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22.10.2013cappellacciRoma, 22 ottobre 2013 ore 12.00. L'Avvocato Francesco Scifo era presente stamattina a Roma per l'incontro tra il Presidente Cappellacci e il Vice Premier Angelino Alfano convocato dal presidente sardo dopo le malefatte di ieri, quando si è visto recapitare via fax il testo definitivo del Disegno di Legge di Stabilità senza l'art.15/bis (contenente la modifica dell'art.10 dello Statuto Sardo), concordato in varie sedute in quasi un anno di strenui tavoli tecnici e dibattiti. Secondo quanto affermato nel suo profilo Facebook dall'on.Francesco Sanna, il Predidente della RAS non avrebbe mai (dalle informazioni in suo possesso) provveduto a chiedere tale modifica creando false illusioni nella gente. In particolare Sanna scrive: "[...] Poi ho chiesto ad alcuni ministri se fosse stato discussa una modifica allo Statuto della Sardegna, e tutti mi hanno escluso la cosa. [....]" Ricordo all'on. Sanna che varie persone, tra le quali la sottoscritta, hanno partecipato al tavolo tecnico al MEF lo scorso 24 giugno e tutti quanti abbiamo sentito le assicurazioni del Vice Ministro Casero relative alla modifica dell'art.10, il quale arrivava persino a dire di essere ormai giunto alla conclusione positiva della trattativa con la Regione Sardegna. In tutto questo tempo abbiamo capito che i principali nemici della Sardegna, del Popolo Sardo e della sua unica salvezza, la Zona Franca Integrale, non stanno fuori dalla Sardegna, ma strisciano quasi indisturbati tra le strade di desolazione della nostra terra, non accorgendosi di quanta povertà, di quanta disperazione e urgenza di soluzioni ci siano in quelle strade, dove le imprese ed i negozi hanno abbassato le serrande e dove forse la gente non crede più ad una rinascita.

In occasione della convocazione a brevissimo del Consiglio Regionale per l'approvazione definitiva dell'emendamento per la modifica dell'art.12 dello Statuto (ricordando che giovedì 24 ottobre alle ore 10.30 passerà nuovamente in Prima Commissione Autonomia per giungere poi al Consiglio), il Coordinamento Regionale dei Comitati Cittadini Pro Zona Franca esorta i signori onorevoli - e in particolare l'on.Francesco Sanna - visto le sue dichiarazioni di disponibilità ad impegnarsi per la modifica dello Statuto - a voler sostenere con tutte le proprie forze, e all'unanimità, tale emendamento facendo riconquistare così al Popolo la consapevolezza che chi è chiamato a sedere sulle poltrone del Potere non è lì per guardare quella terrificante desolazione delle strade sarde girandosi dall'altra parte per non vedere, ma per osservarla, studiarla, mettersi la mano sulla coscienza e fare di tutto per cambiarla.

Luciana Carta

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scifo2013Cagliari, 16 ottobre 2013 ore 18.00. "Come sapete il 3 ottobre ultimo scorso a Roma, insieme al Presidente Cappellacci, i suoi funzionari, la dott.ssa Randaccio, Andrea Impera ed io, abbiamo incontrato i vertici delle Dogane e abbiamo discusso dell'attuazione della zona franca in Sardegna e consegnato per conoscenza la delibera della Giunta del 26 settembre che potete vedere su questa pagina: si tratta della proposta di estensione a tutta l'isola del nuovo regime doganale e fiscale. Si tratta della proposta di D.P.C.M. prevista dalla legge regionale n.20 del 2013. Ma in quell'occasione abbiamo anche concordato con le dogane la partenza di Cagliari perchè è l'unica realtà dove il DPCM già esiste subito: mancava solo la consegna alle dogane del piano operativo. Oggi ho ricevuto dal Presidente la conferma che lui ha mantenuto la sua promessa ed il piano operativo di Cagliari è stato consegnato dalla Società zona franca di Cagliari alle dogane il 11 ottobre 2013 prot. 10463/RU. 
Ora, l'obiettivo dei movimenti deve essere subito la massima attenzione verso le dogane perchè rispettino gli accordi presi e comunichino subito alla UE la zona franca di Cagliari esistente. A Roma ci è stata promessa dalle dogane la massima celerità possibile con le precise parole del Direttore Generale dott. Peleggi.Per sicurezza ove ci fossero dei dubbi ricordiamo che il regolamento CE 2504/88 e i successivi testi unici attuativi reg. 2913/92 e 2454/93 lo prevedono come obbligo. E prevede la comunicazione delle zone esistenti anche il nuovo codice doganale approvato il 9 ottobre. Cari amici chiediamo subito il rispetto delle promesse e della legalità!"

