente o prestatore deve comunicare all’Agenzia delle Entrate, che ne rilascia ricevuta di ricevimento, esclusivamente per via telematica entro il termine di effettuazione della prima operazione periodica IVA, mensile o trimestrale, nella quale confluiscono le operazioni realizzate senza l’applicazione dell’imposta, i dati contenuti nella dichiarazione ricevuta. La dichiarazione redatta in duplice esemplare, deve essere progressivamente numerata dal dichiarante e dal fornitore o prestatore, annotata entro i quindici giorni successivi a quello di emissione o ricevimento in apposito registro tenuto a norma dell’art. 39 del D.P.R. n.633/72”.
- (art. 42 del D.L. n.331/93 convertito nella Legge n.427/93) “Sono non imponibili gli acquisti intracomunitari di beni la cui cessione nel territorio dello Stato è Non Imponibile a norma degli artt. 8, 8 bis, e 9 del D.P.R. n. 633/72; gli acquisti intracomunitari effettuati senza il pagamento dell’Iva norma delle disposizioni di cui alla lett. c) primo comma dell’art. 8 del D.P.R. n. 633/72, mentre al secondo comma del suddetto articolo 8 del D.P.R. n.633/72, non si applicano le disposizioni di cui all’art. 1 primo comma lett. c) del D.L. n.746/83 convertito nella Legge n.17/84”.
- (art. 41 comma 1 lettera a del D.L. n.331/93 convertito nella Legge n.427/93) ”costituiscono cessioni non imponibili le cessioni di prodotti soggetti ad accise se gli stessi sono spediti o trasportati in conformità delle disposizioni contenute agli artt. 6 ed 8 del presente decreto”;
- (art. 6 comma 4 del D.L. n.331/93 convertito nella Legge n.27/93) “il documento di accompagnamento di cui al comma 3 non è prescritto per la circolazione di prodotti soggetti ad accisa provenienti da paesi terzi o ivi destinati, quando sono sottoposti ad un regime doganale comunitario diverso da quello di immissione in libera pratica o sono immessi in una Zona Franca o in un Deposito Franco."

 

 

 

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Speriamo che la storia di “Mafia Capitale” abbia aperto gli occhi a tutti coloro che credono non sia possibile che esistano nel mondo esseri umani che commettono dei crimini atroci ergendosi al di sopra delle leggi, come mostri onnipotenti, perché sono sicuri che per i loro crimini atroci, studiati e pianificati a tavolino con estremo cinismo, non verranno mai smascherati e neanche fatti apparire come criminali, perche si nascondono dietro un potere mediatico, che permette loro di propagandare un’immagine positiva, o sdrammatizzare i loro crimini.
Ma non bisogna scoraggiarsi perche in ogni parte del pianeta stanno nascendo dei movimenti come il nostro, che si battono per costruire un mondo in cui la Democrazia sia una realtà e non una retorica per nascondere la propria mostruosità. Un mondo in cui non vi siano piu’ guerre, in cui le risorse siano equamente distribuite, in cui ogni lavoratore abbia giusti diritti, e in cui le istituzioni siano a tutela dei diritti umani. Un mondo in cui tutte le nazioni rispettino il Diritto Internazionale.

Maria Rosaria Randaccio

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Per chi non avesse potuto ascoltare in diretta il Convegno di Tortolì relativo alla Zona Franca al Consumo dello scorso 20 dicembre, pubblichiamo in allegato qui sotto la registrazione integrale (divisa in due parti) fornita gentilmente dallo staff di Radio Stella, con gli interventi della dott.ssa Randaccio. dell'avv. Scifo, dell'avv. Aureli, del sig. Paolo Bullegas, del sindaco di Tortolì dott. Massimo Cannas, della sig.ra Claudia Mariani, del sig. Pinello Balìa, del sig. Giulio Simbula, del Sig. Luciano Lamantìa, sig. Antonello Cannas, ecc.

Buon ascolto!

 

 

 

 

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 COMUNICATO STAMPA DEL 20.12.2014

 

La dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, presidente del Movimento Sardegna Zona Franca, risponde al comunicato dell'Agenzia delle Entrate inviato ai giornali in data 18.12.2014:

"La risposta della Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate, comparsa sul sito dell’Agenzia delle Entrate il 18.12.2014 e riportato dalla stampa, nei confronti delle centinaia di Interpelli trasmessi dai contribuenti rivendicanti il loro diritto alla Zona Franca estesa su tutto il territorio della Sardegna, oltre ad essere superficiale ed infondata, non è neanche stata giuridicamente formulata in modo corretto e quindi non è in alcun modo idonea a produrre  gli effetti  previsti dalla legge. 

