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Purtroppo la materia tributaria è assai complessa. La responsabilità della sua complessità non è solo del legislatore italiano ma anche di quello europeo che negli ultimi 15 anni ha emanato modifiche di modifiche di modifiche fino all'inverossimile.

Dipanare il filo della matassa non è cosa semplice, ma basta armarsi, oltre che di competenze, anche di santa pazienza e forse ci riusciamo.

 

Quello che però abbiamo capito è che a non voler farci attivare come zona franca non è solo l'Italia, ma è l'Unione Europea, dove predominano gli interessi dei potentati economici cresciuti grazie alle Zone Franche attivate sui fiumi navigabili più lunghi d'Europa, potentati economici che vedono come intralcio ai loro traffici commerciali con l'Oriente, l'eventuale attivazione di zone franche da parte dell'Italia, in quanto nazione geograficamente collocata al centro del Mar Mediterraneo, nazione a cui viene impedito - con mostruose interferenze politiche d'oltralpe - che limitano la nostra Sovranità, di attivare le dieci zone franche che ci competono al pari delle altre nazioni europee, nonostante OGGI ne abbia più diritto rispetto a tutte le altre nazioni della vecchia Europa (vedi problematiche connesse all'esodo di massa degli africani).

 

Premesso che la Corte di Cassazione Sez.1° Civile - con Sentenza n.11094 del 06.10.1999 - ha precisato che l’Amministrazione Finanziaria deve poter esercitare l’azione di autotutela anche per poter contraddire quanto accertato dalla Guardia di Finanza, qualora l’interessato proponga osservazioni e/o giustificazioni sulle questioni oggetto di verifica, e che l’Amministrazione Finanziaria debba procedere all’annullamento degli accertamenti infondati sulla base della documentazione prodotta dal contribuente, con le modalità previste dal D.L. n.261/1990 convertito nella Legge n.331/90 art.3 comma 6 e dell’art. 41/bis del DPR n.600/73, dall’art. 31 del DPR n.600/73 dove si prevede che solo gli uffici finanziari siano abilitati a controllare le dichiarazioni presentate dai contribuenti o dai sostituti d’imposta.

Se è vero come è vero che il D.lgs. n.75/98 non è stato ancora abrogato, vuol dire che la Sardegna e i Sardi sono destinatari di quanto previsto da: l’art. 3 comma 136 della Legge n.662/96, dove si prevede che “al fine della razionalizzazione e della semplificazione delle procedure di attuazione delle norme tributarie, gli adempimenti contabili e formali dei contribuenti sono disciplinati con: Regolamento emanato con DPR n.435/2001 che (all’art. 8) modifica l’art. 8 del DPR n.322/98, disciplinando le modalità di presentazione della dichiarazione annuale sull’Iva e prevedendo "che sono esonerati dall’obbligo della presentazione della dichiarazione annuale i contribuenti esonerati ai sensi di specifiche disposizioni normative.

La suddetta previsione normativa è stata confermata anche dagli artt. 10, 12 e 14 del DPR n.435/2001 dove si conferma che “sono esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione IVA e di tenuta dei prescritti registri Iva, nonché del registro dei beni ammortizzabili, i contribuenti che nell’anno solare precedente hanno registrato esclusivamente operazioni esenti o non imponibili, in quanto esonerati ai sensi di specifiche disposizioni normative, a condizione che le registrazioni siano effettuate nel registro cronologico di cui all’art.3, comma 2, lett.a del DPR n.695/96 e che le suddette annotazioni nel registro cronologico sono equiparate a tutti gli effetti a quelle previste nei registri prescritti ai fini dell’Iva."

 

Che l’esonero dal pagamento dell’Iva sia riservato a coloro che sono residenti in territori dichiarati zona franca lo prevede anche l’articolo 10 dello stesso Regolamento approvato con DPR n.435/2001 che individua i soggetti esonerati “tra i contribuenti che si avvalgono della facoltà di acquistare beni e servizi senza il pagamento dell’imposta ai sensi dell’art. 1 primo comma, del D.L. n.746/83 convertito nella Legge n.17/84”, ossia l’articolo che aveva apportato modifiche all’articolo 8 del DPR n.633/72 e che (di già) prevedeva l’esonero dalla presentazione della dichiarazione Iva e l’esonero dalla tenuta dei Registri Iva per i soggetti residenti in zona franca, legge di recente modificata dalla Legge n.228/2012 (art. 1 commi da 324 a 334) che al comma 324 dichiara di voler recepire la normativa comunitaria sulle zone franche di cui alla Direttiva n.2010/45/UE del Consiglio del 13 luglio 2010 recante modifica alla Direttiva n.2006/112/CE, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto per quanto riguarda le norme in materia di fatturazione.

