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Martedì, 24 Dicembre 2013 11:30

Buon Natale dal Web Team Zona Franca Sardegna!

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DAL WEB TEAM,

DALLA DOTTORESSA RANDACCIO, 

DALL'AVVOCATO SCIFO,

DAL GRUPPO COMUNICAZIONE...

Buone Feste in Zona Franca!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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randaccio-m-rosaria2Cagliari, 8 dicembre 2013 ore 13.40. 

La dottoressa Maria Rosaria Randaccio risponde alle accuse lanciate sul social network Facebook al Presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci dal sig.Attilio Mulas con un messaggio che sia un chiaro esempio del pensiero del Movimento Pro Zona Franca verso tutti coloro che vogliono scendere in campo politicamente al servizio di altri politici. Queste le parole della dottoressa Randaccio: "Caro sig. Attilio Mulas, per prendere il posto di Cappellacci o dei suoi Consiglieri è innanzitutto necessario quantomeno avere il suo Fascino, la sua cultura in tema di Zona Franca, e saper parlare di cose vere e concrete e non totalmente "inventate" come la sua affermazione che "la nostra Zona Franca avrebbe ancora bisogno di perimetrazioni o di un nuovo DPCM o di qualsiasi altra legge o leggina Romana". Infatti come ha avuto modo di sentire anche nell'ultimo incontro a cui ha partecipato a Bonarcado, alla zona franca integrale, extradoganale e al consumo della Sardegna, manca solamente la pubblicazione sulla GUCE Europea, della sua istituzione (Legge Costituzionale n.3/1948 e attivazione (D.lgs. n.75/1998), e che trattandosi di un adempimento formale disatteso da oltre 25 anni (ossia da quando una direttiva comunitaria ne aveva fatto obbligo agli Stati membri) dobbiamo non solo diffidare l'Amministrazione dello Stato ad adempiere, ma dobbiamo comunicare alle Dogane e all'Agenzia delle Entrate, che dal 1° gennaio noi ci attiveremo comunque, senza se e senza ma! 

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autotrasporti

 Cagliari, 5 dicembre 2013 - ore 20.30.

"Il Movimento Pro Zona Franca esprime il sostegno alla manifestazione degli autotrasportatori che invocano la "Zona Franca Subito" quale strumento economico di sopravvivenza di una categoria di lavoratori che sta attraversando la più grave crisi economica dal dopoguerra  ad oggi. Infatti con il ristagno dell'economia e l'aumento dei carburanti, non lavorano più e quando lavorano hanno dei costi altissimi ed insopportabili, per esempio pagano mille euro ogni volta che salgono sul traghetto per la Sardegna con il loro camion. Oramai tutta la categoria è in ginocchio per via della suddetta recessione economica, e i trasportatori si vedono sequestrare gli automezzi perché non riescono più a pagare le rate dei leasing con i quali hanno acquistato i loro strumenti di lavoro, anche dopo aver pagato rate per circa 200 mila euro.  La situazione è diventata insostenibile e la loro protesta, seppure composta (perché faranno transitare tutti i mezzi che portano soccorso o alimenti alle zone colpite dai nubifragi), farà rumore nel mondo, e finalmente capiranno che la Zona Franca in Sardegna è l'unico modo concreto per risanare in fretta l'economia dell'Italia e della Sardegna."

Maria Rosaria Randaccio
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

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Lunedì, 18 Novembre 2013 20:47

A che punto siamo con la Zona Franca

arborea-16.11.2013-palcoCagliari, 18 novembre 2013 ore 21.30. Durante l'Assemblea Generale dei Comitati Cittadini tenutasi sabato scorso ad Arborea, l'avv.Scifo espone la situazione attuale e spiega a che punto siamo arrivati con la zona franca. 

Dopo un breve riepilogo relativo alle ultime azioni della Giunta Regionale che hanno portato, con la pressione di tutto il Movimento della zona franca, all'approvazione dell'emendamento per la modifica dell'art.12 dello Statuto inserendo l'extradoganalità della Sardegna, si è in attesa dell'esame della proposta di DPCM da parte del Consiglio dei Ministri, della quale però non si conoscono i contenuti poiché non resi noti dalla Regione Sardegna, nonostante le diverse richieste dei due giuristi Randaccio-Scifo di visionarne l'assunto. 

