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Il Presidente del CAL, dott. Gianfranco Ganau, informa che il consiglio si riunirà il giorno venerdì 18 ottobre2013 ed avrà come ordine del giorno il parere sull'emendamento di modifica dell'art.12 dello Statuto Sardo approvato giovedì scorso dalla Prima Commissione Autonomie della Regione Sardegna. L'orario è ancora da definirsi.

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Domenica, 13 Ottobre 2013 11:34

Anche Santu Lussurgiu è free zone.

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Santu Lussurgiu 11 ottobre 2013. Il comune di Santu Lussurgiu fa parte della schiera, che sta diventando sempre più nutrita, dei comuni che hanno deliberato per usufruire nel proprio territorio anche del diritto alla Zona Franca al consumo come previsto dalla Legge n.762 del 1973. Un plauso a tutta l'Amministrazione che ha creduto sin dall'inizio in questa straordinaria opportunità di rilancio che tutti i Comitati e i Movimenti stanno manifestando in tutta la Sardegna, questo a dimostrazione che chi amministra, sia esso di destra o di sinistra, quando sa valutare un argomento favorevole al popolo non guarda la provenienza del suggerimento, ma ne guarda il valore e l'efficacia. Il Comitato promotore di Santu Lussurgiu soddisfatto per l'operato della propria  Amministrazione Comunale attende ora che anche gli altri comuni seguano l'esempio e che a stretto giro si possano festeggiare tutti i 377 comuni della Sardegna.

Dal prossimo lunedi 14 ottobre si potrà scaricare la delibera dal link del comune o dalla pagina facebook Comitato Promotore Zona Franca Santu Lussurgiu.

 

 

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Domenica, 13 Ottobre 2013 11:08

Olbia Free Zone: un esempio da seguire.

OLBIA-dutyfreeDomenica 13 ottobre 2013 ore 10.00. Dopo gli ultimi eventi, in particolare l'approvazione dell'emendamento sulla modifica dell'art.12 dello Statuto da parte della Prima Commissione Autonomie, che - come molti temono - avrà probabilmente un iter non facile in sede di approvazione delle Camere e firma del Premier Letta - molti di noi si chiedono quale sia la strada più breve per arrivare ad avere i benefici della zona franca. C'è molta stanchezza fra gli attivisti. La meta è ad un passo ma in un modo o nell'altro sembra che a momenti si allontani. Allora cosa fare? Ricordate le parole della dottoressa Randaccio sul principio di sussidiarietà? In base all'articolo 118 della Costituzione Italiana, infatti, la ripartizione gerarchica delle competenze viene spostata verso gli enti più vicini al cittadino e, quindi più vicini ai bisogni del territorio, cioé i Comuni. E' necessario pertanto che vengano utilizzate le nostre ultime ma infinite forze per cercare di far deliberare per la Zona Franca al Consumo (in base alla Legge n.762/1973 e il Dlgs n.75/1998) i Sindaci della Sardegna il più presto possibile nel modo in cui ha fatto il Comune di Olbia a fine settembre e da un paio di giorni il Comune di Santu Lussurgiu. Ad Olbia si è deliberato infatti affinché tutta la zona industriale venga considerata zona franca doganale per circa 850 ettari, in accordo con l’Autorità portuale, la Capitaneria di Porto e il Cipnes (Consorzio Industriale Provinciale Nord Est Sardegna). Ciò significa che non vi sarà la recinzione solo di una piccola area, in quanto così facendo le possibiltà di sviluppo per le imprese sarebbero risultate pochissime. Con la delibera votata all'unanimità dal Consiglio Comunale, invece, sarà possibile in tutta l’area industriale importare materie prime da paesi fuori dall’Unione Europea, trasformarli, e rivenderli all’estero. La gestione dell’area sarà nelle mani di Sardegna free zone. Per quanto riguarda i cosìddetti "diritti speciali" l'incameramento sarà effettuato secondo le modalità già previste per gli altri tributi e diritti comunali. Seguendo la scia di Olbia ora più che mai si deve spingere per accerchiare la Regione e far capire a tutti i politici, nessuno escluso, che il potere torna nelle mani del popolo. E che al popolo devono rendere conto, sempre.

