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L'europa dice sìContrariamente alle pessimistiche aspettative preannunciate dai nostri attuali Eurodeputati Barracciu e Uggias,  il Vicepresidente dell’Unione Europea On.le Tajani, che abbiamo incontrato a Roma il giorno 20 settembre 2013 assieme al Presidente della Regione Cappellacci, non solo  ha confermato l’attualità del nostro diritto ad attivare su tutto il territorio della Sardegna il regime fiscale di Zona Franca Integrale - con la benedizione dell’Unione Europea -  ma ha sottolineato  più volte,  che se c’è una responsabilità, in merito alla mancata attivazione del suddetto diritto, la dobbiamo addebitare soltanto al Ministero dell’Economia e Finanze Dipartimento delle Dogane.

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Domenica, 22 Settembre 2013 14:31

Lettera a Papa Francesco per la zona franca

Papa-Antioco-PattaCagliari, 22 settembre 2013 ore 14.00. Nella giornata storica e soleggiata della visita di Papa Francesco nella città di Cagliari,  l'attivista e responsabile regionale del Coordinamento Comitati Cittadini Pro Zona Franca, Antioco Patta, ha consegnato alla Segreteria Vaticana una lettera in cui espone le gravi condizioni in cui versa il Popolo Sardo, il cui reddito medio è tra i più bassi in Europa. "Sono sicuro che Papa Francesco leggerà con interesse questa lettera, anche perché non può non ricordarsi di me visto che mi sono rivolto a lui in spagnolo-argentino!" ha commentato Antioco Patta. Ci uniamo a lui nella speranza che il pontefice possa aiutare, o meglio, "metterci una buona parola" in questa lotta popolare per la rivendicazione dei diritti dei Sardi.

(Luciana Carta)

 

 

Ecco il testo della lettera di Antioco Patta (download)

lettera-al-papa 

 

 

 

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tajaniCagliari, 21 settembre 2013 ore 00.25. Questo il documento consegnato nella mani del Vice presidente della CE e Commissario Europeo per l'Industria e l'Imprenditoria, dott. Antonio Tajani, dai rappresentanti dei Comitati per la Zona Franca Sardegna presenti a Roma insieme al Presidente Cappellacci.

 

 

 