Come spiega l'avv.Scifo, non si è neanche a conoscenza delle azioni della Giunta Regionale per fare pressione sul la Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché metta tale proposta all'esame delle sue prossime sedute. Si rende perciò indispensabile sollecitare la Giunta affinché questa proposta - che in sostanza è quella di istituire la zona franca in tutta la Sardegna e che per legge hanno dovuto fare entro il 30 settembre scorso - vada avanti e non rimanga chiusa in qualche cassetto dorato del Governo centrale. Per fare questo è necessaria la spinta di tutti i comitati cittadini, che devono provvedere all'aggregazione e alla raccolta di firme da inviare alla Regione affinché prenda provvedimenti e diffidi lo Stato, le Dogane, l'Europa a scrivere a chiare lettere che la Sardegna è zona franca extradoganale.

L'avv.Scifo affronta poi l'argomento delle elezioni e dei partiti politici, annunciando che se si organizzeranno delle manifestazioni a Cagliari per dare spinta al progetto Zona Franca, il Movimento darà il voto solo ai partiti che parteciperanno alle manifestazioni e che inseriranno nero su bianco come primo punto l'attuazione della Zona Franca, praticando l'ostracismo (bando che nell'antica Grecia colpiva il cittadino ritenuto pericoloso per lo Stato, il cui nome veniva scritto dai membri dell’assemblea popolare - alla quale partecipavano tutti i cittadini con diritto di voto - su un frammento di terracotta detto ostrakòn) verso i partiti contrari. Per coloro che non inseriranno la zona franca come primo punto del proprio programma il Movimento darà indicazioni precise di non votare i loro candidati alle prossime elezioni perchè essi sono di fatto palesemente contrari al programma di sviluppo della Sardegna.

I due giuristi rappresentanti di tutto il Movimento Pro Zona Franca hanno rimarcato più volte la necessità di una comunione di intenti fra tutti i comitati cittadini per portare avanti una raccolta firme che dovrà accompagnare la diffida alla Giunta Regionale a proporre azioni nei confronti del Governo inadempiente e di tutte le istituzioni, in primis le Dogane, che continuano ad ostacolare la zona franca in Sardegna.

E' di questi giorni la proposta di legge dell'on.Prestigiacomo per creare una fiscalità di vantaggio nell'isola di Lampedusa e - senza niente togliere alla bellissima isola siciliana che da tempo patisce il fenomeno dei drammatici sbarchi di immigrati provenienti dai paesi in guerra - non è possibile paragonare la situazione della Sardegna a quella di nessun altra isola o regione del mondo poiché, nonostante il clima temperato ed un territorio ricco di risorse, è soggetta ad un pericoloso ed incessante fenomeno di diaspora.

Ci auguriamo che - nel frattempo che i nostri politici smettano di farsi la guerra e di fare a gara a chi ruba di più - i nostri fratelli siciliani non ci facciano lo sgambetto dichiarandosi, con la complicità dei parlamentari italiani, territorio al di fuori della linea doganale. Per la Sardegna sarebbe l'ennesimo danno oltre la beffa.

Luciana Carta

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comunicato-stampa

 

 

Il giorno mercoledì 13 novembre 2013 alle ore 10.30 a Cagliari in Viale Colombo n. 2 (fronte Molo Ichnusa) si terrà la Conferenza Stampa del direttivo Coordinamento Regionale Comitati Cittadini Pro Zona Franca rappresentato dalla dott.ssa Randaccio, l'avv.Scifo, Antioco Patta, Gruppo Comunicazione del Coordinamento. Durante la conferenza si esporranno i seguenti temi:

1) ultimi aggiornamenti relativi alla modifica dell'art.12 dello Statuto Sardo e la sua approvazione nel recente Consiglio Regionale della Legge n.22/2013 sulla Zona Franca Extradoganale;

2) replica alle dichiarazioni offensive di alcuni rappresentati dei partiti del PD, PS d'Az e La Base riguardo i tecnici Randaccio-Scifo;

3) azioni generali intraprese e in programma dal Coordinamento per l'attivazione della zona franca in Sardegna.