Con le nuove disposizioni di cui alla Legge n.228/2012 - Legge di Stabilità (art. 1 commi da 324 a 334) non si fa altro che confermare quanto già previsto dalla Direttiva comunitaria n.2008/8/CE e n.2008/117/CE che modificano la Direttiva n.2006/112/CE, tutte recepite dall’Italia nel D.lgs. n.18/2010, che - in combinato disposto con la Legge n.88/2009 allegato B, sostanzialmente conferma quanto già previsto, 15 anni prima, dalla Legge n.28/97 che a sua volta aveva recepito la Direttiva Comunitaria n.95/7/CE del 20.05.97 del Parlamento e del Consiglio, e che all’art. 2 aveva previsto che i soggetti che si trovassero nelle condizioni previste dall’art. 1 del D.L. n.746/83 convertito nella Legge n.17/84, potessero effettuare acquisti e importazioni senza il pagamento dell’Iva ai sensi dell’art. 8,8/bis e 9 del DPR n.633/72, purché presentino (all’Agenzia delle Entrate) apposita dichiarazione, con la quale comunicano che intendono avvalersi delle previsioni di cui all’art. 8 comma 1 lett. c secondo comma del DPR n.633/72, dove si prevede che le cessioni di beni e le prestazioni di servizi possono essere effettuate senza il pagamento dell’Iva dai soggetti indicati nella lettera a) dello stesso art.8 perché residenti nei territori extradoganali, oppure gli stessi soggetti possono chiedere il rimborso dell’Iva pagata e non dovuta, oppure possono portare l’Iva, pagata e non dovuta, a compensazione di altri tributi ai sensi (rispettivamente) dell’art.30 lett.b, oppure dell’art. 19 comma 2 e 3 del DPR n.633/72. 


Il DPR n.442/97 all’art.2 prevede che, nel caso di esonero dall’obbligo della dichiarazione annuale, il contribuente (residente in zona franca) debba comunicare all’Agenzia delle Entrate (entro il 16 maggio 2014) la propria posizione giuridica con le stesse modalità ed i termini previsti per la dichiarazione dei redditi utilizzando la specifica modulistica relativa alla dichiarazione annuale dell’Imposta sul valore aggiunto.

 

La mancata comunicazione è assoggettata alla sanzione prevista dal D.lgs. n.471/97 art. 8. 

 

Con DPR n.443/97 è stato emanato il Regolamento concernente i casi di diniego dei rimborsi Iva e con DPR n.444/97 è stato emanato il Regolamento sugli acquisti di carburante dei residenti in zona franca.

 

 

 

 

 

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Come già comunicato, la Sardegna a decorrere dal 1° gennaio 2014 risulta destinataria delle disposizioni di cui all’art.1 comma 324 della Legge n.228/2012,
nel quale è stata recepita la Direttiva Comunitaria n.2010/45/UE del Consiglio relativa al sistema comune d’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) e dove vengono modificate “le norme in materia di fatturazione” previste dall’art.7 e 21 del DPR n.633/72 e riservate ai residenti nei territori dichiarati Zona Franca.

Infatti fintanto che non venga malauguratamente abrogato il D.lgs. n.75/1998, la popolazione residente nell’isola della Sardegna risulta destinataria delle disposizioni di cui al D.L. n.1351/1964 convertito nella Legge n.28/1965 dove si prevede l’estensione delle disposizioni di cui all’art. 11 della Legge 1438/1948 ai territori svantaggiati come individuati all’art. 92 del Trattato di Roma, territori i cui svantaggi naturali ed economici devono venire compensati con quella Fiscalità di Vantaggio prevista dal suddetto articolo 11 della Legge n.1438/1948, ossia la “Zona Franca al Consumo” fiscalità compensativa allo svantaggio prevista anche dalla seguente normativa comunitaria:

Direttiva n.2010/45/UE del 13 luglio 2010 che ha portato modifiche alla Direttiva n.2006/112/CE del 28.11.2006 che a sua volta aveva apportato modifiche alla Direttiva del Consiglio n.69/75/CEE del 4 marzo 1969.

In tutte le suddette direttive si precisa che le popolazioni residenti nei territori dichiarati Zona Franca non sono assoggettati al pagamento dell' IVA e delle Accise, e che nelle loro fatture deve essere apposta la dicitura “Iva non Imponibile ai sensi dell’art.1 comma 324 della legge 228/2012" in quanto le suddette direttive in tema di fatturazione sono state recepite dal Legislatore Italiano all’art.7 e 21 del DPR n.633/1972 come modificati dall’art.1 comma 324 della Legge n.228/2012.