Infatti la Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate, per assolvere all’onere della risposta al contribuente deve necessariamente dare risposte che possono essere, a seconda dei casi, “ad personam” o cumulative (nel caso di svariati interpelli con lo stesso oggetto), ma comunque sempre con la veste giuridica del provvedimento amministrativo formale;  ancora, può restare semplicemente inerte (silenzio assenso), convalidando cosi l’interpretazione giuridica fornita dal contribuente nel proprio interpello.

Desta sorpresa dover constatare con quanta leggerezza e approssimazione si sentenzi, sempre all’interno della pseudo risposta dell’Amministrazione Finanziaria, che il popolo sardo non ha diritto alla zona franca, soltanto perche il nome della Sardegna non compare nell’elenco delle zone franche extraterritoriali citate all’art. 7 del D.P.R. 633/72 (che riprende all’art. 6 della Direttiva n.2006/112/CE). Ebbene se non bastassero a chiarire le idee i richiami normativi citati nell’interpello, si invita la Direzione Regionale dell’Agenzia delle  Entrate di Cagliari,  ad andare a consultare  tutte le Delibere della precedente Giunta Regionale, che ha provveduto a rimediare a tale carenza di elencazione comunicando, alla Direzione Nazionale dell’Agenzia delle Dogane e all’Unione Europea, l’attivazione della Zona Franca integrale estesa su tutto il territorio della Sardegna; e tanto ha fatto, dopo aver constatato che 340 Comuni dell’Isola, con apposita delibera emanata prima del 24 giugno 2013, hanno dichiarato il proprio territorio Zona Franca ai sensi dell’art. 166 e 167 del Regolamento CEE n.2913/92 e del Regolamento CEE n.2454/93, regolamenti richiamati appositamente nel D.lgs 75/98, in quanto direttamente e uniformemente applicabili da tutti gli Stati Membri, nel momento in cui decidono di istituire le proprie Zone Franche extradoganali, articoli (166 e 167 del Reg. 2913/92) dove si prevede rispettivamente:

1)  che tutti i territori dichiarati zona franca sono extradoganali;

2)  che gli Stati membri possono destinare liberamente a Zona Franca talune parti del proprio territorio doganale;

3) che tale disciplina giuridica, deve estendersi per “omogenità” a tutte le Zone Franche della CEE ai sensi delle Direttiva Comunitaria n.69/75/CEE del 4 marzo 1969;

4) che quest’ultima direttiva risulta recepita in toto nei due succitati Regolamenti n. 2913/92  e  n. 2454/93, regolamenti che come abbiamo gia precisato, fanno parte Integrante del nostro D.lgs 75/98 che ha istituito le Zone Franche su tutta l’Isola.

Nel comunicato poi, si giustifica la suddetta “sentenza di morte economica della Sardegna" con il fatto che non esisterebbe la normativa attuativa della zona franca; ebbene, anche sotto tale profilo si commette un errore di interpretazione giuridica, poiche  nel caso di specie, lo stesso D.lgs 75/98 è gia legge di attuazione ed, in quanto tale, è stato emanato appunto in attuazione dello Statuto della Sardegna approvato con la  Legge Costituzionale  n.3/1948.

Ma la cosa ancor più grave è che si dimentica completamente l’attuale assetto dei poteri risultanti in capo alle Regioni a Statuto Speciale, ai sensi dell’art. 117 della Costituzione (dopo la modifica del titolo V) che ha conferito potere residuale alla Regione Sardegna di attuazione delle leggi Statali,  riservando allo Stato solo alcune tassative materie; tale potere si è appunto sostanziato proprio in occasione dell’attuazione del D.lgs 75/98 da parte della Regione Sardegna operato con propria Legge Regionale n. 10 del 2008 e n. 20 del 2013 (leggi mai impugnate dallo Stato Italiano).

Ufficio Stampa Movimento Sardegna Zona Franca

Pubblicato in Press

Per la prima volta dall'inizio degli incontri tenuti dal Movimento Sardegna Zona Franca in tutta la Sardegna da circa tre anni a questa parte, sabato 20 dicembre 2014 il Convegno sulla Zona Franca al Consumo verrà trasmesso in diretta streaming su questo sito internet.

Questo sarà possibile grazie alla disponibilità della radio locale Radio Stella e dal suo titolare, Gianni Careddu, zonafranchista e impegnato a divulgare attraverso questo prezioso strumento le informazioni per tutta la popolazione che non potrà partecipare personalmente all'evento.

Durante la mattinata di sabato 20 la dottoressa Maria Rosaria Randaccio sarà intervistata in collegamento telefonico nella trasmissione "Il Cittadino" condotta dal giornalista de L'Unione Sarda Nino Melis.

Per chi volesse collegarsi ricordiamo le frequenze sulle quali trasmette Radio Stella:

Provincia Ogliastra, parte della provincia di Nuoro e parte della provincia di Cagliari (Sarrabus)

Genna e’ Frongia: 102.00 MHz

Punta Tricoli: 104.00 MHz

Tertenia: 100.500 MHz

Villaputzu: 92.00 MHz

 

 

Ringraziamo Radio Stella e tutto lo staff per l'efficenza e la disponibilità dimostrataci. 

