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Pubblichiamo il commento a caldo dell'avv.Francesco Scifo, segretario politico del Movimento Sardegna Zona Franca, al ritorno della dura giornata che lo ha visto in prima fila - insieme all'avv.Paolo Aureli, rappresentante legale del Movimento e delegato della provincia del Sulcis Iglesiente, nella manifestazione fuori dai cancelli della Regione Sardegna in Viale Trento.

"Oggi ero lì, mentre il Governatore di una Regione alla fame glissava sulle richieste d’incontro della popolazione affamata. Ancora una volta il volto del potere che pensa di disporre delle regole e della vita dei cittadini era lì davanti a me. Nessuna soluzione, nessun incontro, solo una sfilza di vuote parole che contestavano a noi, che eravamo là fuori dalle otto della mattina, di non essere democratici, quando c’erano solo delle persone che chiedevano di poter esprimere delle idee ad un rappresentante eletto che si è dimenticato del popolo. Dopo poco sono entrati i sindaci di alcuni comuni del Sulcis, forse per compiacere quel potere che li aveva convocati, e si sono introdotti al posto degli affamati di giustizia che dimostravano fuori: nessuno di noi è potuto entrare perché un cordone di polizia in assetto anti sommossa ci ha lasciati fuori, fuori dalla democrazia che oggi è morta in Sardegna. I poliziotti avevano le targhette sulle giacche con scritto “antiterrorismo”.

Ebbene... siamo noi terroristi?

Forse per il nostro Governatore siamo tutti terroristi perché chiediamo che almeno una parte del loro tempo sia dedicata ad ascoltarci e una parte dei loro compensi sia destinata a risolvere i problemi sociali. Allora sì, siamo tutti terroristi."

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Si è appreso ieri sera che il Governatore Francesco Pigliaru abbia convocato il Consigliere regionale Modesto Fenu, espulso dal Movimento Sardegna Zona Franca per il suo comportamento contrario allo statuto e allo spirito del Movimento, per parlare di zona franca e dell'istituzione di una Commissione di studio con esperti qualificati per trattare questo argomento in sede istituzionale.
Ci chiediamo come sia possibile che il Presidente riceva un consigliere che un'ordinanza del tribunale ha diffidato dall'utilizzare il nome del Movimento che lo ha espulso per discutere di zona franca e che addirittura ha fondato un' altra entità politica con lo stesso nome - screditando e mettendo in cattiva luce la dottoressa Maria Rosaria Randaccio, fondatrice del Movimento zona franca e divulgatrice delle nozioni giuridico-fiscali che hanno portato alla delibera oltre 340 comuni sardi - e non interpelli invece il legittimo segretario del Movimento, l'avvocato Francesco Scifo, o la stessa presidente.

Inoltre, come è possibile che - essendo trascorsi oltre 3 mesi dalla protocollazione della richiesta di incontro con il Presidente Francesco Pigliaru e circa 1 mese da quando egli ha "promesso" l'apertura di un dialogo con il Movimento durante la sua visita in Ogliastra - ancora non sia arrivata una convocazione ufficiale? E che il Governatore e tutti i membri del suo staff disdegnino qualsiasi contatto con il Movimento Sardegna Zona Franca, il quale - ricordiamo ai nostri lettori - è legittimato ad una presenza all'interno del Consiglio Regionale da 11.150 voti conquistati nelle scorse elezioni regionali?

Forse che il Governatore Pigliaru sia ben consapevole che il dialogo con persone non appartenenti allo specifico settore sia un modo per non esporsi a un contraddittorio che invece senza dubbio si avrebbe con persone più autorevoli a trattare temi consoni alla propria preparazione ed esperienza nel campo?

Ci chiediamo ancora: ma se la Regione ha intenzione di fare realmente la zona franca, non basterebbe semplicemente che applicasse le leggi?

 

Pubblicato in News Sardegna

Il Movimento Sardegna Zona Franca ha richiesto un incontro con il presidente Francesco Pigliaru per fare il punto della situazione relativa all'attuazione della zona franca integrale nel territorio sardo e per chiedere a gran voce alla Giunta la disponibilità di tutto il Consiglio Regionale a rendere finalmente operative le leggi e le delibere già in essere.

Il Movimento ribadisce che non intende fermare l'azione divulgativa e propagandistica e tutte le azioni legali necessarie al raggiungimento dell'obiettivo della zona franca per tutta la Sardegna.

 

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