 

Dopo la modifica all’art.10 dello Statuto Sardo, modifica apportata dall’art.1 comma 514 della Legge n.147/2013 (Legge di stabilità 2014) i Politici Sardi non hanno più scuse per impedire l’attivazione immediata della Zona Franca al Consumo estesa su tutta l’Isola, infatti nel nuovo art.10 dello Statuto si prevede che la Regione, al fine di favorire lo sviluppo economico dell’Isola e nel rispetto della normativa comunitaria, con riferimento ai tributi erariali per i quali lo Stato ne preveda la possibilità, possa prevedere esenzioni fiscali e detrazioni d’imposta, esenzioni e detrazioni previste dal DPR n.633/72 che all’art.7 dispone che i residenti nei territori dichiarati zona franca siano esclusi dal pagamento dell’Iva, e all’art.38 bis si dispone che gli stessi ne possano ottenere la restituzione tramite detrazioni o compensazioni di altri tributi, qualora nel frattempo l’abbiano pagata.

 

 

 

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Approfittare della complessità delle norme e dell’ignoranza della gente per mettere in discussione la sopravvivenza di un intero popolo, sembra che sia diventata una strategia politica bipartisan.

Ci eravamo fermati alle ultime elezioni regionali quando tutto il Centro Destra aveva fatto sua la nostra battaglia per la zona franca extradoganale integrale e al consumo, togliendo a noi zona franchisti persino il merito di aver sollevato la rivendicazione.

L’Unione Sarda del 19.04.2014, pag.50, ci comunica che anche l’ex presidente Cappellacci si unisce a Tore Cherchi e Francesco Sanna per decantare i benefici della “Fiscalità di Vantaggio” riservata alle aziende che operano sul territorio del Sulcis-Iglesiente, il cosìddetto Piano Sulcis. I suddetti politici, assieme al giornale si guardano bene dal precisare che si tratta dei vantaggi fiscali riservate alle Zone Franche Urbane, che verranno eliminati tra soli due anni in tutta l’Europa, in quanto gli stessi benefici sono stati considerati dall’Unione Europea come “Aiuti di Stato distorsivi del mercato".

Ci chiediamo che senso abbia avuto attivare i suddetti benefici fiscali che consentiranno agli imprenditori locali (solo per il Sulcis e l’Iglesiente) di pagare meno tasse sul loro fatturato (per soli due anni), se sappiamo che la gente ha sempre meno soldi in tasca da spendere e che pertanto il fatturato delle imprese è destinato a decrescere?
Non sarebbe forse meglio che i soldi da spendere li avesse in mano la gente, che utilizzandoli potrebbe incrementare il fatturato delle imprese? 

C’è un solo modo per mettere i soldi in tasca al popolo Sardo, quello di pretendere dai politici il rispetto delle leggi che sono state violate e calpestate da oltre 15 anni.

E queste leggi sono:

  • il D.lgs. n.75/1998;
  • la Legge n.623/1949;
  • la Legge n.763/1973 dove si prevede l’eliminazione dell’IVA e delle Accise per le popolazioni residenti nei territori dichiarati Zone Franche extradoganali ai sensi dell’art.1 della Legge Doganale n.1424/1940 e dall’art. 2 del DPR n.43/1973 con il quale è stato approvato il T.U. doganale attualmente in vigore e che all’art.170 si propone di dare attuazione a quanto previsto dalla direttiva del Consiglio n.69/75/CEE che fornisce una interpretazione autentica di che cosa si debba intendere per territorio dichiarato Zona Franca, e che non sono considerati aiuti di Stato le compensazioni fiscali fornite alle popolazioni gravate dai
  • la Legge n.384/1954 (che estende al Comune di Livigno i benefici fiscali della Zona Franca al Consumo, riservati al territorio di Gorizia dall’art.11 della Legge n.1438/1948);
  • il D.L. n.1351/1964 convertito nella Legge n.28/1965 (che estende i benefici dell’art.11 della Legge n.1438/1948 - benefici fiscali della zona franca al consumo - anche ai residenti nei territori svantaggiati come individuati all’art.92 del Trattato di Roma, cioé "i territori ove il tenore di vita sia anormalmente basso, o si abbia una grave forma di sottoccupazione") e che non sono considerati aiuti di Stato le compensazioni fiscali fornite alle popolazioni gravate da esosi tributi. 