Luciana Carta

 

 

 

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 DELIBERA ZFC DI OLBIA

 

 

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Questa mattina è stato votato all'unanimità (tranne che per il PD, astenuto) l'emendamento per la modifica dell'art. 12 redatto a quattro mani dall'Avv. Scifo e dalla Dott.ssa Randaccio che include questa dicitura:

"La Sardegna è territorio extradoganale perimetrato dalle acque territoriali circostanti"

Questa dicitura quindi sancisce ufficialmente l'idoneità per la Zona Franca in Sardegna.

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chiavisardegnaCosi come confermato nell'incontro con il Dirigente dott.Peleggi delle Dogane del 3 ottobre u.s., il diritto della Sardegna ad operare in regime di zona franca è totale, completo e assoluto, compreso il regime di zona franca al consumo con conseguente incameramento dei diritti speciali che andranno finalmente ad impinguare le oramai casse vuote dei Comuni Sardi.

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Roma, 3 ottobre 2013 ore 14.30. tax-free-sardinia

Si è da poco concluso il tavolo tecnico al MEF di Roma e le notizie giunte tramite la dottoressa Randaccio e l'avvocato Scifo, che hanno fortemente voluto l'incontro decisivo con i massimi dirigenti dell'Agenzia delle Dogane, per le quali oggi erano presenti il dott. Peleggi, Direttore Generale dell'Agenzia delle Dogane, e dott. Demuro, Direttore delle Dogane di Cagliari, sono molto buone.

Secondo quando annunciato poco fa dalla dottoressa Randaccio, tali dirigenti sono stati incalzati dai partecipanti, palesando un notevole imbarazzo per la responsabilità della stessa agenzia nei confronti della Sardegna per la mancata comunicazione alla UE della zona franca sul territorio sardo.

Di contro, le Dogane si difendono esprimendo la loro estraneità all'accusa dal momento che questa comunicazione avrebbe dovuto essere resa nota a suo tempo direttamente dalla Regione Sardegna.

La dottoressa Randaccio, accompagnata come sempre dall'avvocato Scifo e da Andrea Impera, spiega come secondo i dirigenti delle Dogane la competenza adesso passi nelle mani del MEF, nonostante lei ritenga che a questo punto basterebbe (e semplificherebbe notevolmente la questione) che la Prima Commissione della Regione Sardegna votasse per l'emendamento che modifica dell'art.12 dello Statuto per poter partire effettivamente con la zona franca al consumo. In relazione all'attivazione della Free Zone di Cagliari invece, gli alti dirigenti doganali si pronunciano in maniera insindacabile in quanto "diritto acquisito già da 15 anni" e quindi applicabile immediatamente, cioé da domani stesso.

Nonostante il Ministero dell'Economia e Finanze traballi e si dimostri sempre più spaesato di fronte alle "insistenti" richieste del popolo sardo e del Governatore Cappellacci, l'umore è da tenere alto.

Infatti il presidente Cappellacci sta portando avanti con grande determinazione quello che è il suo compito primario, cioé di "portare" la zona franca a beneficio del popolo inviandone celermente il piano operativo al Governo ed essere così il primo presidente ed il primo politico ad asservi riuscito. Se questo grande risultato avverrà in tempi brevissimi e per tutta l'isola di Sardegna, Cappellacci potrà sbaragliare i detrattori della ZFI e quelli che lo vogliono in piena campagna elettorale.

Altrimenti sarà per lui, come per il popolo che lo ha votato e che attende le sue azioni, un'altra occasione persa.

Infatti, ormai tutti gli esperti "competenti in materia" dicono che non esiste motivazione per la quale non debba essere riconosciuto un diritto come quello che spetta alla Sardegna di avere la zona franca integrale, tanto che da subito sarà possibile per gli imprenditori inviare all'Agenzia delle Dogane la comunicazione di attivazione del regime fiscale di zona franca (esenzione Iva) per la propria azienda. Allo stesso tempo i sindaci dei comuni che hanno già deliberato potranno deliberare anche a favore della zona franca al consumo nel proprio territorio di competenza richiamandosi ai "diritti speciali" come fatto recentemente dal Comune di Olbia, che partirà con l'applicazione dei benefici per la popolazione già dal 1 gennaio 2014.