Francesco Scifo

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Roma, 3 ottobre 2013 ore 14.30. tax-free-sardinia

Si è da poco concluso il tavolo tecnico al MEF di Roma e le notizie giunte tramite la dottoressa Randaccio e l'avvocato Scifo, che hanno fortemente voluto l'incontro decisivo con i massimi dirigenti dell'Agenzia delle Dogane, per le quali oggi erano presenti il dott. Peleggi, Direttore Generale dell'Agenzia delle Dogane, e dott. Demuro, Direttore delle Dogane di Cagliari, sono molto buone.

Secondo quando annunciato poco fa dalla dottoressa Randaccio, tali dirigenti sono stati incalzati dai partecipanti, palesando un notevole imbarazzo per la responsabilità della stessa agenzia nei confronti della Sardegna per la mancata comunicazione alla UE della zona franca sul territorio sardo.

Di contro, le Dogane si difendono esprimendo la loro estraneità all'accusa dal momento che questa comunicazione avrebbe dovuto essere resa nota a suo tempo direttamente dalla Regione Sardegna.

La dottoressa Randaccio, accompagnata come sempre dall'avvocato Scifo e da Andrea Impera, spiega come secondo i dirigenti delle Dogane la competenza adesso passi nelle mani del MEF, nonostante lei ritenga che a questo punto basterebbe (e semplificherebbe notevolmente la questione) che la Prima Commissione della Regione Sardegna votasse per l'emendamento che modifica dell'art.12 dello Statuto per poter partire effettivamente con la zona franca al consumo. In relazione all'attivazione della Free Zone di Cagliari invece, gli alti dirigenti doganali si pronunciano in maniera insindacabile in quanto "diritto acquisito già da 15 anni" e quindi applicabile immediatamente, cioé da domani stesso.

Nonostante il Ministero dell'Economia e Finanze traballi e si dimostri sempre più spaesato di fronte alle "insistenti" richieste del popolo sardo e del Governatore Cappellacci, l'umore è da tenere alto.

Infatti il presidente Cappellacci sta portando avanti con grande determinazione quello che è il suo compito primario, cioé di "portare" la zona franca a beneficio del popolo inviandone celermente il piano operativo al Governo ed essere così il primo presidente ed il primo politico ad asservi riuscito. Se questo grande risultato avverrà in tempi brevissimi e per tutta l'isola di Sardegna, Cappellacci potrà sbaragliare i detrattori della ZFI e quelli che lo vogliono in piena campagna elettorale.

Altrimenti sarà per lui, come per il popolo che lo ha votato e che attende le sue azioni, un'altra occasione persa.

Infatti, ormai tutti gli esperti "competenti in materia" dicono che non esiste motivazione per la quale non debba essere riconosciuto un diritto come quello che spetta alla Sardegna di avere la zona franca integrale, tanto che da subito sarà possibile per gli imprenditori inviare all'Agenzia delle Dogane la comunicazione di attivazione del regime fiscale di zona franca (esenzione Iva) per la propria azienda. Allo stesso tempo i sindaci dei comuni che hanno già deliberato potranno deliberare anche a favore della zona franca al consumo nel proprio territorio di competenza richiamandosi ai "diritti speciali" come fatto recentemente dal Comune di Olbia, che partirà con l'applicazione dei benefici per la popolazione già dal 1 gennaio 2014.

Nonostante le ottime notizie però è necessario ancora lavorare tanto, sia sulla stessa Regione Sardegna, sia informando la popolazione di ciò a cui si va incontro nei prossimi giorni. Il MEF si è reso disponibile a dare sostegno per il disbrigo delle pratiche. La zona franca adesso è solo una questione amministrativa. E' necessario tenere l'attenzione sempre alta, perché fino ad oggi i Comitati hanno dimostrato come da una piccola rivoluzione si possa fare una grande rivoluzione e che l'arma migliore nelle mani degli uomini non sia la forca, ma la conoscenza.