L'attivazione della Zona Franca al Consumo estesa su tutto il territorio della Sardegna, eliminerebbe l’IVA e le ACCISE su tutto il territorio, ed attiverebbe in aggiunta quei benefici fiscali attualmente riservati dall’istituto delle “Zone Franche Urbane" solo alle imprese del Sulcis-Iglesiente.

L’Italia ha ancora solo due anni di tempo per istituire le sue dieci zone franche al pari della Francia e della Germania, nonché della Spagna e della Grecia, ossia fino all’entrata in vigore del nuovo Codice Doganale Comunitario che prevede l’abrogazione quanto previsto dall’art.166 del Regolamento CEE n.2913/1992 del Consiglio, articolo che oltre a fornire la definizione giuridica di che cosa si debba intendere per zona franca, precisa che sia compito degli Stati membri istituire le Zone Franche, quando ne ricorrano i presupposti succitati.

L’art. 174 (ex 158) del Trattato sull’Unione Europea conferma che, per promuovere uno sviluppo armonioso dell’insieme dell’Unione Europea, un’attenzione particolare deve essere rivolta alle Isole (regioni insulari) che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali.
Isole (Sardegna e Sicilia) che ai sensi dei succitati richiami normativi, hanno diritto alla Zona Franca al consumo estesa su tutto il loro territorio, diritto confermato dall’interpretazione autentica n.33 allegata all’atto finale della Conferenza Intergovernativa che ha adottato il Trattato di Lisbona firmato il 13.12.2007, dove si precisa che l’art.174 deve essere inteso nel senso che “le regioni insulari debbano includere le isole nella loro interezza“ .

Maria Rosaria Randaccio

 

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Vorrei fare un augurio di Buona Pasqua a tutti i Sardi che ci hanno votato, perche hanno creduto e ancora credono in noi e alla bontà di tutto quello che abbiamo raccontato in questi anni, girando in lungo e in largo per tutta l'isola, ossia il racconto di " Diritti negati al Popolo Sardo" come quello della "Zona Franca al consumo", "storia" che non ci è stata regalata da qualcuno, ma è stato il frutto di un duro lavoro di ricerca e di aggiornamento sulla complessa materia giuridico fiscale.

Non posso non pensare con rammarico che le cose sarebbero potute andare molto meglio - per tutti - se solo non avessimo, come sardi, la brutta abitudine all'invidia esasperata, vizio capitale che ci porta a farci del male da soli.


Il furto della la cultura non esiste, puoi solo far finta di averla ma se non l'hai acquisita personalmente, non puoi scipparla ad altri, soprattutto non puoi portarla via a chi l'ha conquistata mettendo il culo sulla sedia da tutta una vita.
Se ora ci troviamo impantanati è per colpa di "Invidiosi Cretini" che si sono puniti da soli e che ora vorrebbero farci credere che l'hanno fatto a fin di bene!
Ma quale bene?!!! Solo il loro egoismo stupido e malvagio per colpa del quale stiamo solo perdendo tempo utile, tempo che avremo potuto utilizzare al meglio se solo non ci avessero messo il bastone tra le ruote.

 

 

 

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In relazione alle prossime Elezioni Amministrative nei comuni della Sardegna, si evidenzia a tutti i simpatizzanti e aderenti al Movimento Zona Franca Maria Rosaria Randaccio che l'attuale struttura del Movimento ha quale unico rappresentante legale il Presidente, nella persona della dott.ssa Maria Rosaria Randaccio.
Pertanto, al di là delle rappresentanze istituzionali elette ed esistenti, attualmente l'unico soggetto legittimato ad esprimere all'esterno la volontà dell'associazione è esclusivamente il Presidente.

Si invita, pertanto, a diffidare da chiunque altro affermi di parlare a nome del Movimento zona franca lista Maria Rosaria Randaccio. Si diffida inoltre chiunque partecipi alle suddette elezioni o prenda accordi politici a nome del Movimento senza averne formale mandato.

I Comunicati ufficiali del Movimento, della dott.ssa Randaccio, dell'avv.Scifo e del Consigliere Regionale Modesto Fenu vengono diramati esclusivamente tramite questo sito internet e tramite le pagine ufficiali dei social networks "Ufficio Stampa Zona Franca Sardegna" e "Maria Rosaria Randaccio - Movimento Sardegna Zona Franca".