Egregio Sig. Commissario Europeo dott. Tajani,
noi oggi rappresentiamo i comitati spontanei che si sono creati in ogni paese e città della Sardegna per chiedere l’attuazione del regime doganale di zona franca integrale della Sardegna.
Il nostro organismo associativo è senza fine di lucro, trasversale e apartitico e permea ormai tutta la società civile sarda a qualsiasi livello sociale.
Abbiamo chiesto questo incontro con un rappresentante della Commissione Europea perché sappiamo che il rispetto della dignità umana e dei diritti umani, la libertà, la democrazia, l'uguaglianza e lo Stato di diritto sono i valori comuni, sanciti dall'articolo 2 del trattato su cui si basa l'Unione europea (UE). Il rispetto di questi principi è una condizione di appartenenza all'Unione, e l'articolo 7 del trattato sull'Unione europea (TUE) nonché l'articolo 354 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) forniscono alle istituzioni i mezzi per garantire il rispetto di questi valori da parte di tutti gli Stati membri. 
Attualmente in Sardegna è venuto meno sistematicamente il rispetto di questi valori da parte dello Stato Italiano per l’uso ripetuto, da parte dello Stato membro, di una politica fiscale aggressiva, priva di fatto di qualsiasi controllo giurisdizionale indipendente e l’assenza di qualsiasi progetto di sviluppo economico. Questi fatti sono testimoniati da un semplice dato statistico inequivocabile: 147 mila famiglie sarde sono sotto la soglia di povertà. Questo significa che attualmente circa 588.000 sardi, su un totale di 1.600.000, sono quindi poveri: si tratta di più di un terzo della popolazione. Il dato è certificato dall’Istat e dal rapporto Caritas pubblicato il 17 settembre 2013 e riportato sulla stampa nazionale.
Attualmente la Sardegna vede aggravarsi il suo isolamento per l’inadeguatezza del suo sistema viario: è l’unica regione italiana priva di ferrovie efficienti e di autostrade; per il costo intollerabile dei servizi di trasporto; per la diminuzione drastica degli investimenti, l’inadeguatezza del suo sistema bancario e commerciale.
Tutte queste carenze strutturali pregiudicano gravemente per i cittadini europei sardi l’esercizio delle quattro libertà sancite dal trattato sull’Unione Europea. 
Siamo costretti perciò ad invocare il meccanismo di tutela previsto dal trattato per i cittadini che hanno la cittadinanza europea e invochiamo subito l'articolo 7 TUE che prevede un meccanismo di prevenzione, in caso di rischio di una violazione di questi valori comuni da parte di uno Stato membro, e un meccanismo di sanzione in caso di violazione di questi valori.
Quali enti esponenziali della società civile ci siamo pertanto rivolti a Lei, quale vicepresidente della Commissione, perchè è ormai pacifico che in Sardegna venga ripetutamente e sistematicamente violato il trattato dell’Unione dallo Stato membro, con pregiudizio concreto e diretto del diritto di cittadinanza europea dei residenti.
Tra le altre violazioni, segnaliamo:
la mancata attuazione da oltre 15 anni della legge nazionale d.lgs. n.75/1998 istitutivo delle zone franche in Sardegna e l’affidamento, da parte dello Stato Italiano, ad una società privata denominata Equitalia Centro spa del monopolio della riscossione dei tributi statali in Sardegna: ciò è avvenuto in violazione palese della libertà di concorrenza prevista e protetta dal trattato ed ha determinato il crollo della equità, efficienza, imparzialità, della riscossione e l’aumento esponenziale dei costi della stessa per i contribuenti, sia per l’aggio di riscossione previsto che per gli interessi sul debito fiscale imposti, l’azione collettiva da noi posta in essere davanti al tar del Lazio, ric. 1679/13, per contestare questa violazione giace senza fissazione di udienza dal gennaio 2013, in violazione dei termini previsti dalla legge nazionale 198/2009, già notificato anche alla Commissione. 
Così pure giace l’azione collettiva da noi intrapresa davanti al Tar della Sardegna, ric. 91/2013, per l’attuazione della legge nazionale d.lgs. n.75/98 istitutivo delle zone franche della Sardegna, dopo l’udienza pubblica tenutasi il 5 giugno 2013.
I vertici nazionali della Società Equitalia spa, nominati dal Governo Italiano, sono gli stessi dell’Agenzia delle Entrate, dell’Agenzia del Territorio: tale fatto determina un conflitto d’interessi insanabile tra chi dovrebbe controllare la riscossione e chi la esegue: basta pensare che chi controlla queste agenzie fiscali ha libero accesso diretto a tutti i dati personali e bancari di ogni cittadino italiano ed europeo in Italia e controlla e dirige la Guardia di Finanza. 
La pressione fiscale inaudita e l’assenza totale di alcun progetto di sviluppo economico, l’esigenza di tutelare l’autonomia regionale e la salvaguardia delle quattro libertà e della coesione politica, economica e sociale dell’Unione, hanno spinto una grande quantità di cittadini di ogni paese e città sarde ad unirsi per aderire ai comitati che rappresentiamo per formulare e chiedere l’attuazione di un progetto di sviluppo basato sulla dichiarazione di extraterritorialità della Sardegna e sull’applicazione del regime doganale di zona franca a tutta la regione.
Tale progetto proposto è basato attualmente su precisi presupposti storici e normativi esistenti:
- L’art. 158 del trattato di Amsterdam istitutivo dell’Unione Europea;
- l’art. 174 del trattato sul funzionamento dell’Unione Europea;
- la dichiarazione n.30 allegata al suddetto trattato TCE; 
- l’art. 12 dello statuto autonomistico della Sardegna approvato con la legge Costituzionale n.3 del 1948 nella formulazione originaria e poi, in quella attuale come modificata dalla legge 122 del 1983;
- la legge regionale della Sardegna n.22 del 1953 art.2; 
- il d.lgs. n. 75/1998 art.1;
- la legge regionale della Sardegna n. 10 del 2008 art.1 lett. D);
- le deliberazioni della giunta regionale della Sardegna del 7, del 12 febbraio 2013 e del 24 giugno 2013;
- la legge regionale della Sardegna n.20 del 2013.
Storicamente l’autonomia della Regione Sardegna è garantita dai trattati internazionali antecedenti ai trattati della Comunità e poi dell’Unione Europea e lo stesso Stato italiano ha dovuto prenderne atto quando ha approvato lo statuto autonomistico regionale nel 1948.
Tra gli altri testi internazionali che sancivano la protezione di tutti i privilegi fiscali e le esenzioni doganali storicamente esistenti per la regione insulare, si cita per importanza il trattato di Vienna del 1718, che ha sancito nel 1720 il passaggio della Sardegna al Ducato del Piemonte, creando il regno di Sardegna e poi il Regno d’Italia e, successivamente, la Repubblica Italiana. 
Tale trattato prevedeva la retrocessione dell’Isola alla Spagna qualora il Piemonte non avesse rispettato tali privilegi, diritti, usi, costumi, ed è, per diritto internazionale pacta sunt servanda, invocabile anche nei confronti dei successori di questo Stato e della stessa Unione Europea.
Ciò premesso, al fine di salvaguardare il rispetto dei trattati istitutivi, si chiede l’attivazione della Commissione, quale guardiana istituzionale del rispetto degli stessi, affinchè lo Stato Italiano comunichi l’esistenza della zona franca doganale della Regione Autonoma della Sardegna, ai sensi del reg. Ce 2913/92 e 2454/93 e del progetto rifuso del reg. Ue n.450/2008 e attribuisca alla stessa Regione Autonoma anche lo status di territorio extradoganale, come richiesto, in attuazione del trattato di Lisbona, dalla Giunta Regionale Sarda il 7 e 12 febbraio 2013 ed il 24 giugno 2013, in esecuzione di oltre 300 delibere dei Consigli Comunali locali emanate in applicazione del principio di sussidiarietà: tale status extraterritoriale è necessario a salvaguardare il rispetto degli obblighi di sviluppo e coesione previsti dai trattati.
Quanto sopra recependo le migliaia di istanze individuali inviate da singole persone alla Presidenza della Giunta Regionale della Sardegna, ai sensi dell’art. 800 del reg. Ce n 2454/93, che hanno chiesto la costituzione del proprio territorio in zona franca.
Inoltre, si chiede l’attivazione immediata di una procedura comunitaria, al fine di accertare il rispetto o meno da parte dello Stato Italiano degli obblighi sanciti dal trattato dell’Unione, in merito alle procedure amministrative e giudiziarie d’imposizione e riscossione dei tributi, anche con riferimento agli obblighi di concorrenza, di conoscibilità e notifica degli atti impositivi, alla terzietà, imparzialità delle Autorità fiscali. 
Seguono allegati.
Con osservanza