 

Web Team

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conferenza-stampa-pdCagliari, 8 novembre 2013 ore 17.35.

Voglio replicare alle accuse lanciate in conferenza stampa da Gian Valerio Sanna  in compagnia di Arbau e Giacomo Sanna che ha definito me e l'Avvocato Scifo come "scalcinati consulenti raccolti per strada da Cappellacci" invitandoli a leggere la Legge Doganale del 1940 (pubblicata nel precedente articolo) dove si dice che i punti franchi sono "Fuori dalla linea doganale dell'Italia" pertanto se fosse andato a scuola per imparare e non per riscaldare il banco, avrebbe appreso persino alle scuole medie, il significato della parola "sillogismo" in analisi logica, e avrebbe capito anche che: se il D.lgs. n.75/98 è stato emanato in attuazione dell'art. 12 del nostro Statuto che prevedeva l'istituzione di punti franchi "Extradoganali" anche le zone franche (istituite dal suddetto decreto) non possono che essere - per effetto di un Sillogismo Giuridico - che "Extradoganali".

 Maria Rosaria Randaccio

 
 

 

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tarCagliari, 2 novembre 2013 ore 19.30. 

"Sono costretta ad intervenire perche ho letto delle accuse ingiuste rivolte all’Avvocato Scifo da persone talmente ignoranti che non hanno capito che in quella Sentenza del Tar Sardegna n.00091/2013 del 25.10.2013 c’è la conferma che la “Sardegna è proprio Zona Franca” a decorrere dalla data di entrata in vigore del D.lgs. n.75/98.

 

Perciò invito tutti a leggere la suddetta sentenza, nella quale il Giudice si è dovuto arrampicare sugli specchi per togliere le castagne dal fuoco alla Regione, al Comune di Cagliari e all’Autorità  Portuale; infatti se avesse accolto il ricorso - e non è detto che non lo faccia il Consiglio di Stato a cui possiamo appellarci - avrebbe dato titolo a tutti i Sardi per poter chiedere il risarcimento dei danni provocati dalla manca attivazione della Zona Franca a decorrere dal 1998. Infatti il giudice  non dice che la nostra domanda  è campata per aria o è illecita, illegittima o  cose simili, si inventa che la nostra “Azione è generica rispetto al danno causato  ai nostri interessi diretti “che individua con le parole: “concreta lesione subita ad opera delle Amministrazioni  intimate” .

Allora vuole anche dire che se ciascuno di noi dovesse individuare esattamente (calcolare)  il danno subito per l’Iva e le Accise pagate e non dovute sui beni consumati in questi ultimi 15 anni, in questo caso il giudice sarebbe costretto a darci ragione e  di conseguenza  condannare le Amministrazioni intimate (Regione, Comune di Cagliari, Autorità portuale) al risarcimento dei danni.

Ma per  beni consumati  si devono intendere non solo gli alimenti, ma anche l’Iva pagata e non dovuta per l’acquisto di macchine di immobili  o per le fatture emesse da liberi professionisti  ecc. ecc. e riteniamo che non ci sia termine prescrizionale per rivendicare il risarcimento dei danni subiti da un intero popolo costretto a subire una Diaspora da parte di una politica criminale che ne aveva deciso l’estinzione etnica."

Maria Rosaria Randaccio

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Qualche giorno fa abbiamo appreso dal quotidiano L’Unione Sarda del 22 ottobre 2013, che l’isola di Budelli, facente parte dell’arcipelago de la Maddalena, è stata venduta ad un banchiere neozelandese di nome Michael Hart, agli inizi del mese di ottobre, tramite asta pubblica, tenutasi presso il Tribunale di Tempio.

Contro la vendita si stanno animando le campagne di sensibilizzazione affinché il Parco nazionale della Maddalena, eserciti ai sensi della Legge n.394/1991, ed entro 90 giorni, il diritto di prelazione decidendo di comprare per lo stesso importo di 2 milioni e 940 mila euro, l’isola dalla sabbia rosa.

Riteniamo che la Regione Sardegna e i Sardi abbiano il diritto a vedersi restituita la proprietà dell’Isola senza sborsare un centesimo di Euro, in quanto l’isola non poteva venire venduta  trattandosi di Demanio dello Stato trasferito alla Regione Sardegna ai sensi del D.L. n.669/96 convertito nella Legge n.30/1997.

