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Zona franca al consumo, questo è il tema principale di cui si parlerà giovedì 24 alle ore 19.00 a Santu Lussurgiu.  Da qualche settimana infatti la giunta comunale ha deliberato per attivare in tutto il territorio comunale questa tipologia di zona franca. Si discuterà sui metodi di attuazione di questo strumento di fiscalità di vantaggio che mira a dare una scossa all'intero territorio, e che permetterà ai residenti o ai turisti di beneficiare di numerosi vantaggi, tra i tanti  ad esempio il costo della benzina che potrà essere commercializzata senza iva e accise.

Per spiegare bene tutte le procedure e le normative vigenti che permetteranno la messa in atto della delibera, parteciperanno Maria Rosaria Randaccio e Francesco Scifo, rappresentanti dei Comitati Cittadini pro Zona Franca di tutta la Sardegna.

Le delibere per la zona franca al consumo, seguono le delibere fatte mesi fa dai 350 comuni per richiedere l'attivazione della zona franca doganale in riferimento alla legge 75/98. Ad oggi sono già diversi i comuni che hanno già deliberato anche la zona franca al consumo, tra i quali ad esempio Olbia, Sennariolo, Nurachi, La  Maddalena, e moltissimi altri stanno procedendo in questi ultimi giorni, in attesa che venga definito l'iter per attivare la zona franca integrale in tutta la Sardegna.


Pubblicato in Press

Randaccio-ottobre2013-2Cagliari, 20 ottobre 2013 ore 19.30. "Abbiamo capito perche la Barracciu è contro l’istituzione della Zona Franca in Sardegna. La  Barracciu, candidata della Sinistra alla futura competizione elettorale per la Presidenza della Regione, è contro l’istituzione della zona franca in Sardegna, (nonostante  il suddetto regime giuridico-fiscale previsto all’art.12 del nostro Statuto, approvato con Legge Costituzionale n.3/1948 sia stato formalmente istituito su tutto il territorio della Regione Sardegna, con il D.Lgs.n.75/98, decreto  emanato in ottemperanza alla normativa Comunitaria sulle zone franche disciplinate dai Codici Doganali Comunitari richiamati nello stesso decreto, codici doganali dove si prevede che per Zone franche si intendono vasti territori comprensivi di Citta e Villaggi che godono per motivi storico economici e sociali di benefici fiscali (artt. da 166 a 181 del regolamento CEE 2913/92 (Consiglio) e artt. Dal 799 a 814 del Regolamento n.2454/1993 (Commissione), codice doganale comunitario dove si conferma il diritto della Sardegna ad essere inclusa tra le zone franche dell’Europa e del Mondo anche ai sensi dell’art.92 e 234 del Trattato di Roma e dell’art.174 del Trattato di Lisbona perché probabilmente ha cercato di colmare le proprie lacune giuridico-fiscali, andando a prendere lezioni e consigli dal Prof. Beniamino Moro e da Prof. Benedetto Barranu che in tema zona franca hanno delle idee stravaganti e ancora molto confuse.

Infatti per loro stessa ammissione, durante gli intervalli pubblicitari dell’ultima trasmissione di Videolina intitolata “Dentro la notizia”, trasmissione  a cui ho partecipato in rappresentanza dei movimenti che si battono per l’immediata attivazione dalla zona franca su tutto il territorio della Regione Sardegna, hanno ammesso pubblicamente e con “orgoglio” manifestando anche fisicamente, un profondo "disprezzo culturale" nei confronti della sottoscritta, di non conoscere e di non voler conoscere la Normativa Fiscale contenuta nel DPR n.633/1972, ossia il decreto nel quale lo Stato Italiano ha recepito tutta la Normativa Comunitaria sulle Zone Franche, sui Punti Franchi e sui Depositi Franchi.