 

(Luciana Carta)

 

 

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camperCagliari, 26 settembre 2013 ore 19.30. Il Presidio permanente sotto la sede del Consiglio Regionale in Via Roma a Cagliari - iniziato nella giornata di ieri - è stato regolarmente autorizzato dai Vigili del Fuoco e anche dalla Questura. Da quanto appena appreso dalla dottoressa Randaccio, il Presidente Cappellacci si è interessato in prima persona per il rilascio dei permessi per il "Camper Zona Franca" che potrà sostare dalle ore 09.00 alle ore 24.00 tutti i giorni, ad oltranza, per un numero massimo di 30 persone in pianta stabile.

Si richiede la massima solidarietà, sia con una gradita presenza, per permettere dei turni di almeno mezza giornata, sia con quanto si riesce a far avere alle persone che stanno sacrificando il loro tempo per tutti noi. E' quindi indispensabile portare loro cibo e acqua. Ricordiamo che il Presidio permanente ha lo scopo di sollecitare il Consiglio Regionale, tutti i partiti e tutti i politici sardi ad agire immediatamente per l'attuazione del Decreto Legislativo n.75/98 e per la correzione dell'art.12 dello Statuto della Regione Autonoma della Sardegna del 1948, come da emendamento presentato dall'avvocato Scifo nella Prima Commissione Autonomia il 17 settembre scorso. 

Facciamo appello affinché tutti i Sardi che amano la loro terra si uniscano agli attivisti in questa battaglia. Qui o si fa la zona franca o si muore!

(Luciana Carta) 

Foto di Pietro Loi

 

 

 

 

 

 

 

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doganeCagliari, 15 settembre 2013. L'avvocato Scifo - in questo breve commento - spiega le motivazioni per le quali tutta la politica sarda deve unirsi e guardare verso l'unico obiettivo della zona franca extradoganale. 

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reetax

La Dott.ssa Randaccio e l'Avv. Scifo non stanno al gioco della politica. Ed escono dall'incontro con il Presidente della Regione con fatti alla mano. 

Cagliari, 11 settembre 2013 ore 14.20.

"Insieme alla dott.ssa Randaccio ed Andrea Impera siamo usciti adesso da un incontro con il Presidente Cappellacci a Villa Devoto. Il Presidente ha confermato ed assicurato: 

1) che viene attivata subito la zona franca di Cagliari, l'unica che ha già il DPCM, in modo da comunicare prima del 1 novembre la sua operatività alla Commissione Europea; 

2) che entro il 31 dicembre 2013, in via provvisoria, nelle more dell'attivazione del regime di zona franca a tutta l'isola verranno ridotte le accise sui carburanti alla pompa per tutti i residenti in Sardegna quale provvedimento immediato di sollievo alle famiglie ed alle imprese; 

3) dopo il 20 settembre in data da fissare verranno incontrati i rappresentanti dei movimenti zona franca, non più di 60 persone, per presentare, tra l'altro, la proposta di delibera regionale alla Presidenza del Consiglio dei ministri per il nuovo DPCM; 

4) nella proposta n.22 verranno proposti degli emendamenti a tutte le parti politiche proponenti dove si dovrà inserire esattamente questa dizione in perfetta armonia con quanto già previsto in altro statuto speciale italiano: "Il territorio della Sardegna è posto fuori della linea doganale e costituisce zona franca. Le modalità d'attuazione della zona franca saranno concordate con la Regione e stabilite con legge dello Stato"."

(Francesco Scifo)

 

 

 

 

 

 

 

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Domenica, 04 Agosto 2013 19:28

Scifo: Da oggi nessuna replica. Solo fatti!

scifo-dal-palco"Il fatto che una legge o un provvedimento attribuisca un diritto non vuol dire che si riesca ad esercitarlo. La storia insegna che per ottenere giustizia, cioè l'applicazione della legge, bisogna spesso lottare, resistere, insistere. Questo è ciò che tutti noi stiamo facendo con la zona franca: abbiamo il diritto, come vi abbiamo sempre affermato, ma la legge rimane inapplicata perchè non abbiamo ancora la forza politica di farla applicare anche dai magistrati. Questi ultimi sono uomini come tutti gli altri, soggetti alle forze che governano la società come tutti gli altri. Perciò tutti quelli che contestano e dicono che diciamo sciocchezze sono smentiti, non da noi, ma dal semplice senso letterale delle parole delle leggi che ben conoscete e potete verificare: art.12 Statuto Sardo,art. 2 legge regionale Sardegna n.22 del 1953, art. 1 dlgs 75/98, art.1 legge regionale Sardegna n.10 del 2008 lett. d); tre delibere della giunta regionale sulla zona franca in quattro mesi. C'è poco da aggiungere o da nascondere, se lo stesso Consiglio Regionale della Sardegna solo perchè noi di fatto lo abbiamo messo in mora ha votato una norma all'unanimità, pochi giorni or sono, dove crea un organo di gestione della zona franca per tutta la Sardegna: questo vuol dire che tutto quello che si è detto è confermato dai fatti. Se la questione zona franca è diventata argomento centrale della questione sarda è stato grazie a noi: questi sono fatti. Le altre contestazioni sono solo parole di gente sfaccendata ed invidiosa che non fa parte dei movimenti o che vuole solo distruggere il nostro lavoro e non gli replicheremo più, perchè non abbiamo tempo da perdere ma dobbiamo impiegare il breve tempo che ci divide dal 1 novembre a lottare in tutte le sedi per attuare le leggi di cui sopra. A questo servono i nostri viaggi a Roma a questo dedicheremo le nostre energie. Nessuno regala niente e noi lo guadagneremo con il sudore e la fatica come sempre." (Francesco Scifo)

