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I risultati elettorali sono diventati definitivi ed hanno certificato il successo del Movimento Sardegna Zona Franca Lista Maria Rosaria Randaccio. E’ il momento adatto per esporre alcune considerazioni politiche sulla competizione elettorale appena conclusa.
Il Movimento Sardegna Zona Franca Lista Maria Rosaria Randaccio è l’unico che ha raggiunto un quoziente di voti che gli consente di esprimere un Consigliere Regionale, ormai eletto nella persona del Consigliere Modesto Fenu.

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lapide-popolo-sardoCagliari, 29 ottobre 2013 ore 17.30. Dopo alcune ore di attesa, intorno alle ore 12.00 è iniziata la seduta del Consiglio Regionale con all'ordine del giorno la discussione sulla modifica dell'art.8 (fiscalità di vantaggio) e dell'art.12 (zona franca integrale) dello Statuto Sardo. In aula non era presente il Presidente Cappellacci perché a Roma per firmare sulle "Bonifiche La Maddalena". L'inserimento inaspettato dell'art.8 nell'ordine del giorno ha suscitato non poche polemiche da parte di alcuni esponenti della Giunta, in quanto - a detta della Randaccio e Scifo - avrebbe sicuramente procurato una solenne bocciatura (se presentato insieme a quella dell'art.12) da parte del Parlamento Italiano. Come ci si aspettava, sia l'on.Diana che l'on.Maninchedda, seguito poi anche dall'ex presidente della Regione Soru, hanno evidenziato le proprie faziosità nei confronti della Giunta ed - in particolare - l'on.Diana ha richiesto la sospensione della riunione per l'assenza ingiustificata del Governatore. L'atteggiamento ostile del Partito Democratico, il quale non ha vergognosamente neanche citato l'importanza di tutti i Movimenti pro zona franca nell'iter intrapreso da oltre un anno a questa parte, ha posto nuovamente l'accento sulla mancanza di un piano economico per compensare il bilancio regionale durante il regime di zona franca e la propria non contrarietà alla politica di agevolazioni fiscali, puntando però il dito sulle azioni di Cappellacci che, a detta loro, hanno solo portato ad accrescere illusioni e ad una situazione disastrosa nell'economia sarda. 

La riunione è stata sospesa alle ore 13.00 per riprendere poi alle ore 17.30 e nuovamente sospesa per alcune scaramucce in aula. A quel punto l'Assessore Alessandra Zedda - allertata dai due rappresentanti del Coordinamento Randaccio-Scifo, dal nostro gruppo Comunicazione e da alcuni coordinatori provinciali ha chiesto l'inversione dell'ordine del giorno in modo da far slittare la discussione al prossimo appuntamento. 

Nel frattempo nel backstage dell'aula consiliare i Capigruppo hanno accettato di incontrare il Coordinamento prima della prossima riunione del Consiglio Regionale, che avverrà presumibilmente martedì prossimo, per cercare di portare avanti solo la votazione per la modifica dell'art.12 che ci darebbe un'altra chance per essere inserita nella Legge di Stabilità in via di definizione alle Camere.

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consiglio-regioneCagliari, 17 settembre 2013 ore 21.30. L'Avvocato Scifo, che oggi pomeriggio insieme alla delegazione della zona franca della quale facevano parte anche la dottoressa Randaccio, Antioco Patta, Mariano Lo Piccolo, il dottor Clino Vallone e Giò Fadda, ci illustra l'emendamento presentato ai consiglieri regionali della Prima Commissione Autonomia della Regione Sardegna, suscitando l'attenzione di tutti i presenti.

