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Oggi 27 aprile 2015 su Rai Uno durante la trasmissione “La vita in Diretta" si è parlato della storica Sentenza della Corte Costituzionale n.37/2015, che ha confermato la presenza di “Falsi Dirigenti” che operano all’interno delle Agenzie Fiscali. Ossia dei semplici impiegati che sottoscrivono, senza averne titolo, l’Iscrizione a Ruolo dei debiti tributari, attività un tempo riservata esclusivamente agli Intendenti di Finanza e ai Dirigenti assunti tramite pubblico concorso indetto ai sensi dell’art. 97 della Costituzione.
Durante la trasmissione alcuni “esperti” hanno affermato che la firma apposta sulle Cartelle Esattoriali dai Falsi Dirigenti non inficerebbe la validità delle Cartelle stesse, che vivrebbero autonomamente di Vita Propria a prescindere da chi le abbia sottoscritte.

Ci dispiace contraddire gli Esperti di Rai Uno, ma le loro affermazioni sono smentite dalla recente Sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Milano, Sezione XXV n.3222 del 10 aprile 2015 dove si conferma che l’iscrizione a ruolo del debito tributario deve essere sottoscritto solo dal Dirigente assunto tramite pubblico concorso, oppure qualora il Dirigente sia stato collocato a riposo, in attesa che venga bandito un nuovo concorso per coprire il posto vacante, il potere di sottoscrivere gli atti compete ai sensi dell’art.20 comma 1 lett. a) e b) del D.P.R. n.266/1987 esclusivamente a coloro che erano stati a suo tempo inquadrati nella Nona Qualifica Funzionale.

A questo punto bisogna chiedersi: chi erano i legittimi titolari di quei posti in organico, assegnati abusivamente ai Falsi Dirigenti stanati definitivamente dalla Sentenza della Corte Costituzionale n.37/2015?

Sono coloro che avevano ottenuto l’inquadramento nel loro Ruolo Dirigenziale della Carriera Direttiva Ordinaria disciplinata dal D.P.R. n.748/72, inquadramento realizzato con l’approvazione della graduatoria dei vincitori del concorso da parte del Ministro delle Finanze con le modalità previste dall’art.10 della Legge n.397/75.
Dirigenti a cui è stata affidata per oltre venti anni la Direzione dei Reparti delle Intendenze di Finanza e quella (direzione) dei vecchi Uffici Finanziari, prima che la Legge n.358/1991 ne prevedesse la loro soppressione e contestuale trasformazione in Dipartimenti e Compartimenti Finanziari, strutture amministrative attualmente confluite nelle Agenzie Fiscali ai sensi della Legge n.358/91, del D.lgs. n.287/92, della Legge n.150/99 e del D.lgs. n.300/99.
Dirigenti defenestrati e che da oltre 15 anni, si battono per ottenere la loro restituzione ai ruoli Dirigenziali di legittima appartenenza, restituzione che non è più procrastinabile dopo la Sentenza della Corte Costituzionale n.37/2015 che ha dato ragione alla loro rivendicazione, in assenza della quale (restituzione) il Ministero dell’Economia e Finanze non potrà mai bandire lecitamente, regolari concorsi per coprire i posti in organico che tutt’ora risultano vacanti perché sottratti in modo illecito e illegittimo ai suddetti Dirigenti defenestrati.
Il Consiglio di Stato con Sentenza n.3812 del 27 giugno 2012 ha affermato che “il cittadino raggiunto dalla notifica di un atto di accertamento tributario, ha diritto d’accesso agli atti attestanti la validità della iscrizione a ruolo del tributo che lo riguarda, iscrizione a ruolo che deve essere sottoscritta “dall’Autorità Finanziaria" ai sensi dell’art. 1 della Legge n.858/63, del’art. 51 del D.P.R. n.633/72 dell’art. 42 del D.P.R. n.600/73 (testo storico), degli artt. 1, 63 e 67 comma 2 del D.P.R. n.43/88, dell’art. 7 del D.lgs. n.237/97dove si prevede che il visto di esecutorietà del ruolo di riscossione deve essere apposto dall’Intendente di Finanza o aggiungiamo noi, dal Dirigente con equivalente qualifica apicale, che sia stato assunto tramite pubblico concorso, nei Ruoli Dirigenziali della Carriera Direttiva Ordinaria disciplinata dal D.P.R. n.748/72, oppure assunto ai sensi dell’art. 28 del D.lgs. n.29/93 nei ruoli della nuova Carriera Dirigenziale Contrattualizzata, carriera attualmente disciplinata dal D.lgs. n.165/01.
La Corte Costituzionale con Sentenza n.205/2004 e n.194 del 16.05.2012 ha confermato che la regola del pubblico concorso può dirsi rispettata solo quando le selezioni del personale non siano caratterizzate da arbitrarie e irragionevoli forme di restrizione nell’ambito dei soggetti legittimati a parteciparvi, e che non è ammissibile la riserva integrale dei posti disponibili in favore di personale interno con scivolamenti automatici verso posizioni superiori per la copertura della totalità dei posti vacanti………(Omissis).

Invece in aperto contrasto all’art. 97 della Costituzione e di quanto sancito in moltissime sentenze della Corte Costituzionale, il Ministero delle Finanze dal 1990 ad oggi ha bandito esclusivamente concorsi interni tra cui quelli a 999 a 163 e 162 posti da dirigente - concorsi i cui bandi sono stati pubblicati rispettivamente sulle seguenti Gazzette Ufficiali n. 8 del 29 gennaio 1993 - 4° serie Speciale, pag.15 (concorso a 999 posti), e G.U. n.53 dell’8 luglio 1997 (concorsi a 162 e 163 posti).

 

Pubblicato in News Sardegna

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