 

 

 

 

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Mercoledì, 24 Luglio 2013 23:52

La Zona Franca è una questione politica!

zona franca o morte

 

L'avvocato Scifo in una breve sintesi ripercorre le principali tappe a cui si è giunti fino ad ora e rimarca il concetto che la Zona Franca è ormai solo una questione politica e non giuridica. 

Queste le sue parole: "Amici di Orgosolo, mi è stato chiesto d’inviare un breve saluto, nella mia qualità di consulente legale del Movimento Liberi Artigiani e Commercianti Sardegna, dell’Associazione Giuristi Indipendenti, dell’Associazione Unione Sardegna Zona Franca, delle singole persone e degli Enti pubblici che compongono il composito universo dei vari movimenti e comitati, nati spontaneamente a favore della zona franca. Circa undici mesi fa venivo incaricato dalla dott.ssa Maria Rosaria Randaccio e dai sopraindicati movimenti, non aderenti a nessun orientamento politico specifico, di studiare ogni strumento giuridico necessario per l’attuazione del d.lgs. 75/98, che ha istituito le zone franche in Sardegna. Veniva deciso di percorrere due binari: uno politico, volto a tentare di coinvolgere tutti gli schieramenti parlamentari, per ottenere l’applicazione della suddetta legge; e uno giuridico, con il ricorso collettivo all’Autorità Giudiziaria amministrativa e, ove necessario, anche penale per i risvolti omissivi. 