Loro, i Professori, attendono ancora una legge che dovrebbe ancora venire varata dal Parlamento Italiano, e alla quale nel caso la si presentasse,  farebbero opposizione i Siciliani e i Calabresi presenti numerosi in Parlamento (sic!). Loro, i Professori, non hanno ancora capito che la suddetta Legge esiste già da molto tempo e che anzi sono due: il DPR n.633/72 (art.7, 21 e 25) e il D.Lgs n. 504/1995 (art.1) sono i decreti  con i quali l’Italia ha recepito la normativa comunitaria sulle zone franche e sui  punti franchi e sui depositi franchi, e dove  viene fornita la definizione giuridica della Zone Franche come: “territori extradoganali” posti fuori dallo Stato Italiano e fuori dalla Comunita Economica Europea ai fini dell’applicazione dell’Imposta sul Valore Aggiunto e delle Accise, nonche la normativa sulla fatturazione delle cessioni non soggette alle suddette imposte in quanto considerate come operazioni non imponibili  o esenti.

Loro, i Professori, non hanno ancora capito che nei  suddetti decreti (Dpr 633/72 e D.Llgs. n.504/95) è stata recepita anche la normativa sancita da:  

1) Trattato di Roma ratificato con la legge 1203/1957, che istituisce la Comunita Economica Europea artt.92,100 e 234;

2) Direttiva del Consiglio del 4 marzo 1969 n. 69/75/CEE che fornisce la definizione giuridica delle zone franche e l’obbligo degli Stati membri di attenersi alle suddette direttive modificando se necessario le proprie, direttiva in ottemperanza alla quale è stato emanato il T.U. Doganale Italiano approvato con DPR n.43/1973;

3) Regolamento (CEE) n. 2504/1988 del Consiglio del 25 luglio 1988;

4) Regolamento 2562/1990 della Commissione del 30 luglio 1990 che stabilisce talune disposizioni di applicazione del Regolamento  (CEE) n. 2504\88, relativo alle zone franche e ai depositi franchi, in particolare l’art.19 dove si prevede che il controllo doganale non deve - normalmente - essere effettuate all’interno  di zone franche o di depositi franchi ma  deve limitarsi alla sola sorveglianza da parte dell’Autorita Doganale.

5) Direttiva 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006 (art.6) che conferma l’esenzione da Dazi Doganali, dell’Iva e delle Accise nelle Zone Franche in quanto ricadenti nel novero dei territori  Extradoganali della Comunita Europea.

Mi dispiace molto per loro, ma ancora  e molto di più di più per la Barracciu, che fidandosi di “Cattivi Maestri” è attualmente  priva di quel bagaglio culturale che le permetterebbe di modificare positivamente  le sorti  economiche della Sardegna  e dei Sardi. Lei che si accinge a governare questa terra assumendosi l’onere di  programmare senza  la necessaria perizia, le nostre sorti economiche in un  futuro molto prossimo, sentenziando se potremo trascorrerlo  in miseria e  povertà  oppure utilizzando la normativa che ci consente di pretenderlo nel benessere.

I suddetti Professori, per loro stessa ammissione, non  sanno neanche che:

a) quando nel 1948, fu prevista l’stituzione dei punti Franchi in Sardegna la materia era disciplinata dalla legge fiscale doganale n.1424/1940, che all’art.1  comma 2° precisava che  i Punti Franchi e le Zone Franche erano giuridicamente qualificati definiti come “Territori Extradoganali”;

b) extradoganalità dei punti franchi e delle zone franche successivamente confermata dall’art.2 del Testo Unico Doganale Italiano approvato con DPR n. 43/1973 (ancora in vigore) emanato in attuazione della Direttiva Comunitaria del Consiglio n.69/75/CEE del 4 marzo 1969 (ancora in vigore) dove si prevede che “qualunque sia l’espressione utilizzata dagli Stati membri, per Zone Franche si debbano intendere vaste zone territoriali, che per motivi storico-economici godono di  particolari  regimi fiscali  di compensazione allo svantaggio,  e dove le merci che si trovano in tali territori sono considerate "fuori dalla Comunita Economica Europea" (ossia extradoganali) agli effetti della applicazione di qualunque  tributo fiscale (Dazi Doganali, Iva ed Accise) e che tutti gli stati membri hanno l’obbligo di attenersi a tali direttive compreso l’obbligo di adattare la propria legislazione in tema di Zone Franche alle direttive ed ai Regolamenti Comunitari."