Demanio della Regione a cui si applicano le norme di cui al D.P.R. n.72/1955.

Infatti, all’art. 6 comma 3  del suddetto D.L. n. 669/96 convertito nella Legge n.30/1997, viene sancito il divieto di alienazione dei beni immobili dello Stato che per effetto della stessa legge vengono trasferite alle Regioni a Statuto Speciale”, confermando cosi quanto già sancito dal D.P.R. n.72/1955  art. 2 dove si prevede che l’alienazione di beni immobili di pertinenza del patrimonio disponibile dello Stato sia di competenza dell’Intendente di Finanza, competenza attualmente in capo al Dirigente dell’Agenzia del Demanio ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. n.189/2001 e dell’art.19 del D.P.R. n.107/2001, dove si prevede (art. 19) che il personale dirigente dell’Agenzia del Demanio deve essere individuato tra i Dirigenti a cui competono gli incarichi dirigenziali con le modalità previste dall’art. 18 comma 2 del D.Lgs. n.300/99, con l’ulteriore precisazione che agli uffici dirigenziali generali istituiti all’interno dei Dipartimenti, sono preposti i Dirigenti di cui all’art. 23  del D.lgs. n.29/93, ossia:

1) i Dirigenti ex Intendenti di Finanza (il cui ruolo e le cui funzioni risultano salvaguardate dall’art. 80  del DPR n.287/1992 dopo che l’art. 75 dello stesso decreto aveva soppresso tutti gli uffici finanziari allora esistenti, ed istituito al posto loro (Uffici Finanziari) i Dipartimenti Fiscali e le Direzioni fiscali a cui sono subentrate successivamente le Agenzie Fiscali con le modalità previste dal D.lgs. n.300/99);

2) i magistrati della giurisdizione ordinaria;

3) i “Soggetti Esterni” all’Amministrazione Finanziaria quando ricorrano specifiche esigenze di servizio (comma 1 dello stesso art.18 del D.lgs. n.300/99).

L’art. 20 del suddetto  D.P.R. n.107/2001 ha ovviamente dovuto abrogare il D.P.R. n.72/1955, dal momento che tutte le competenze che facevano capo agli Intendenti di Finanza, venivano contestualmente trasferite ai direttori delle Agenzie del Demanio, subentrate ai sensi del D.lgs. n.300/1999  ai “Dipartimenti Fiscali”, a loro volta subentrati alle Intendenze di Finanza e  agli uffici finanziari esistenti nel 1992, contestualmente  soppressi dal D.P.R. n.287/1992, decreto che però all’art.80 prevedeva la salvaguardia delle professionalità acquisite nel precedente ordinamento, comprese ovviamente quelle degli Intendenti di Finanza.

Salvaguardia delle professionalità confermate:

- dall’art.2 comma 4 del D.lgs. n.29/93 

- dall’art.39 comma 22 della Legge n.449/97

- dall’art.17 comma 82 e 137 della Legge n.127/97

Dove si prevede la soppressione di tutte le norme che avevano erroneamente inquadrato i Dirigenti dello Stato, gli Intendenti di Finanza e i Segretari Comunali nella 9° Qualifica Funzionale e l’estensione della suddetta abrogazione a tutte le amministrazioni dello Stato comprese le Regioni a Statuto Speciale, e che al suddetto personale Dirigente  si dovessero  applicare le disposizioni di cui all’art.39 comma 22 della Legge n.449/1997.

Questa importantissima precisazione è doveroso farla perché attraverso la stessa possiamo dimostrare quella immensa truffa ai danni dello Stato che ha dato origine  all’inspiegabile e attuale indebitamento dello Stato Italiano nello stesso periodo in cui si procedeva alla svendita, privatizzazione, valorizzazione, alienazione  dell’immenso patrimonio immobiliare degli Enti Previdenziali,  il cui ricavato della vendita (ammesso e non concesso che si potesse procedere) era destinato esclusivamente all’abbattimento del “ Debito Pubblico” ai sensi della Legge n.432/1993, art.3 comma 27, Legge n.335/1995, D.lgs. n.104/1996, art. 7 D.L. n.79/97 convertito nella Legge n.140/1997.