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allarmeL’Avvocato  Scifo l’ha chiamata “Tranello Ferragostano” io ritengo invece che la Legge Regionale n.20  del 2 agosto 2013, ci faccia solo perdere tempo, e ci faccia rischiare di arrivare cosi alla data del 1° Novembre del 2013, data di entrata in vigore del nuovo codice doganale comunitario, in una situazione  giuridicamente incompleta, situazione che invece senza la suddetta perdita di tempo, ci avrebbe consentito di poter rivendicare senza entrare in contenzioso con lo Stato o con la Regione un diritto che nessuna legge ordinaria ci avrebbe potuto togliere  mai! A MENO CHE A TALE DIRITTO NON DECIDIAMO DI RINUNCIARE NOI STESSI! Cosi come  sembrerebbe voglia  imporci il Consiglio Regionale della Sardegna, che con la proposta di Legge Nazionale n. 22 del 14 maggio 2013, propone di modificare “in peius” l’ art. 12 dello Statuto Speciale  della Sardegna,  proposta  peraltro  pericolosissima in quanto votata  all’unanimità dei presenti nella seduta  del 4 settembre 2013. Se cosi fosse, saremmo  autorizzati a  denunciare alla Corte di Giustizia  dei Diritti dell’Uomo, che  da parte dei suddetti Consiglieri Regionali, sia  stata ordita e scientificamente organizzata,  contro i propri  fratelli di sangue che li hanno  mandati a governare per tutelare i  propri interessi, la piu’ grande truffa nella storia del mondo in quanto si tratta di una  truffa ordita nei confronti  “di un intero popolo”! Forse il popolo piu’ antico del Mar Mediterraneo che subirebbe  cosi  il colpo di grazia finale  per la sua definitiva estinzione tramite Diaspora! 

Infatti  la proposta di  Legge  Nazionale n.22 del 2013 modifica in peius l’art.12 dello Statuto Sardo, in quanto toglie nel contesto dello stesso articolo, ogni riferimento  letterale ai punti franchi o alle zone franche, rispetto al testo approvato con Legge Costituzionale n.3/1948, il cui decreto di attuazione è stato emanato con il Decreto Lgsl n.75/1998, e se  tale modifica dovesse venire  definitivamente approvata dal Consiglio Regionale con le modalità consentite e previste da:

- art. 2  della legge Costituzionale  n. 2/2001 che apporta modifiche all’art.54 dello Statuto Sardo (approvato con Legge Costituzionale n.3\48) prevedendo al  primo comma “per le modificazioni del presente statuto si applica il procedimento stabilito dalla Costituzione per le leggi costituzionali. L’iniziativa di modifica può essere esercitata anche da Consiglio Regionale o da almeno ventimila elettori”; al  terzo comma  “le modificazioni allo Statuto approvate non sono comunque sottoposte a referendum;

- artt.  116, 117, 123, della Costituzione come modificati dalla Legge Costituzionale  n. 3/2001 e dalla Legge n.131/2003  prevedono: 1) la Sardegna, la Sicilia il Friuli Venezia Giulia, il Trentino e la Valle d’Aosta dispongono di forme particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con leggi costituzionali  (art.2 legge Costituzionale  n.3/2001); 2) per le Regioni a statuto speciale resta fermo quanto previsto nei rispettivi statuti (art. 11 legge 131\2003); 3) ciascuna regione ha uno statuto che in armonia con la Costituzione , può essere modificato dal Consiglio Regionale con legge approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due deliberazioni successive adottate ad intervallo  non minore di due mesi. Per tale legge non è prevista  l’apposizione del visto da parte del Commissario del Governo. Il Governo della Repubblica puo promuovere la questione di legittimità costituzionale sugli statuti regionali dinanzi alla Corte Costituzionale  entro trenta giorni dalla loro pubblicazione.

- art. 9 (comma 1 lett. a) Legge Regionale  n.1/2005 dove si prevede che il Consiglio delle Autonomie Locali esprime parere obbligatorio al Consiglio Regionale  sulle proposte di modifica dello Statuto speciale della Sardegna  su leggi d’iniziativa dello stesso Consiglio (vedi nota n.8763 del 5 sett. 2013 sottoscritta dal presidente del Consiglio Regionale Claudia Lombardo e indirizzata al Presidente del Consiglio delle autonomie locali con la quale si chiede il parere  sulla proposta di modifica dell’art.12 dello statuto  cosi come formulata dalla Prima Commissione del Consiglio Regionale).

VERREBBE A CESSARE DEFINITIVAMENTE IL DIRITTO ALL’EXTRADOGANALITA’ DELLA SARDEGNA IN QUANTO ZONA FRANCA.

 (Maria Rosaria Randaccio)

 

PDF download RICHIESTA AL CONSIGLIO REGIONALE DA PARTE DELLA LOMBARDO    

 

 

 

 

 

 

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