Maria Rosaria Randaccio

Pubblicato in News Sardegna
randaccio-ottobre2013Cagliari, 15 ottobre 2013 ore 13.40. La dottoressa Maria Rosaria Randaccio, dopo alcuni giorni di silenzio, esprime in questa breve comunicazione tutta la sua perplessità nei confronti di un'azione - quella del voto alla Prima Commissione di giovedì scorso - che è servita solamente a riparare un gravissimo danno e la messa in pericolo dell'autonomia sarda con la proclamazione della nuova Legge n.20 del 2 agosto 2013. A parere della Dott.ssa Randaccio "per rivendicare il nostro diritto ad esistere come Zona Franca dell'Italia, non avevamo e tutt'ora non abbiamo bisogno di apportare modifiche all'art.12 del nostro Statuto, approvato con Legge Costituzionale n.3/1948 ai sensi del quale è stato emanato il Decreto Legislativo Attuativo n.75/98, che, richiamando nel suo contesto i regolamenti CEE n.2913/1992 (Consiglio) e n.2454/1993 (Commissione), non poteva non individuare l'intero territorio della Sardegna come territorio "Extradoganale" in quanto Zona Franca! Infatti sappiamo che anche i punti franchi erano stati individuati come "Territori  Extradoganali" dalla Legge Doganale n.1424/1940, extradoganalità dei punti franchi e delle Zone Franche successivamente confermata non solo dall'art.2 del DPR n.43/1973, ossia il Testo Unico Doganale Italiano ancora in vigore, ma anche dalla normativa comunitaria che siamo tenuti a rispettare in quanto nazione aderente all'Unione Europea.  
Infatti  ci risulta che il suddetto Testo Unico (43/1973) sia stato emanato in ottemperanza alla Direttiva Comunitaria n. 69/75/CEE del Consiglio  del 4 marzo 1969, che imponeva agli stati membri l'obbligo di adeguare la propria disciplina in tema di Zone Franche, alla Normativa Comunitaria, e per semplificare le cose, all'art.1 della suddetta direttiva si premurava di fornire una definizione giuridica dei territori a cui si applica il regime fiscale delle Zone Franche. 
Precisava  la  suddetta Direttiva che: "con qualunque nome definite", per Zone Franche si dovessero intendere vasti territori comprensivi di citta e villaggi dove le merci  prodotte, lavorate e consumate nel suddetto territorio dovessero venire  considerate come  se si trovassero fuori dal territorio   doganale della  Comunita Europea (extradoganali) agli effetti dell'applicazione di ogni tipo  di tributo fiscale".  
La suddetta definizione giuridica delle Zone Franche è stata confermata nel tempo dagli artt.  da 166 a 181 del reg.CEE n. 2913/1992 del Consiglio e dagli artt. da 799 a 814 del Regolamento n.2454/1993 della Commissione, ai sensi dei quali è stato emanato il Dlgs n.75/1998 che ha istituito come Zona Franca Extraterritoriale l'intera Isola della Sardegna.
Che si tratti dell'intero territorio dell'Isola è contemplato dall'art. 174 del Trattato di Lisbona, che non poteva contraddire quanto gia  previsto all'art. 92 e 234 del Trattato di Roma. Per quanto sopra esposto chiediamo ai nostri politici di voler rinunciare a farci fare delle figuracce in Parlamento, dove ci rideranno addosso per la nostra  IGNORANZA, come se non sapessimo che la normativa prevista nei Trattati risulta di rango superiore rispetto a quella di rango costituzionale quali l'art.12 della Legge Costituzionale n.3/48 e del suo regolamento di attuazione  emanato con il Dlgs n.75/98, e quindi e ovviamente (superiore) rispetto alle modifiche che si intende apportare all'art. 12 del nostro Statuto. Per cortesia non fateci perdere ancora del tempo prezioso!!! Non vi bastano i 64 anni di inefficienza?!"
 
Luciana Carta
 
 
 
 
 
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chiavisardegnaCosi come confermato nell'incontro con il Dirigente dott.Peleggi delle Dogane del 3 ottobre u.s., il diritto della Sardegna ad operare in regime di zona franca è totale, completo e assoluto, compreso il regime di zona franca al consumo con conseguente incameramento dei diritti speciali che andranno finalmente ad impinguare le oramai casse vuote dei Comuni Sardi.

