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Una nota trasmissione televisiva nazionale ha mandato nel Sulcis una troupe per filmare il malessere di una provincia schiacciata dalla crisi. Ci hanno invitato perché siamo un’Associazione che lotta sul territorio anche per i molti assenti e gli indifferenti. Approfittando di un’interruzione delle riprese, siamo andati in una pizzeria al taglio: il pizzaiolo ci ha espresso tutta la disperazione del suo locale vuoto e il desiderio di emigrare subito fuori dalla Sardegna. Infatti, in 30 minuti non entra nessuno, la gente non ha più soldi, nemmeno per comprare una pizzetta al taglio: si comprano al discount le pizze surgelate che costano meno. La storia la sapete, si è preferito smantellare il sistema dei trasporti, l’industria, l’artigianato, soffocare la ricerca, chiudere le scuole nei paesi, semplicemente rendendo svantaggioso e costoso qualsiasi investimento economico nell’Isola.

Applicare e conoscere il D.lgs. 75/98 sulla zona franca avrebbe potuto alleviare l’esodo: sospendendo IVA e Accise forse qualche temerario imprenditore avrebbe rischiato; tuttavia, scientemente, la legge non viene applicata e le Autorità coprono questa illegalità.

Conoscere ed applicare le normative vigenti diminuirebbe i costi dell’energia e favorirebbe il lavoro.

Il nostro anfitrione ci intima di non parlare di zona franca, a pena di taglio del collegamento. Nonostante ciò, Claudia e Maria Rosaria, nascondendo i concetti tra le righe, hanno fatto quello che tutti i sardi avrebbero dovuto fare: richiamare pubblicamente Ministri, ex Ministri, sindacalisti e portaborse alle loro responsabilità, quelle che hanno azzerato l’avvenire di un’isola. Che dire, infine, del silenzio pesante della Giunta Regionale e del suo Presidente sulla morte dell’Autonomia Speciale e dello Statuto causata dalla riforma costituzionale in fieri, farcita di clausole di supremazia e d’interesse nazionale? Esse peseranno come un macigno sul loro ricordo.

La damnatio memoriae sarà questa: eletti dal popolo per difendere lo Statuto e l’Autonomia eseguivano pedissequamente gli ordini del partito unico nazionale di sopprimere la libertà dell’Isola per ragioni “economiche”. 

 

Pubblicato in News Sardegna

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