Nonostante le ottime notizie però è necessario ancora lavorare tanto, sia sulla stessa Regione Sardegna, sia informando la popolazione di ciò a cui si va incontro nei prossimi giorni. Il MEF si è reso disponibile a dare sostegno per il disbrigo delle pratiche. La zona franca adesso è solo una questione amministrativa. E' necessario tenere l'attenzione sempre alta, perché fino ad oggi i Comitati hanno dimostrato come da una piccola rivoluzione si possa fare una grande rivoluzione e che l'arma migliore nelle mani degli uomini non sia la forca, ma la conoscenza.

 

(Luciana Carta)

 

 

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moroCagliari 28 settembre 2013 ore 09.30.  In risposta a quanto asserito dal prof. Beniamino Moro nell'articolo apparso sull'Unione Sarda di ieri, Antioco Patta, Coordinatore Politico Regionale del Movimento Zona Franca, cita alcuni passaggi del libro di alcuni anni fa di cui il professore è autore, ricordandogli che quanto oggi egli sostiene non sia il pensiero riportato originariamente nel libro, anzi, per certi versi, risulti addirittura l'opposto!

Può un conosciuto professore universitario cambiare bandiera dopo alcuni anni? Cosa spinge una persona come lui, che insegna in una facoltà che forse darà vita alla futura classe politica, a cambiare totalmente le sue considerazioni prendendosi così la responsabilità di una probabile scelta dannosa per un intero popolo in sofferenza? Ed, infine, che credito può avere un professore che "cambia idea" rispetto a un argomento così importante e delicato? Da ex studentessa di Scienze Politiche io rispondo: NESSUNO!

(Luciana Carta)

 

 

La risposta di Antioco Patta:

"A questa nostra breve considerazione avremmo voluto dare il titolo "Moro II sconfessa Moro I". Infatti l’Illustre Professore di Economia Politica dice esattamente il contrario di ciò che affermava ed ha persino scritto in un libro pubblicato dalla casa editrice Franco Angeli nel 1990. Nell’opera in questione, coadiuvato da altri illustri nomi del mondo accademico regionale quali il Prof. G. Sabattini, Prof. A. Sassu e Prof. G. Usai, sosteneva testualmente al capitolo 7 “Il modello di zona franca proposto per la Sardegna”: …….attraverso la costruzione di una zona franca che ammetta all’interno dell’area regionale, sia operazioni di trasformazione su merci e prodotti, tipiche delle zone franche orientate alla produzione, sia operazioni usuali su merci e prodotti, tipiche delle zone franche doganali, sia operazioni di introduzione al consumo diretto di determinate quantità di merci e prodotti in esenzione da alcuni tributi, tipiche delle zone franche al consumo. In altri termini, la zona franca, strumentale all’attivazione di un processo di accumulazione endogena in Sardegna, dovrebbe essere caratterizzata dal seguente “pacchetto di esenzioni”:

1°) esenzioni dai diritti di confine (dazi, sovrimposte, prelievi agricoli….ed altro equivalente;

2°) esenzioni da imposte dirette (irpeg-irpef-ilor) ed indirette (iva, invim, ipotecarie, imposte registro, catastali, fabbricazione ed imposte erariali di consumo)aggiuntive rispetto all’attuale legislazione.

Il professore, completa l’opera con i capitoli 8 e 9 dove si indicano contenuti e modalità e precisa che “operano in modo del tutto svincolato dalle rigidità della contabilità pubblica” e che “si può affermare che le esenzioni costituiscono una classe di benefici la cui manovra rispetto alle imprese risulta essere aggiuntiva”……testuale.

Ora, cosa può essere accaduto nel frattempo da indurre il professore a fare una piroetta come quella riportata nell’articolo dell’Unione di oggi? Noi diciamo che nel frattempo addirittura abbiamo avuto conferme del diritto e della volontà politica alla zona franca, infatti, cosa sono il D.Lgv 75/1998, il DPCM  del 2001, la delibera della Giunta Regionale del 2001, le intese stato regione e la L.R. 10 /2008, se non la conferma della volontà di andare verso la zona franca?.....”Pacta sunt servanda” caro Professore.