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Roma, 3 ottobre 2013 ore 14.30. tax-free-sardinia

Si è da poco concluso il tavolo tecnico al MEF di Roma e le notizie giunte tramite la dottoressa Randaccio e l'avvocato Scifo, che hanno fortemente voluto l'incontro decisivo con i massimi dirigenti dell'Agenzia delle Dogane, per le quali oggi erano presenti il dott. Peleggi, Direttore Generale dell'Agenzia delle Dogane, e dott. Demuro, Direttore delle Dogane di Cagliari, sono molto buone.

Secondo quando annunciato poco fa dalla dottoressa Randaccio, tali dirigenti sono stati incalzati dai partecipanti, palesando un notevole imbarazzo per la responsabilità della stessa agenzia nei confronti della Sardegna per la mancata comunicazione alla UE della zona franca sul territorio sardo.

Di contro, le Dogane si difendono esprimendo la loro estraneità all'accusa dal momento che questa comunicazione avrebbe dovuto essere resa nota a suo tempo direttamente dalla Regione Sardegna.

La dottoressa Randaccio, accompagnata come sempre dall'avvocato Scifo e da Andrea Impera, spiega come secondo i dirigenti delle Dogane la competenza adesso passi nelle mani del MEF, nonostante lei ritenga che a questo punto basterebbe (e semplificherebbe notevolmente la questione) che la Prima Commissione della Regione Sardegna votasse per l'emendamento che modifica dell'art.12 dello Statuto per poter partire effettivamente con la zona franca al consumo. In relazione all'attivazione della Free Zone di Cagliari invece, gli alti dirigenti doganali si pronunciano in maniera insindacabile in quanto "diritto acquisito già da 15 anni" e quindi applicabile immediatamente, cioé da domani stesso.

Nonostante il Ministero dell'Economia e Finanze traballi e si dimostri sempre più spaesato di fronte alle "insistenti" richieste del popolo sardo e del Governatore Cappellacci, l'umore è da tenere alto.

Infatti il presidente Cappellacci sta portando avanti con grande determinazione quello che è il suo compito primario, cioé di "portare" la zona franca a beneficio del popolo inviandone celermente il piano operativo al Governo ed essere così il primo presidente ed il primo politico ad asservi riuscito. Se questo grande risultato avverrà in tempi brevissimi e per tutta l'isola di Sardegna, Cappellacci potrà sbaragliare i detrattori della ZFI e quelli che lo vogliono in piena campagna elettorale.

Altrimenti sarà per lui, come per il popolo che lo ha votato e che attende le sue azioni, un'altra occasione persa.

Infatti, ormai tutti gli esperti "competenti in materia" dicono che non esiste motivazione per la quale non debba essere riconosciuto un diritto come quello che spetta alla Sardegna di avere la zona franca integrale, tanto che da subito sarà possibile per gli imprenditori inviare all'Agenzia delle Dogane la comunicazione di attivazione del regime fiscale di zona franca (esenzione Iva) per la propria azienda. Allo stesso tempo i sindaci dei comuni che hanno già deliberato potranno deliberare anche a favore della zona franca al consumo nel proprio territorio di competenza richiamandosi ai "diritti speciali" come fatto recentemente dal Comune di Olbia, che partirà con l'applicazione dei benefici per la popolazione già dal 1 gennaio 2014.

Nonostante le ottime notizie però è necessario ancora lavorare tanto, sia sulla stessa Regione Sardegna, sia informando la popolazione di ciò a cui si va incontro nei prossimi giorni. Il MEF si è reso disponibile a dare sostegno per il disbrigo delle pratiche. La zona franca adesso è solo una questione amministrativa. E' necessario tenere l'attenzione sempre alta, perché fino ad oggi i Comitati hanno dimostrato come da una piccola rivoluzione si possa fare una grande rivoluzione e che l'arma migliore nelle mani degli uomini non sia la forca, ma la conoscenza.

 

(Luciana Carta)

 

 

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camperCagliari, 26 settembre 2013 ore 19.30. Il Presidio permanente sotto la sede del Consiglio Regionale in Via Roma a Cagliari - iniziato nella giornata di ieri - è stato regolarmente autorizzato dai Vigili del Fuoco e anche dalla Questura. Da quanto appena appreso dalla dottoressa Randaccio, il Presidente Cappellacci si è interessato in prima persona per il rilascio dei permessi per il "Camper Zona Franca" che potrà sostare dalle ore 09.00 alle ore 24.00 tutti i giorni, ad oltranza, per un numero massimo di 30 persone in pianta stabile.