E’ passata molta acqua sotto i ponti, l’idea della zona franca è ormai diffusa, come un seme caduto ovunque, porterà i giusti frutti. La zona franca è uno strumento di politica economica innovativo che può rilanciare il ruolo della Regione nel governo dell’economia e creare lo shock ed i presupposti necessari per uno sviluppo autopropulsivo: insistere sulla ipotetica perdita di presunti trasferimenti statali del IVA o di altre imposte e tasse, non darà alcuna soluzione idonea alla sopravvivenza di un’economia in coma, né salverà una società civile allo stremo.
Invece lo stesso rapporto pubblico della Banca Mondiale del 2008 intitolato: “Cosa abbiamo imparato dalle zone franche?” conferma le potenzialità di sviluppo di questo strumento, se modernamente inteso. 
Le leggi regionali Sardegna n.22/53 art. 2 e 10/2008 art.1 lett. d) danno alla Giunta regionale ed al suo Presidente la possibilità di attuare subito lo strumento di politica economica in questione, senza dover aspettare alcun D.P.C.M. statale: dato che dal 2001 le competenze tra Stato e regione hanno subito un radicale mutamento, con la riforma del titolo V della Costituzione e la modifica degli artt. 117 e 119, l’intervento per DPCM non è più necessario. La legge del 1998 prevedeva il DPCM prima della modifica della Carta in senso federale, infatti, a conferma di tale tesi, è poi sopravvenuta anche la legge regionale 10/2008 succitata che affida alla Giunta le competenze in materia di delimitazione delle zone franche. In realtà, tutte le competenze amministrative sono ormai pacificamente della Regione: delimitare le zone franche, già istituite con la legge dello Stato dlgs n.75/98, è un atto puramente amministrativo ed esecutivo. 
Se l’istituto doganale zona franca è stato già creato dalla legge statale, ciò di cui si discute è solo l’estensione geografica delle zone franche istituite nel 1998, essa ben può e deve essere regolata da un provvedimento amministrativo regionale: tale fatto è stato ben compreso dalla Giunta che ha adottato ben tre delibere il 7 e il 12 febbraio 2013 ed il 24 giugno 2013. Lo stesso Consiglio regionale lo sapeva il 31.10.2012 quando adottava la risoluzione della commissione autonomia e lo sa ora, nel luglio 2013, perché, obtorto collo, ha approvato ultimamente un ordine del giorno, pur generico, che impegna il Presidente in materia. 
Invece, lo Stato italiano, avendo già istituito nel 1998 le zone franche in Sardegna, con il suddetto decreto legislativo n.75, ha ora, quale stato membro dell’Unione Europea, solo l’obbligo giuridico di notificare alla Commissione tale fatto: come movimenti lo abbiamo già diffidato per iscritto.
Quindi, le Autorità doganali dello Stato Italiano devono, senza ritardo, notificare alla Commissione Europea l’avvenuta istituzione delle zone franche in Sardegna già dal 1998 ad opera dello stesso Stato italiano; ed altresì, comunicare la nuova delimitazione geografica operata dalla Regione Sardegna, nel quadro della sua autonomia statutaria, al fine della pubblicazione di tali informazioni nella Gazzetta Ufficiale Europea serie C. 
La zona franca della Sardegna dovrà necessariamente godere di controlli di tipo II analoghi a quelli previsti per la zona franca di Gioia Tauro istituita con legge regionale della Regione Calabria 26.02.2002 n.10 e comparire a fianco della stessa nel relativo elenco dell’Unione, risalendo l’istituzione giuridica delle zone franche al 1998: quindi, anteriore al nuovo codice doganale reg. n. 450/2008.
Infine, l’art.2 del D.P.R. 18 febbraio 1971, n. 18, poi rifluito nel testo unico doganale adottato con successivo D.P.R. 23/1/1973, n.43, al comma 5 recita: “… Sono assimilati ai territori extra-doganali i depositi franchi ed i punti franchi di cui agli articoli 5 e 6 del presente decreto nonché le zone franche istituite con leggi speciali, nei limiti indicati nelle leggi medesime” Il testo unico doganale, d.p.r. n. 43/73, assimila proprio i punti franchi ai territori extradoganali, perciò la comunicazione di attivazione delle zone franche dovrà essere inviata anche al Consiglio UE ai fini della modifica dell’art. 3 del nuovo regolamento doganale dell’Unione, essendo, per la legge italiana, a differenza di quella comunitaria, assimilate le zone franche ai territori extradoganali: questo permetterà nelle zone franche istituite l’applicazione della legge 762/1973 sui diritti speciali valida per tutte le zone franche. Tale legge riguarda la zona franca al consumo ed i diritti speciali da questa previsti, sono esatti su base comunale, perchè assimilati all’imposta locale sulle affissioni, a copertura dei minori trasferimenti statali. La legge 762/73 prevede la possibilità per i residenti e i turisti di avere le merci in franchigia con aumento delle potenzialità di spesa individuali. 
Tutto ciò non si realizza perché le attuali forze politiche ed economiche non hanno interesse ad attuare le leggi: è un fatto politico e non giuridico. 
Auspico che questo incontro favorisca l’elaborazione comune di soluzioni nuove che non siano mera riproposizione di una vieta richiesta di fondi pubblici, tasse, finanziamenti vari, ormai preclusa nei fatti dal principio della parità di bilancio recentemente inserito nella Costituzione.
Cordiali Saluti. Avv. Francesco Scifo"

 

 

 

 

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E' una dottoressa Randaccio cupa e delusa quella che commenta così l'esperienza appena conclusasi del primo tavolo tecnico col Governo: "Ho scoperto che questa mattina mi sono alzata prima dell'alba per poter prendere il primo volo per Roma ed essere così presente ad un tavolo organizzato dalla Regione Sardegna che chiede la modifica dell'art.10 del proprio Statuto. Ero convinta che si sarebbe parlato prioritariamente della Zona Franca, perché con l'attuazione della zona franca, a mio parere, non sarebbe stato necessario modificare il suddetto articolo 10 della Legge Costituzionale n.3/1948.