Ma non basta, il professore, con un dire quasi sufficiente e banale, afferma che si tratterebbe di punti franchi doganali nelle 6  piccole aree portuali…..e no caro professore, il D.Lgv 75/98 istituisce le “ zone franche” e non i “porti franchi”: “anche negli altri porti e nelle aree industriali ad essi collegati o collegabili”.

Appare evidente come il sole che la piroetta del professore è indotta da partigianeria e da militanza organica all’interno di quei contesti partitocratici che come bene ha detto l’Avv. Francesco Scifo non intendono accogliere nulla che ne limiti il potere, semplicemente perché essi sanno bene che “ZONA FRANCA” vuol dire prima di tutto sburocratizzare e poi spostare l’asse dell’economia dal pubblico al privato, dall’assistenza alla produzione, dalla finanza al lavoro.

Per dirla tutta: quanti oggi contano di avvicendarsi al potere all’interno di un bipolarismo che garantisce l’alternanza quasi sistematica, non vedono di buon occhio la sfida culturale della “zona franca”…..essi vogliono congelare l’esistente, noi vogliamo cambiare a partire dagli strumenti. Questa è la vera sfida che oggi la Sardegna ha davanti."

 

 

 

                                                                                                              

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camperCagliari, 26 settembre 2013 ore 19.30. Il Presidio permanente sotto la sede del Consiglio Regionale in Via Roma a Cagliari - iniziato nella giornata di ieri - è stato regolarmente autorizzato dai Vigili del Fuoco e anche dalla Questura. Da quanto appena appreso dalla dottoressa Randaccio, il Presidente Cappellacci si è interessato in prima persona per il rilascio dei permessi per il "Camper Zona Franca" che potrà sostare dalle ore 09.00 alle ore 24.00 tutti i giorni, ad oltranza, per un numero massimo di 30 persone in pianta stabile.

Si richiede la massima solidarietà, sia con una gradita presenza, per permettere dei turni di almeno mezza giornata, sia con quanto si riesce a far avere alle persone che stanno sacrificando il loro tempo per tutti noi. E' quindi indispensabile portare loro cibo e acqua. Ricordiamo che il Presidio permanente ha lo scopo di sollecitare il Consiglio Regionale, tutti i partiti e tutti i politici sardi ad agire immediatamente per l'attuazione del Decreto Legislativo n.75/98 e per la correzione dell'art.12 dello Statuto della Regione Autonoma della Sardegna del 1948, come da emendamento presentato dall'avvocato Scifo nella Prima Commissione Autonomia il 17 settembre scorso. 

Facciamo appello affinché tutti i Sardi che amano la loro terra si uniscano agli attivisti in questa battaglia. Qui o si fa la zona franca o si muore!

(Luciana Carta) 

Foto di Pietro Loi

 

 

 

 

 

 

 

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TIRAGALLOAntonio Tiragallo sta per tornare nel porto franco di Caglari, da dove è partito lo scorso 31 agosto per fare tappa e portare il messaggio della zona franca in tutti i porti franchi designati nel Decreto Legislativo n.75/98. Il quarantaquattrenne di Pula arriverà a Cagliari venerdì 27 settembre intorno alle 17.30 in piazza Deffenu (fronte palazzo Consiglio Regionale.

 

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pittella

Roma, 23 settembre 2013. Riportiamo il dialogo tra l'On. Gianni Pittella, Vice Presidente Vicario del Parlamento Europeo dal 2009 e candidato alla Segreteria del PD, con il professor Aldo Berlinguer. Contrariamente a quanto finora espresso dal partito democratico, il medico "innamorato della politica" vede di buon occhio l'istituzione della zona franca nell'isola di Sardegna sostendendo che essa potrebbe attrarre molti investitori facendosi carico di gran parte della domanda commerciale proveniente da paesi dell'Africa o del Medio Oriente. Un'altro importante ed illustre parere da parte delle alte cariche dell'UE ed un punto a favore del lavoro portato avanti dai Comitati e dalla Regione. Adesso è il momento di andare avanti verso un'unica direzione: spingere lo stato italiano ad applicare quanto già sancito dalla legislazione vigente.

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