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La Legge n.907 del 1942, tutt’ora vigente, sul Monopolio dei Sali e Tabacchi, all’art.1 afferma: “Oggetto del monopolio. La estrazione del sale dall'acqua del mare, dalle sorgenti saline, dalle miniere, la produzione del sale in qualunque altro modo, la raccolta, l'introduzione e la vendita del sale sono soggette a monopolio di Stato in tutto il territorio del Regno, fatta eccezione per la Sicilia, per la Sardegna e per le isole minori ad esse adiacenti, per la provincia di Zara e per i comuni di Livigno e di Campione d'Italia”.

Come potete vedere, la Sardegna e la Sicilia sono disciplinate come Zara, che era una zona franca integrale, poi assorbita nella ex Yugoslavia dopo la seconda guerra mondiale, Livigno e Campione d’Italia, queste ultime, sono tutt’ora le zone franche extraterritoriali italiane.
Ma vi è di più: il successivo D.P.R. del 30 dicembre 1969, n. 1131 disponeva (con l'art. 1) che "In deroga alle disposizioni dell'articolo 1 della Legge 17 luglio 1952, n. 907, è ammessa l'introduzione, nel territorio della Repubblica soggetto a monopolio, di sale proveniente dagli Stati membri della Comunità economica europea, nonché dalla Sicilia e dalla Sardegna, previo nulla osta dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato quando trattasi di quantitativi eccedenti i 5 chilogrammi".

Dunque, Sicilia e Sardegna sono fuori dalla Repubblica? Oppure cosa sono? Sono tutte realtà extraterritoriali della Repubblica da sempre.

Dato che a Livigno, a Zara e a Campione d’Italia non mi è noto che si produca sale, è escluso che il minimo comune denominatore tra tutte queste realtà (cioè tra Sicilia, Sardegna, Zara, Livigno, Campione d’Italia, stati esteri membri della Comunità Europea) sia la produzione di sale, quindi, l’unica ragione che le accomuna è solo un'altra, che non ha nulla a che vedere con la produzione di sale: sono giuridicamente tutte zone franche integrali.
In realtà, questi territori sono tutti giuridicamente accumunati da una sola cosa: sono tutti zone franche, altrimenti, non avrebbe avuto nessun senso in queste leggi prevedere lo stesso trattamento di Zara, Livigno, Campione d’Italia e degli altri Stati membri CEE esteri. Nessuno ve lo aveva detto prima, vero?

Ve lo diciamo noi oggi. Controllate anche Voi queste norme su Normattiva, portale del Parlamento Italiano.

Bene, cari Sardi e Siciliani, se insieme pretendiamo l’applicazione della legge italiana e della Unione Europea e facciamo applicare la normativa dell’Unione Europea sulle zone franche (Regolamento n.952/13 e Direttiva IVA/2006/CE e Legge Italiana n.762/73) tutti noi sardi e siciliani possiamo essere il motore di sviluppo europeo e lo saremo solo applicando le leggi sulla zona franca. Noi Sardi e Siciliani siamo insieme sei milioni, siamo una forza elettorale, diamoci da fare e facciamo applicare le leggi a questo Stato Italiano che dolosamente ci ha nascosto questa realtà giuridica e, fino ad ora, ha amato, evidentemente, l’illegalità. 

Pubblicato in News Sardegna

livignoCagliari, 13 dicembre 2013 - ore 13.25. 

L'avvocato Scifo, di ritorno da una vacanza lavorativa a Livigno, ci mostra la fattura e gli scontrini che si è procurato appositamente per essere visionati da tutti coloro che ancora non credono a come veramente funzionino le cose in una zona franca. Per esempio, come si vede nel file in allegato, un pranzo per tre persone costa €53,10, e questo è il prezzo medio di tutti i ristoranti; l'albergo per tre notti con prima colazione e cena alla carta costa €232,00. Inoltre il nostro caro avvocato si è potuto permettere anche di acquistare un nuovo cellulare Nokia alla cifra di €62,00. Naturalmente tutto legalmente senza IVA! Come spiega il sindaco di Livigno in un interessante colloquio con il nostro rappresentante, la Sardegna potrebbe vivere quasi esclusivamente di turismo, perché automaticamente si creerebbe un nuovo indotto che porterebbe ad associare una vacanza di piacere ad una vacanza per acquistare prodotti tecnologici, sigarette, alcool, ecc., come succede a Livigno. 

Immaginiamo se il biglietto aereo costasse un centinaio di euro andata e ritorno....ed altrettanto il traghetto... Immaginiamo sempre che la rete dei trasporti sia intensificata e gratuita (come a Livigno), che il carburante e l'energia elettrica e gas costino la metà...oppure che le aziende si liberino del pesante fardello dell'Iva e di altre tasse... Nascerebbero più aziende...si creerebbe più lavoro...la gente avrebbe un reddito più elevato, basato sul risparmio e sull'imposizione fiscale molto più bassa. Magari sparirebbe anche la delinquenza... ed il fenomeno dell'emigrazione..

Che ne dite?...la vogliamo questa ZONA FRANCA INTEGRALE? 

Luciana Carta

 

PDF download SCONTRINI E FATTURE A LIVIGNO

 

 

Pubblicato in News Sardegna

scifo-livignoCagliari, 12 dicembre 2013 - ore 20.40.

"Sono tornato adesso dalla mia visita a Livigno, quale coordinatore dei comitati per la zona franca della Sardegna, dove ho avuto un cordiale incontro con il Sindaco di Livigno Damiano Bormolini. Abbiamo avuto un proficuo colloquio di circa due ore, nel quale si sono esaminati tutti gli aspetti giuridici ed economici della zona extradoganale di Livigno e di quella che chiediamo per la Sardegna. L'incontro ha confermato lo stretto legame che esiste tra il paese della Valtellina e la Sardegna. Rapporto cementato da centinaia di sardi che lavorano oggi lassù e contribuiscono al benessere del paese che gode di perfetta salute economica. Strade affollate di turisti, negozi e servizi sociali pienamente operativi e anche gratuiti, come ad esempio i mezzi pubblici. Il Sindaco ha manifestato vivo apprezzamento per la visita e circa la mia idea di un gemellaggio tra l'Isola ed il paese extradoganale. Ci siamo lasciati con l'auspicio di rivederci in una Sardegna resa prospera dal regime extradoganale spettanteci dal 1948 e che potrà portare i sardi e i livignaschi a continuare a lavorare insieme in due realtà egualmente prospere. Ho lasciato un paese prospero che è riuscito a trarre dal suo regime doganale tutte le potenzialità economiche, con la speranza di vedere presto anche da noi la stessa allegria, efficienza nei servizi pubblici e competenza che ho constatato a Livigno."

Francesco Scifo

 

 

 

 

 

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