I rappresentanti dei Comitati per la Zona Franca della Sardegna
Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio 
Avv. Francesco Scifo 
Sig. Andrea Impera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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roma-tajaniLa commissione Europea si schiera a favore della Zona Franca Integrale Sarda, e toglie ogni dubbio su tutte le notizie che da mesi davano la sua posizione contraria. Ad affermarlo è il Vice Presidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, che questa mattina nella sede romana della Commissione ha dato udienza al Governatore Cappellacci insieme all’Avvocato Scifo, la Dott.ssa Randaccio e Andrea Impera, questi ultimi in rappresentanza dei Comitati e dei Movimenti.

Tajani ha ribadito che la Commissione non ha nessuna preclusione affinché la Sardegna diventi Zona Franca Integrale, aggiungendo però che la comunicazione necessaria per la modifica del codice doganale deve arrivare dallo Stato membro. Non potendo ignorare la posizione assunta quest’oggi in via ufficiale dalla Commissione europea per voce del suo Vice Presidente, oltre che dalla richiesta incessante della Regione Sardegna e del suo popolo attraverso i Comitati cittadini, ora la palla rimane in mano allo Stato Italiano. L’opinione della Commissione è arrivata dopo avere sentito i pareri tecnici, questo avvalora e certifica tutti i lavori e gli studi svolti in tutti questi mesi dalla Randaccio e da Scifo, i quali hanno sempre sostenuto con fermezza  la validità e la sicurezza di tutte le azioni sino a qui intraprese. 