Invece il Vicemininistro alle Finanze Casero ci ha solo promesso che entro dieci giorni organizzerà un nuovo tavolo tecnico per la zona franca. Assieme al Viceministro erano presenti una decina di persone, presumo che alcuni fossero Dirigenti del Ministero dell'Economia e Finanze o del Tesoro ed altri esperti che non ho potuto identificare. Mi ha colpito soprattutto cò che uno di questi ha ripetuto almeno tre volte, e che traduco dal suo linguaggio alquanto criptato: "Lo stato Italiano non può concedervi la zona franca perche non ha i soldi che occorrerebbero per farla decollare, e non vuole rinunciare ai soldi che attualmente incassa dalle tasse che voi state pagando su tutto, anche se sappiamo che non le dovreste pagare"

Allora mi chiedo e ci chiediamo, perché lo Stato Italiano pretende i soldi dai derubati anziché chiederli ai LADRI? Se lo Stato non vuole rispettare la legge, perche pretende che noi la rispettiamo? Se lo Stato Italiano non ci vuole più perche non può compensare il nostro svantaggio geografico, che lo dica chiaramente, e subito! Noi comunque, qualunque cosa dicano, saremo zona franca al consumo con nuova delibera da parte di tutti i Sindaci ed innalzeremo al cielo la nostra Bandiera Bianca, quella della Zona Franca anche senza il consenso dell'Italia, consenso che a termini di legge NON CI SERVE!"

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Martedì, 09 Aprile 2013 16:06

Il Movimento Zona Franca

 

Il MOVIMENTO SARDEGNA ZONA FRANCA è la forza politica che raccoglie tutti i sardi che lottano democraticamente per l’attuazione del regime doganale e fiscale della zona franca integrale della Sardegna necessario per compensare il divario economico e sociale esistente tra la Regione Autonoma della Sardegna e le altre regioni d’Italia ed europee. Qui sotto in allegato il suo Statuto originario.

Il MOVIMENTO SARDEGNA ZONA FRANCA è un movimento identitario autonomista, che si propone ai sardi con un progetto politico che intende portare la Regione Sardegna al livello di tutte le altre regioni Europee e lottare per l’applicazione di tutte le norme dello Statuto sardo rimaste inattuate, prime tra tutte gli articoli 12 sul regime doganale speciale di zona franca extradoganale, l’art.13 e l’art. 52 che prevede che: “La Regione è rappresentata nella elaborazione dei progetti dei trattati di commercio che il Governo intenda stipulare con Stati esteri in quanto riguardino scambi di specifico interesse della Sardegna.

La collocazione della Sardegna oltre la linea doganale, come previsto dall’originario art. 12 della Legge Costituzionale n.3 del 1948, cosìddetto “Statuto della Sardegna”, in attuazione della Legge Doganale del 25.09.1940 n.1424 e dei successivi atti normativi, è strumento di politica economica necessario a compensare il divario concorrenziale ed economico determinato dall’insularità che ha causato gravi distorsioni della concorrenza sul piano nazionale e comunitario, con maggiori ed insostenibili costi della produzione, dei trasporti, della commercializzazione dei prodotti sardi.
Il diritto della Nazione Sarda all’Autonomia Speciale ed ad un regime fiscale e doganale speciale è sancito dalla qualifica storica di Regno attribuita alla Sardegna fino al 1847, oltre che dallo Statuto della Regione Autonoma della Sardegna e, specificamente, dai trattati internazionali anteriori al trattato di Roma del 1957 ed, in particolare, fin dal trattato di Londra del 1718 che trasformava il semplice ducato di Savoia in Regno di Sardegna.

Il Movimento intende adoperarsi per sanare il vulnus allo statuto sardo, determinato dalla mancata consultazione preventiva della Regione Autonoma nella stipula dei trattati dell’Unione Europea da parte dello Stato Italiano, con conseguente inopponibilità giuridica degli stessi alla Regione Autonoma e ottenere la necessaria consultazione preventiva per qualsiasi futuro trattato internazionale stipulando dall’Italia che riguardi la Sardegna, come espressamente previsto dalla Legge Costituzionale del 26 febbraio 1948 n.3 Statuto speciale per la Sardegna, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 9 marzo 1948, n. 58. Il Movimento si propone l’utilizzo di qualsiasi mezzo e strumento giuridico per la realizzazione e l’applicazione effettiva dello Statuto vigente e la nascita di una Regione economicamente competitiva con le altre realtà internazionali e nazionali, con la creazione di una nuova realtà regionale, resa attrattiva attraverso l’uso dello strumento di politica economica della zona franca integrale e con il superamento del trattamento, di fatto di tipo coloniale, subito ad opera dello Stato italiano fino ad oggi; quanto sopra, al fine di frenare, creando un tessuto imprenditoriale coeso, lo spopolamento progressivo della Regione in atto.

 

 

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