Si richiede la massima solidarietà, sia con una gradita presenza, per permettere dei turni di almeno mezza giornata, sia con quanto si riesce a far avere alle persone che stanno sacrificando il loro tempo per tutti noi. E' quindi indispensabile portare loro cibo e acqua. Ricordiamo che il Presidio permanente ha lo scopo di sollecitare il Consiglio Regionale, tutti i partiti e tutti i politici sardi ad agire immediatamente per l'attuazione del Decreto Legislativo n.75/98 e per la correzione dell'art.12 dello Statuto della Regione Autonoma della Sardegna del 1948, come da emendamento presentato dall'avvocato Scifo nella Prima Commissione Autonomia il 17 settembre scorso. 

Facciamo appello affinché tutti i Sardi che amano la loro terra si uniscano agli attivisti in questa battaglia. Qui o si fa la zona franca o si muore!

(Luciana Carta) 

Foto di Pietro Loi

 

 

 

 

 

 

 

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L'europa dice sìContrariamente alle pessimistiche aspettative preannunciate dai nostri attuali Eurodeputati Barracciu e Uggias,  il Vicepresidente dell’Unione Europea On.le Tajani, che abbiamo incontrato a Roma il giorno 20 settembre 2013 assieme al Presidente della Regione Cappellacci, non solo  ha confermato l’attualità del nostro diritto ad attivare su tutto il territorio della Sardegna il regime fiscale di Zona Franca Integrale - con la benedizione dell’Unione Europea -  ma ha sottolineato  più volte,  che se c’è una responsabilità, in merito alla mancata attivazione del suddetto diritto, la dobbiamo addebitare soltanto al Ministero dell’Economia e Finanze Dipartimento delle Dogane.

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"Devono nominare avvocati esterni perche i Dirigenti del Fisco, gli unici abilitati a sottoscrivere gli accertamenti e a difendere in giudizio l'amministrazione finanziaria davanti alle Commissioni Tributarie e davanti alla Magistratura Ordinaria Civile e Penale sono stati decapitati dal 1992. ERGO sono Nulli tutti gli accertamenti notificati dell'Agenzia delle Entrate e da Equitalia dal 1992 ad oggi! Lo vogliamo capire, che questo documento lo sta confermando?!"

(Maria Rosaria Randaccio)

equitalia

 

 

 

 

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ITTIRIIttiri, 11 settembre 2013. La notizia viene data in prima persona e con grande soddisfazione dal Presidente del "Comitato cittadino Ittiri Zona Franca" Giò Fadda. 

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La Dott.ssa Randaccio e l'Avv. Scifo non stanno al gioco della politica. Ed escono dall'incontro con il Presidente della Regione con fatti alla mano. 

Cagliari, 11 settembre 2013 ore 14.20.

"Insieme alla dott.ssa Randaccio ed Andrea Impera siamo usciti adesso da un incontro con il Presidente Cappellacci a Villa Devoto. Il Presidente ha confermato ed assicurato: 

1) che viene attivata subito la zona franca di Cagliari, l'unica che ha già il DPCM, in modo da comunicare prima del 1 novembre la sua operatività alla Commissione Europea; 

2) che entro il 31 dicembre 2013, in via provvisoria, nelle more dell'attivazione del regime di zona franca a tutta l'isola verranno ridotte le accise sui carburanti alla pompa per tutti i residenti in Sardegna quale provvedimento immediato di sollievo alle famiglie ed alle imprese; 

3) dopo il 20 settembre in data da fissare verranno incontrati i rappresentanti dei movimenti zona franca, non più di 60 persone, per presentare, tra l'altro, la proposta di delibera regionale alla Presidenza del Consiglio dei ministri per il nuovo DPCM; 

4) nella proposta n.22 verranno proposti degli emendamenti a tutte le parti politiche proponenti dove si dovrà inserire esattamente questa dizione in perfetta armonia con quanto già previsto in altro statuto speciale italiano: "Il territorio della Sardegna è posto fuori della linea doganale e costituisce zona franca. Le modalità d'attuazione della zona franca saranno concordate con la Regione e stabilite con legge dello Stato"."

(Francesco Scifo)

 

 

 

 

 

 

 

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