 

Ufficio Stampa Movimento Sardegna Zona Franca

 

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Domenica, 06 Aprile 2014 12:44

Maria Rosaria Randaccio

 

Maria Rosaria Randaccio è nata a Cagliari il 1 luglio 1945. Proveniente da una famiglia di militari e docenti universitari di origine genovese, si è laureata nella Facoltà di Giurisprudenza di Cagliari nel 1971 e ha intrapreso subito la carriera giuridica specializzandosi poi in diritto tributario e fiscale ed entrando come dirigente al Ministero delle Finanze.

La sua carriera in ambito pubblico è stata coronata da numerosi riconoscimenti fino a giungere al massimo incarico al Ministero, cioé quello di Intendente di Finanza Aggiunto e venendo insignita nel 1987 di un Encomio Solenne (in allegato qui sotto) da parte del Governo Italiano per le sue capacità organizzative e dirigenziali. Soppressi i ruoli delle Intendenze di Finanza nel 1992, è stata poi per 10 anni Direttore della Segreteria della Commissione Tributaria Provinciale di Cagliari, ruolo che ha lasciato poi per la pensione.

Femminista, ambientalista e animalista, durante tutta la sua vita si è dedicata a combattere l'illegalità e i soprusi di cui lei stessa è stata vittima durante la sua seppur brillante carriera, portando avanti diverse battaglie fra le quali quella contro l'illegittimità dei dirigenti del Fisco, la nullità delle cartelle Equitalia e la vendita del patrimonio degli enti previdenziali ad insaputa del popolo italiano. Esponente di spicco del sindacato italiano degli ex ministeriali, il Dirstat, è stata prima firmataria della class action contro Equitalia nel 2012 e contro i dirigenti fasulli del Ministero delle Finanze, quest'ultima sfociata nella clamorosa Sentenza n.37 del marzo 2015 in cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimi circa 800 dirigenti dell'Agenzia delle Entrate, di quella delle Dogane e di Equitalia. Vedova e madre di due figli, la dottoressa Maria Rosaria Randaccio dal 2012 ha intrapreso una battaglia per il riconoscimento della zona franca in Sardegna girando tutta l'isola per informare la popolazione dei propri diritti, riuscendo a far deliberare circa 345 comuni e fondando nello stesso anno il Movimento Sardegna Zona Franca, del quale è oggi presidente.

 

 

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Se andiamo a leggere attentamente il D.Lgs. n.75/98 notiamo che risultano parte integrante dello stesso decreto due Regolamenti CEE n.2913/92 (Consiglio) e n.2454/1993 (Commissione), che il legislatore italiano richiama precisando che “le zone franche istituite in Sardegna sono istituite proprio secondo le disposizioni dei succitati regolamenti“.
E non poteva essere altrimenti dal momento che la Corte Costituzionale Italiana con le seguenti sentenze: n.389/1989; n.168/91; n.384/94; n.94/95; n.536/95 ha affermato e confermato che le disposizioni Europee (Direttive e Regolamenti) sono prevalenti rispetto alla normativa degli Stati membri che sono tenuti ad adeguarsi, che non deve applicarsi la normativa interna configgente con quella comunitaria e che sono vincolati a dare applicazione alla norme comunitarie anche gli organi della Pubblica Amministrazione (Regione, Province e Comuni). 

Tutto quanto confermato anche dalla Corte di Giustizia Europea nella Causa n.103/88 del 22.06.1989.

E la regola vale ovviamente anche per l’IVA ai sensi dell’art.1 della Direttiva n.77/388/CEE del 17.05.1977 in combinato disposto con la Direttiva n.91/680/CEE del Consiglio del 16.12.1991 nonché con le Direttive n.69/75/CEE e n.69/74/CEE del Consiglio modificate dalla Direttiva n.2006/112/CEE del 28 novembre 2006, dove si prevede che i residenti nei territori dichiarati zona franca non sono soggetti al pagamento di dazi doganali IVA e Accise, essendo considerati, i suddetti territori come se si trovassero fuori dalla linea doganale dell’Europa.

L’Italia ha recepito la normativa Europea sull’IVA nel D.P.R. n.633/1972, decreto che ha subito centinaia di modifiche, e più di recente nella Legge n.28/1997 che recependo la normativa CEE n.95/7/CEE del 20.05.1997 all’art.2 prevede che i soggetti che si trovano nelle condizioni previste dall’art.1 del D.L. n.746/83 convertito nella Legge n.17/84 (ossia in zona franca) possono effettuare acquisti e importazioni senza il pagamento dell’IVA con le modalità previste dagli artt.8, 8/bis e 9 del D.P.R. n.633/72.