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Con l'art. 20 del D.lgs. 21 novembre 2014, n. 175 recante "Semplificazione fiscale e Dichiarazione dei Redditi precompilata", Matteo Renzi conferma che la Sardegna ha diritto alla zona franca oltre che nei porti e nelle zone industriali "funzionalmente collegate o collegabili" anche nel restante territorio; in pratica la Zona Franca al Consumo, prevista dalla Legge n.28/1997, emanata in attuazione della Direttiva n.95/7/CE del 20.05.1997 del Parlamento Europeo e del Consiglio Europeo.

Infatti la Legge n.28/97 all'art. 2 disciplina le modalità di gestione delle Zone Franche comprese quelle al consumo, che competono ai territori individuati come zone franche dal D.L. n.746/83 convertito nella Legge n.17/84 e dalle disposizioni di cui all'art. 1 comma 381 della Legge n.311/2004, dove il legislatore, nell'apportare modifiche all'art. 8 del D.P.R. n. 633/72, prevede che possono effettuare acquisti e importazioni senza il pagamento dell'Iva i soggetti residenti nei territori dichiarati zona franca in quanto afflitti dagli svantaggi individuati all'art. 92 del Trattato di Roma.


Il legislatore precisa che l'esercizio del suddetto diritto ad ottenere le suddette esenzioni fiscali (facoltà di effettuare acquisti e importazioni senza il pagamento dell'Iva) si realizza apponendo nelle fatture, al posto dell'Iva non più dovuta, la dicitura: IVA NON IMPONIBILE AI SENSI DELL'ART. 8 PRIMO COMMA LETT. C) D.P.R. n.633/72 E INDICANDO GLI ESTREMI RELATIVI ALLA PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DI INTENTO.

Dichiarazione di Intento che deve essere inviata all'Agenzia delle Entrate competente per territorio, con le nuove modalità individuate nel suddetto art. 20 del D.lgs. n.175/2014 appena pubblicato, modalità di inoltro già disciplinate dal D.M. n.489 del 05.12.1997, aggiornato con la Risoluzione Ministeriale n. 82/E del 1° agosto 2012 dell'Agenzia delle Entrate Direzione Centrale Servizi ai contribuenti e dall'art. 1 commi da 324 a 335 della Legge n.228/2012.

Maria Rosaria Randaccio

 

Art.20

 

Comunicazione all'Agenzia delle entrate dei dati contenuti nelle Lettere d'intento

1. All'articolo 1, comma 1, lettera c), del Decreto-legge 29 dicembre 1983, n. 746, convertito, con modificazioni, dalla Legge 27 febbraio 1984, n. 17, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) le parole: «consegnata o spedita al fornitore o prestatore, ovvero presentata in dogana» sono sostituite dalle seguenti: «trasmessa telematicamente all'Agenzia delle Entrate, che rilascia apposita ricevuta telematica. La dichiarazione, unitamente alla ricevuta di presentazione rilasciata dall'Agenzia delle Entrate, sarà consegnata al fornitore o prestatore, ovvero in dogana. Entro 120 giorni dall'entrata in vigore della presente disposizione, l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli la banca dati delle Dichiarazioni d'intento per dispensare dalla consegna in dogana della copia cartacea delle predette dichiarazioni e delle ricevute di presentazione.»;

b) l'ultimo periodo è sostituito dal seguente: «Nella prima ipotesi, il cedente o prestatore riepiloga nella Dichiarazione IVA annuale i dati contenuti nelle Dichiarazioni d'intento ricevute.».

2. All'articolo 7 del Decreto Legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, il comma 4-bis è sostituito dal seguente: «4-bis. E' punito con la sanzione prevista nel comma 3 il cedente o prestatore che effettua cessioni o prestazioni, di cui all'articolo 8, comma 1, lettera c), del Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, prima di aver ricevuto da parte del cessionario o committente la Dichiarazione di intento e riscontrato telematicamente l'avvenuta presentazione all'Agenzia delle Entrate, prevista dall'articolo 1, comma 1, lettera c), del Decreto-legge 29 dicembre 1983, n. 746, convertito, con modificazioni, dalla Legge 27 febbraio 1984, n. 17.».

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano alle Dichiarazioni d'intento relative ad operazioni senza applicazione dell'imposta da effettuare a decorrere dal 1° gennaio 2015. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione sono definite le modalità applicative, anche di natura tecnica, delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 e sono definiti i requisiti cui è subordinato il rilascio della ricevuta da parte dell'Agenzia delle Entrate. Con successivi provvedimenti possono essere definiti ulteriori requisiti.

 

 

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