Vendita del Demanio dello Stato che è stata effettuata in deroga alle norme sulla contabilità di Stato e pertanto in palese violazione di quanto previsto dall’ art.2658 del Codice Civile e degli artt.da 822 a 831 c.c. dove tutt’ora si prevede che la vendita del patrimonio disponibile dello Stato può effettuarsi solo se preceduta dalla SDEMANIALIZZAZIONE del bene, istituto giuridico quello della sdemanializzazione, affidata alla esclusiva competenza degli Intendenti di Finanza, attualmente in capo ai Direttori delle Agenzie del Demanio subentrati nelle funzioni dirigenziali degli Intendenti di Finanza ai sensi del suddetto articolo 20 del D.P.R. n.107/2001 che ha proceduto ad abrogare il D.P.R. n.72/1955.

L’abrogazione del D.P.R. n.72/1955 ad opera dell’art. 20 del D.P.R. n.107/2001, conferma che solo i vincitori dei concorsi indetti per coprire posti vacanti nei ruoli Dirigenziali della Carriera Direttiva degli Intendenti di Finanza, sono tutt’ora i legittimi titolari del diritto all’incarico di direzione delle attuali Agenzie del Demanio, e solo loro sono ancora titolari del potere di SDEMANIALIZZAZIONE del Demanio disponibile dello Stato che si vuole alienare, privatizzare, valorizzare, dopo che l’art. 80 del D.P.R. n.287/1992 ha salvaguardato la loro professionalità esercitata negli uffici finanziari del precedente ordinamento.

(La carriera degli Intendenti di Finanza era disciplinata dal D.P.R. n.748/72, e le cui qualifiche erano state individuate nel D.M. 28 dicembre 1972 pubblicato sulla G.U. 11 sett. 1973 n.23, qualifiche equiparate a quelle dei Segretari Comunali nelle tabelle annesse al D.P.R. n.749/1972 e dell’art. 25 dello stesso decreto, equiparazione confermata dall’art.11 bis del D.L. n.283/81 convertito nella Legge n.432/81 e dall’art. 2 della Legge n.72/1985, qualifiche attraverso le  quali si avanzava in carriera per anzianità di servizio e giudizi di non demerito, dopo che l’art. 9 della Legge n.775/70 aveva soppresso gli “esami di avanzamento in carriera”).

Pertanto se è vero che solo coloro che sono stati assunti nei ruoli dirigenziali della Carriera Direttiva degli Intendenti di Finanza possiedono ancora il titolo giuridico che consente loro di Sdemanializzare il Patrimonio Disponibile dello Stato, allora è altrettanto vero che solo coloro che sono stati assunti nei ruoli dirigenziali della Carriera Direttiva degli Intendenti di Finanza hanno ancora  titolo e – con priorità assoluta - a dirigere le attuali Agenzie del Demanio (se ancora in servizio) ai sensi dell’art.13 e 17 della Legge n.146/1980; dell’art. 19 comma 3 del D.lgs. n.29/1993; dell’art.3 comma 129 e 130 della Legge n.662/1996; dell’art.4 del D.lgs. n.361/1998; del D.lgs. n.300/99; dell’art. 20 del D.P.R. n.107/2001; e significa anche che sono nulli tutti i concorsi indetti dopo il 1990, per coprire i posti vacanti nei ruoli dirigenziali del Ministero delle Finanze compresi i concorsi per i ruoli dirigenziali delle Agenzie del Demanio, sono nulli tutti gli atti sottoscritti dai dirigenti fasulli in quanto vincitori di concorsi fasulli che non potevano venire banditi sui posti lasciati liberi dagli Intendenti di Finanza che illegalmente sono stati estromessi dai loro poteri con il loro inquadramento nella 9° qualifica funzione assieme ai Segretari Comunali, e mai restituiti ai ruoli Dirigenziali di legittima appartenenza.