La Dichiarazione n.33 allegata all’atto finale della Conferenza Intergovernativa che ha adottato il Trattato di Lisbona firmato il 13.12.2007, nel fornire una “interpretazione autentica dell’art. 174 dello stesso Trattato” precisa che qualora venga istituita la zona franca in un’isola “la zona franca debba includere l’isola nella sua interezza."

 

Il Regolamento CEE n.29/13 del 1992 prevede che: a) gli Stati membri possano destinare talune parti del loro territorio (comprensive di città e di villaggi) a zone franche, queste ultime caratterizzate da agevolazioni fiscali, vantaggi finanziari ed amministrativi per le imprese ed incentivi di natura economica e sociale per i residenti; b) gli Stati membri debbano stabilire il limite geografico di ciascuna zona franca e approvare i locali destinati a costituire un deposito franco (art.167 Regolamento Cee n.2454/39); c) stabilire i punti di entrata e di uscita di ciascuna zona franca e dei depositi franchi, che devono essere sottoposti alla sorveglianza da parte dell’autorità doganale.

I nostri politici prima di parlare di Zona Franca dovrebbero studiare e documentarsi non solo sulla normativa italiana, ma soprattutto su quello che prevede la Normativa Comunitaria!



 

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La Dottoressa Randaccio, leader del Movimento Sardegna Zona Franca, commenta con queste parole l'iniziativa intrapresa dal Comitato Olbia e Gallura nella persona del suo Presidente Andreas Coni: "Mi sembra che questa messa in mora dell'Amministrazione Comunale di Olbia, da parte del Comitato, possa essere un esempio valido e concreto per ottenere quantomeno delle risposte da parte dei Sindaci che hanno dichiarato il loro territorio Zona Franca.
L'unica precisazione da fare è che il regolamento attuativo richiesto, deve riguardare esclusivamente le modalità di riscossione dei "Diritti Speciali" che entreranno nelle casse comunali, ma i Comuni possono utilizzare a tal fine, lo stesso regolamento già in vigore nello stesso Comune, regolamento che viene utilizzato e che disciplina la riscossione degli altri tributi Comunali.
Una lodevole iniziativa del Comitato di Olbia Gallura, affinche sia presa come esempio da parte dei presidenti e dei responsabili dei Comitati che si battono per l'attivazione della Zona Franca Integrale al Consumo su tutto il territorio della Sardegna."

Lo stesso Andreas Coni spiega l'azione provocatoria del suo comitato: "Non siamo scomparsi, e l'entrata in politica non ci ha assolutamente danneggiato. La ZFI è politica e sono ottusi e ignoranti coloro che costituiscono ancora oggi comitati ZF mettendo nello statuto la clausola della "Apoliticità". PER VINCERE QUESTA BATTAGLIA BISOGNA STARE DENTRO IL PALAZZO E COORDINARE LE INIZIATIVE ESTERNE, cosa che non abbiamo potuto fare fino ad oggi, ma che adesso sarà possibile grazie al nostro rappresentante in Consiglio che, ci tengo a precisarlo, non è lì perché è stato nominato da DIO, ma grazie al lavoro di tutti i zonafranchisti che ci hanno creduto e a tutti i candidati della lista Zona Franca Randaccio che ci hanno messo l'anima e sono riusciti ad ottenere questo risultato."

Queste sono le prime iniziative dopo l'insediamento della nuova Giunta. Seguiranno nuove azioni che dovranno essere portate avanti dal nostro consigliere Modesto Fenu all'interno del neo Consiglio Regionale.

 

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elezioni-regionaliCagliari, 2 gennaio 2014 - ore 08.30.
 
Pubblichiamo il post sul social network Facebook di Andreas Coni, coordinatore provinciale di Olbia, in risposta alle incessanti polemiche relative alla decisione scendere in campo con la Lista civica denominata "Movimento Zona Franca - Lista Randaccio" in coalizione con il Centro Destra. Sono numerose in questi giorni le discussioni dilaganti sui social networks, portate avanti soprattutto da una fazione del Movimento che si è schierata già da tempo non contro un partito politico in particolare, bensì contro la persona del Governatore uscente Ugo Cappellacci. Dalle citate polemiche si evince amaramente che fra i Sardi che si professano a favore della causa, nonostante la pressione degli ultimi mesi affinché l'intero Movimento Zona Franca preparasse una lista civica rappresentata dai due giuristi Randaccio/Scifo, ci sono persone che sacrificherebbero questo ideale piuttosto che appoggiare l'attuale Presidente. Non v'è dubbio alcuno che le parole, gli studi ed i chilometri percorsi dalla dottoressa Randaccio negli ultimi due anni abbiano fatto acquisire a tutti la conoscenza di un diritto quasi sepolto e dimenticato. E non v'è dubbio che la persona fino ad ora riconosciuta come la vera artefice e leader della speranza nel cambiamento stia continuando a guidare il Movimento Zona Franca anche in questo tortuoso percorso che è quello di una faticosa campagna elettorale. 
Se c'è qualcuno che può farlo è lei, la dottoressa Randaccio. Si ricorda a tutti che il voto non sarà per il partito politico di coalizione, ma sarà a favore delle persone che avranno deciso di candidarsi per sostenere tutto il Movimento e riuscire a portarlo a confrontarsi con i politici che fino ad ora si sono contrastati. Ma la battaglia sarà finalmente combattuta ad armi pari.
 
