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Sardegna e Catalogna: due regioni distanti ma unite da un forte indipendentismo... almeno di facciata. Come un fulmine a ciel sereno è giunta stamattina la notizia dell'arresto di Carles Puigdemont. L'ex presidente catalano si stava dirigendo in Belgio per il suo esilio involontario, ma è stato fermato dalla polizia tedesca. Inutile dire che tutti i pensieri siano stati rivolti proprio alla causa dell'indipendenza catalana.

Che sia finito questo sogno? Assolutamente no. Anzi si può dire che Puigdemont abbia riportato un'altra piccola vittoria in questa dura battaglia. Infatti sono bastate poche ore perchè le Ramblas di Barcellona si riempissero dei sostenitori dell'indipendentismo. Non basta la polizia e non basta neanche l'intera Spagna per estinguere il fuoco che unisce milioni di catalani. Già, li unisce. Una parola sconosciuta per noi sardi. Se è vero che anche la Sardegna richiede fortemente l'indipendenza, perchè non sono state fatte queste manifestazioni? Eppure se davvero il popolo sardo avesse aspirato a questo traguardo, sarebbe dovuto scendere in piazza lo scorso 28 Aprile 2017, in occasione dell'arresto di Doddore Meloni. Lui ci credeva davvero nell'indipendenza, tanto che ha scelto di morire di fame in carcere pur di far smuovere il suo popolo. Sapeva che, applicando la legge, il nostro Statuto ci consente già un'autonomia enormemente più profonda di quella catalana. Tuttavia, questo non è bastato a dissipare l'ignavia dei sardi. Pochi mesi e la questione è nuovamente calata nel silenzio più profondo. D'altronde, è molto più comodo protestare stando seduti su un divano, smanettare sui social e guardare il telegiornale aspettando che il mondo cambi da solo. Peccato che ciò non possa accadere.

Se solo fossimo uniti come lo sono stati i catalani allora qualcosa si sarebbe smosso e magari parleremmo di un'altra storia. Così non è stato e così non sarà mai, perchè non è possibile instillare in un popolo una caratteristica che non ha mai avuto, l'unione, se nemmeno riesce a far applicare il suo statuto. Allora a chi ancora parla d'indipendenza in Sardegna ricordiamo che Doddore è morto solo. Per una vera lotta d'indipendenza cominciamo uniti a pretendere di applicare lo Statuto e a chiedere la revisione dei trattati europei che riguardano la Sardegna in base all'art. 52 e pretendere la zona franca integrale.

 

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Mentre la dottoressa Randaccio, in lacrime, apprende della notizia della morte del patriota Doddore Meloni, l'avvocato Francesco Scifo commenta a caldo questa vicenda: "Lo aveva detto pubblicamente dal primo giorno di detenzione: farò come Bobby Sand lo storico indipendentista irlandese che morì per lo sciopero della fame nelle carceri inglesi. E lo ha fatto, purtroppo, oggi è morto Doddore Meloni per lo sciopero della fame in carcere, nessuno degli storici esponenti dell’indipendentismo sardo, dell’autonomismo, dei partiti nazionali degeneri che siedono sugli scranni parlamentari, tranne la lega nord, ha fatto nulla di concreto per difenderlo e difendere l’idea della Sardegna autonoma e capace di vivere fuori dal cappio nazionale. Noi del Movimento Sardegna Zona Franca siamo tra i pochi che esprimono condoglianze sincere ai familiari e alla Sardegna che oggi muore con Doddore come paese e nazione. L’Italia entra oggi di diritto nel novero dei paesi che violano i diritti umani e fanno morire in carcere i detenuti politici. L’idea di una Sardegna indipendente rimarrà nella storia, come il nome di chi è stato l’unico a morire per essa. Lo Stato italiano voleva una pena esemplare contro l'indipendentismo sardo e l'ha avuta ed eseguita. Volevano far capire ai sardi che chi lotta per l'indipendentismo della Sardegna muore."

Il Movimento Sardegna Zona Franca si stringe intorno alla famiglia dell'eroe sardo che ha combattuto fino all'ultimo respiro per ciò in cui credeva, dando un esempio di forza, dignità e coraggio a tanti giovani senza ideali e sacrificando la propria vita per la causa dell'indipendenza della Sardegna.

Doddore, ultimo patriota sardo, martire di uno Stato crudele e di una Giustizia che punisce soltanto chi non si conforma ai poteri forti.

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MARIA ROSARIA RANDACCIO INTERVIENTE A PROPOSITO DELL'ULTIMA DI DODDORE MELONI "Dobbiamo stare attenti e molto uniti perche molte volte credendo di far del bene ci procuriamo dei danni. Tra questi il danno maggiore è dato dall'ignoranza. E in proposito cito il "Referendum" sulla Zona Franca proposto da Doddore Meloni e sostenuto anche da Claudia Lombardo. Costoro evidentemente non sanno che: 1) la Costituzione Italiana fa divieto di Referendum su leggi fiscali; 2) che la Zona Franca è regolata proprio da leggi fiscali, in particolare dalla legge sull'IVA e da quella sulle Dogane (rispettivamente D.P.R. n.633/72 e D.P.R. n. 43/73.........ed altre leggi, sempre fiscali. 

Quanto a Doddore non ci meravigliamo della sua mancata conoscenza, mentre ci meravigliamo di Claudia Lombardo che prima di esprimersi ne avrebbe potuto parlare almeno con suo padre Salvatore che per circa 30 anni ha diretto l'ufficio IVA di Cagliari! Evitiamo almeno le brutte figure con il resto degli italiani che ci ridono addosso da 64 anni!"

 

 

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