Fatta questa noiosa considerazione giuridica, il fatto che il miliardario Neozelandese abbia acquistato l’isola di Budelli da una società milanese fallita, sussistendo in capo anche alla prima compravendita i divieti di alienazione del patrimonio immobiliare trasferito dallo Stato alle Regioni a Statuto Speciale di cui all’art. 6 comma 3 del D.L. n.669/1996 convertito nella Legge n.30/1997, e dell’art. 2 del D.P.R. n.72/1955 appare evidente che anche la prima alienazione sia inficiata da nullità insanabile, rafforzata dal fatto che il Dirigente del Fisco che ha sottoscritto il primo contratto di compravendita non era un Intendente di Finanza e pertanto non possedeva la “capacità di agire” ossia il titolo giuridico che consentiva la preventiva Sdemanializzazione del bene, senza la quale il bene stesso non poteva venire alienato.

Il Ministero dell’Economia e Finanze tutt’ora rifiuta di restituire ai propri ruoli dirigenziali gli ex Intendenti di Finanza, con la conseguenza di rendere NON VALIDI tutti i concorsi espletati per coprire i posti lasciati liberi dagli stessi (Intendenti di Finanza) estromessi dai loro ruoli, e rendere di conseguenza i vincitori di nuovi concorsi per la Direzione delle Agenzie del Demanio responsabili di “USURPAZIONE DI PUBBLICHE FUNZIONI”.

Maria Rosaria Randaccio

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comunicato-ufficiale-web-teamCagliari, 30 ottobre 2013 ore 14.30.

Tutti coloro che tentano di usurpare senza averne titolo tutta l'attività giuridico fiscale della Dott.ssa Randaccio e dell'Avv. Scifo, al fine di impadronirsi del bagaglio conoscitivo messo a disposizione dai tecnici fino a questo momento, vengono ufficialmente informati della preparazione di diffide a perpetrare il reato penale di millantato credito (Art. 346 Codice Penale).

Tutti coloro che hanno intenzione di continuare a nauseare il team tecnico per farlo desistere dal portare avanti la causa della Zona Franca, non sono altro che mercenari al soldo di chi per 64 anni si è opposto alla nascita della Zona Franca in Sardegna.

Tali individui hanno il solo fine di rompere il fronte unitario del Coordinamento (che sta agendo in modo autofinanziato e per la causa collettiva), pur non avendo alcun ruolo in esso e di conseguenza non potendo in nessun modo parlare ed agire a suo nome.

Si diffida formalmente chinque dal dare indicazioni di tipo giuridico fiscale a nome del Coordinamento Regionale Comitati Cittadini Pro Zona Franca, attraverso i canali di comunicazione ed i presidi itineranti.

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PROPOSTA DI LEGGE REGIONALECagliari, 24 ottobre 2013 ore 12.31. La zona franca non è solo rappresentata da un sogno, da un'idea utopistica di come vogliamo che sia il nostro futuro. La zona franca, o meglio, la sua programmazione, è un qualcosa di freddo, ricco di riferimenti giuridici e calcoli matematici derivanti da una semplice e pura materia tributaria.

Oggi è stata consegnata al Presidente Cappellacci dalla dottoressa Randaccio, da parte di tutto il Movimento Pro Zona Franca, una proposta di legge regionale, sperando che il testo divenga la  base di partenza per la raccolta di suggerimenti di ulteriori agevolazioni fiscali e perché si realizzi in tempi brevi la vera rinascita economica della Sardegna. 

Stamattina è passato inoltre l'emendamento per la modifica dell'art.12 in Prima Commissione Autonomia e, da quanto riferisce il Presidente Artizzu, la votazione è stata favorevole tranne per il Pd che si è astenuto. Ora la parola passa al Consiglio Regionale che si riunirà il prossimo martedì 29 ottobre 2013 e dovrà votare definitivamente l'emendamento che, se avrà votazione unanime, potrà poi essere inserito nella Legge di Stabilità attualmente in discussione alla Camera.

E' necessario perciò mettere fine a qualsiasi polemica all'interno del Coordinamento e degli attivisti affinché il grande lavoro giuridico compiuto dalla Randaccio e da Scifo abbia il suo corso, tenendo sempre presente che si è iniziata una lotta dura e senza esclusione di colpi, una lotta che però deve essere combattuta nel pieno rispetto della legalità e della lealtà verso l'avversario, ricordandoci che il nemico gioisce dove l'unità d'intenti traballa.

Luciana Carta

  

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PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE PER LA ZONA FRANCA

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