Si chiede perciò a tutti i sardi che vogliono prendere in mano il proprio futuro di sostenere coloro che si candideranno nella lista della zona franca e che cercheranno di portare la politica al servizio del popolo, perché essi non sono dei veri politici, ma semplicemente quegli stessi fratelli che fino ad ora che abbiamo visto lottare in campo accanto a noi.
 
 
 

Il post di Andreas Coni - fonte Facebook:

 
"Il Movimento zona franca nasce apartitico e tale sarebbe la sua naturale configurazione. Non apolitico, perchè il solo oggetto ZONA FRANCA INTEGRALE è esso stesso argomento politico. Le rivendicazioni fatte in questi mesi per ottenerla, tra passi in avanti e passi indietro (vedi L.R. n.20/2013) ci ha portato a un punto in cui basta veramente poco (materialmente) per averla, ma ci vuole un grande passo politico, il nulla osta delle dogane e la successiva comunicazione alla UE. Ma nel frattempo arrivano le elezioni. Ci guardiamo intorno e aspettiamo passivamente ciò che succederà oppure agiamo e diciamo anche noi la nostra ? Dalle varie riunione fatte sull'argomento scaturisce a stragrande maggioranza la scelta di scendere in campo, sopratutto per la fase successiva della gestione, oltre che quella del riconoscimento del diritto. Parte il dibattito sulla scelta, ovvero su come si dovrà scendere in campo, ma il tempo stringe e la firma del decreto che stabilisce la data del 16/02 per le elezioni lascia poco spazio (del resto si sarebbe dovuto votare a carnevale e questo era da evitare). Nel frattempo i comitati sono stati sollecitati a fare indagini interne sulla scelta politica e alcuni, come quello di Olbia e Gallura lo hanno fatto, ma la maggior parte no. Ma non c'è tempo.
 
I tecnici, insieme al Coordinamento Regionale, prendono una decisione, quella di scendere in campo coalizzati al Centro Destra con Governatore l'uscente Ugo Cappellacci.
Perché? Quali sono le variabili che ci devono far pensare prima di decidere?
 
 
 

Chi fino a oggi si è dimostrato disponibile a collaborare e a sostenere il progetto della ZFI?

Solo il PDL (e neanche tutto). Il principale interlocutore dei nostri tecnici e dei coordinatori è stato Cappellacci.

 

Cosa dice la legge elettorale?

 

La legge elettorale (schifosa si, ma è così) premia il vincitore assoluto (anche per un solo voto) con l'assegnazione del 55% dei seggi se si raggiunge il 25% del consenso elettorale. L'assegnazione diventa del 60% se il risultato raggiunge il 40% dei consensi. Esiste uno sbarramento del 5% per i singoli partiti e del 10% per le coalizioni. A queste condizioni sono comunque favoriti i due schieramenti principale, PDL (adesso FI e NCD) e il PD. Nessun altro partito può competere con la forza di questi, eccezion fatta per il M5S se riesce a presentarsi, e che comunque si è espresso negativamente sulla ZFI in tempi passati e non ha a oggi ancora affrontato seriamente l'argomento.

 

Cosa sarebbe bello fare e cosa invece è meglio fare per il raggiungimento del nostro obiettivo?

 

Noi siamo un movimento che parte dal basso, dal popolo, siamo trasversali, ci sono tante anime politiche all'interno del movimento, e quindi la cosa più bella da fare sarebbe andare da soli e sono sicuro che, con a capo i nostri tecnici, non avremmo avuto problemi a superare lo sbarramento del 5%. Perchè non è questa la soluzione scelta?