 All’incontro ha partecipato anche l’On.Le Cicu, il quale si è impegnato a fare in modo che, il confronto con lo Stato iniziato a luglio per portare la modifica al codice doganale, giunga a breve termine e con i risultati auspicati. Cicu quindi si è pronunciato in tal senso garantendo al più presto un confronto con l’On. Giorgetti, Sottosegretario del Ministero delle Finanze con delega alle Dogane.

Nonostante alcuni tranelli tesi ultimamente dalla politica e diretti ad ostacolare l’operato dei tecnici e dei Comitati, oggi possiamo assegnare un punto importante a favore di tutto il movimento Zona Franca, ma ancora manca il match point che oggi però è molto più vicino.

 

Videointervista:

Photo credit: Uff.Stampa Presidenza Regione Sardegna)

 

 

 

 

 

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comunicato-stampa

 

Incontro Coordinamento Regionale Comitati Cittadini pro Zona franca con la Prima Commissione Autonomia Regione Sardegna

Era un appuntamento auspicato da tempo, l’incontro tra i comitati cittadini e la Prima Commissione Autonomia, la stessa commissione  che da diverse settimane sta esaminando la proposta di legge n. 22 sulla Zona Franca. 

Pubblicato in Press

consiglio-regioneCagliari, 17 settembre 2013 ore 21.30. L'Avvocato Scifo, che oggi pomeriggio insieme alla delegazione della zona franca della quale facevano parte anche la dottoressa Randaccio, Antioco Patta, Mariano Lo Piccolo, il dottor Clino Vallone e Giò Fadda, ci illustra l'emendamento presentato ai consiglieri regionali della Prima Commissione Autonomia della Regione Sardegna, suscitando l'attenzione di tutti i presenti.

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regioneCagliari, 17 settembre 2013 ore 14.00. A poche ore dalla convocazione di una delegazione del Movimento Pro Zona Franca, composta dalla dottoressa Randaccio, dall'avvocato Scifo, da Antioco Patta, Mariano Lo Piccolo e Clino Vallone, gli attivisti trepidano e si chiedono se si riuscirà a trovare un dialogo costruttivo con il Consiglio Regionale in relazione alla proposta di Legge n.22 "Istituzione di un regime di zona franca fiscale e doganale integrale nel territorio della Regione autonoma della Sardegna"

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doganeCagliari, 15 settembre 2013. L'avvocato Scifo - in questo breve commento - spiega le motivazioni per le quali tutta la politica sarda deve unirsi e guardare verso l'unico obiettivo della zona franca extradoganale. 

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PD-SMNavarrese14.09.2013S.M.Navarrese, 14 settembre 2013.

Durante la "Festa della Democrazia" tenutasi nella piazza del borgo marinaro ogliastrino, alla presenza del sindaco di Baunei, di alcuni esponenti del PD e degli scrittori Flavio Soriga e Antonello Pellegrino, un folto gruppo di rappresentanti dell'Associazione Zona Franca Ogliastra ha dialogato per pochi minuti con l'On.Francesca Barracciu,

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Sabato, 14 Settembre 2013 23:01

Mariano Lo Piccolo: cara On. Barracciu...

letteraPubblichiamo questa esauriente e garbata lettera inviata dal nostro Amico e Coordinatore del Movimento Pro Zona Franca Mariano Lo Piccolo all'europarlamentare del momento, cioé Francesca Barracciu, che - dopo la pubblicazione dell'articolo nel quotidiano L'Unione Sarda in cui distruggeva le speranze sull'attuazione della zona franca integrale in Sardegna - si è inimicata la stragrande maggioranza (se non tutti) i comitati cittadini e provinciali dei zonafranchisti. 

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