Da un'analisi della legge elettorale, oltre che da una effettiva difficoltà di reperire fondi per la campagna elettorale e le serie difficoltà burocratiche amministrative che deve affrontare un movimento nuovo che si presenta da solo, viene fuori che andando da soli, un risultato eclatante, anche del 15%, rischia di far vincere le elezioni alla coalizione del PD, il nostro nemico numero 1 fin dal principio. Entriamo a palazzo con 5 consiglieri e in opposizione, con un governo regionale che ci odia e ci considera "scalcinati tecnici raccattati per strada". Allora, coalizziamoci. Con chi? Ovviamente non col PD. Cappellacci va bene perché ha lavorato con noi, ci ha sostenuto e crede al nostro progetto. Ma vediamo se c'è qualche soluzione alternativa. M5S? Si tratta di un movimento che in fondo è nato come noi, dal basso. Niente da fare, non so neanche se faranno in tempo a fare le liste dei candidati e sopratutto non hanno mai voluto affrontare la questione ZFI seriamente, ma neanche di sfuggita. Allora proviamo col Psdaz, ma dimenticavo, è alleato col PD. Vediamo se riusciamo a unire tutti i fronti unitari, autonomisti, indipendentisti, patrioti etc etc. Ma che, uno a destra, uno a sinistra uno sopra uno in basso l'altro al centro, un'altro ancora sulla luna e un altro paio su Marte. Impossibile unire nessuno.

Rimane Mauro Pili (Unidos) che, staccatosi dal PDL (prima FI) ha creato questa realtà sardista e che di ZFI integrale ha parlato in passato ma da quando Cappellacci collabora con i movimenti ha sempre sostenuto che trattasi di semplice e sola campagna elettorale, dimostrando contrarietà a questo tipo di progetto.

 

Vedremo tra l'altro nei prossimi giorni quali saranno le sue mosse politiche definitive. Ora, lasciamo quindi perdere tutti i vari programmi che vengono costantemente inseriti negli elenchi delle cose che verranno fatte dai vari partiti se eletti, che noi possiamo condividere o meno, ma che non sono la nostra priorità, l'unica soluzione strategicamente percorribile è la coalizione di Centro Destra.

 

La speranza è quella di dare la forza a questa coalizione, di vincere ed ottenere il premio di maggioranza, e quindi 33 consiglieri, e ottenere noi, come MZF Randaccio, un numero di consiglieri da poter essere determinanti nelle scelte di questa coalizione e quindi di questo governo. Su 33 Consiglieri di maggioranza, 5-6 voti sono fondamentali. E' una posizione di chi può determinare la maggioranza in consiglio.

 

Chi vuole veramente la ZFI e non si inserisce in questo contesto solo per altre rivendicazioni, condivisibili ma di secondaria importanza per il nostro obiettivo, non può che dare il suo voto al movimento zona franca Randaccio (perchè pare che ne vogliano fare altri). Il Governo della Regione dipenderà da noi, se avremo la forza di ottenere un grande consenso popolare.

 

Siamo sempre noi, gli originali, i creatori del progetto. Non ci venderemo proprio a nessuno, caso mai saranno gli altri che dovranno chiedere il nostro consenso. E se tutto andrà per il meglio, una volta raggiunto l'obiettivo, saremo lì a fare da coordinatori fra le richieste della base (movimenti e comitati ZFI) e il palazzo. Ciascun zonafranchista avrà il suo ruolo nel nostro futuro, fosse anche solo per avere ascolto nella esposizione di una problematica o di un errore di gestione o impostazione.

Lo so, sembra incredibile e solo campagna elettorale. Ma io ci credo veramente. Noi siamo dovuti scendere in campo! Allora, scendiamo bene e armati, nell'interesse della sola causa ZFI. Per questo siamo nati e per questo combatteremo."

 

Luciana Carta

 

Pubblicato in News Sardegna

randaccio-m-rosaria2Cagliari, 1 gennaio 2014 ore 18.30.

Riceviamo e pubblichiamo la risposta formale della Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio all'articolo dell'Unione Sarda:

"Ieri a pagina 46 de l’Unione Sarda del 31 dicembre 2013 - con sorpresa e meraviglia - ho scoperto che ci siamo spaccati sulla Zona Franca, e che la spaccatura è stata voluta da espertissimi e validissimi Fiscalisti, che ci hanno tenuta nascosta fino ad oggi la loro straordinaria preparazione giuridica, così sopraffina da pensare che sia giunta l’ora di eliminare dal Movimento Sardegna Zona Franca coloro che fino ad oggi l’hanno guidato, ossia la sottoscritta e l’Avvocato Scifo, ritenendosi (loro) piu’ esperti e quindi superiori (ai suddetti) su una materia cosi complessa quale è la normativa internazionale europea e nazionale sulla istituzione e gestione della Zona Franca in Sardegna.

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