zona-franca-sardegna-logo

 

I nemici della Zona Franca utilizzano i professori universitari per farci paura, come se costoro fossero rappresentanti di una cultura che è onnisciente, mentre quella che potrebbe darci torto è solo esclusivamente fiscale, cultura che i docenti che sino ad oggi sono stati invitati a scrivere "contro" dimostrano palesemente di non possedere. Cultura fiscale tributaria che pertanto non sono neanche in grado di trasmettere né agli studenti e tantomeno ai politici ignoranti, che li hanno invitati a smentirci, pensando che ci saremmo impressionati del fatto che loro insegnino all'Università, ma certamente in materie diverse da quelle che possono smentirci previste esclusivamente dal Diritto Tributario. 

Oggi mi sono presa la briga di andare a leggere con attenzione la Legge n.42/2009 sul "federalismo fiscale" richiamata dal Prof. Beniamino Moro nel suo articolo comparso in prima pagina de l'Unione Sarda di due giorni fà, legge che il Professore ci propone in alternativa alla Zona Franca. Ebbene è incredibile - credo - che il suddetto non abbia letto, o non abbia capito bene quello che c'è scritto in questa legge! Infatti per comprendere esattamente il significato della Legge n.42/2009 sul "federalismo fiscale" è necessario conoscere l'art. 31 del D.lgs. n. 68/2011 dove si prevede che "nei confronti delle regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano si applica solamente l'art. 1 comma 2, e gli articoli 15,22,e 27 della Legge n.42/2009!

E l'art. 27 della Legge n.42/2009 sul "federalismo fiscale" conferma che per le regioni a statuto speciale è prioritario rispetto a tutto quanto previsto nel PROPRIO STATUTO e nelle norme di ATTUAZIONE dello Stesso Statuto, e quindi conferma l'attualità del D.lgs. n. 75/98 emanato - come sappiamo - in attuazione dell'art. 12 del nostro Statuto, emanato a sua volta con Legge Costituzionale n. 3/1948. D.lgs. n. 75/98 con il quale è stata istituita la zona franca su tutto il territorio della Sardegna.

Il Prof. Moro non ha letto la legge, o se l'ha letta non l'ha capita bene, infatti la Legge n.42/2009 è stata emanata a seguito dell'entrata in vigore del nuovo art. 119 della Costituzione, nel quale si prevede: 1) che i Comuni le Province e le Regioni a statuto ordinario possono istituire dei Tributi Propri con conseguente soppressione di trasferimenti statali (D.lgs. n. 68/2011 art. 1); 2) che lo Stato istituisce un fondo perequativo da destinare ai territori con minore capacita fiscale per abitante da cui sono esclusi gli abitanti che risiedono nelle Regioni a Statuto Speciale, cosi come confermato dall' art. 31 del D.lgs. n. 68/2011.

 

 

 

 

 

Pubblicato in News Sardegna
Venerdì, 28 Giugno 2013 12:43

L'avv.Scifo risponde al prof. Beniamino Moro

 

L'articolo comparso oggi su un quotidiano locale in tema di zona franca, a firma del prof. Beniamino Moro, impone alcune considerazioni.

Il professore è un economista ed è strano che abbia scritto un articolo senza fare considerazioni di tipo economico ma esclusivamente giuridico. Con tutto il rispetto, mi pare che occuparsi di competenze Stato-Regione e di equilibri costituzionali e sentenze della Corte Costituzionale, sia addentrarsi in un campo che non è proprio il pane quotidiano degli economisti. Forse è per questo che, da economista e non da giurista, egli trascura, nella sua esposizione e nella sua analisi, almeno tre leggi fondamentali sul tema trattato: la legge Regionale Sardegna n. 22 del 1953 art.2, il dlgs 75/98 art.1 e la legge regionale Sardegna n.10 del 2008 art. 1 lett.d).


Queste norme sono proprio quelle smentiscono le tesi sostenute nell'articolo, in tema di ripartizione delle competenze tra Stato e Regione in materia di zone franche. In ogni caso, chi leggesse lo scritto "La zona franca in Sardegna, di Beniamino Moro, Gianfranco Sabattini, Antonio Sassu e Giuseppe Usai" in Annali della Facoltà di Economia e Commercio. Nuova serie. Vol. VI, 1991, noterebbe subito la differenza tra cosa il prof. Moro scrive oggi e cosa scriveva allora, ad esempio,in tema di zone franche al consumo, dove promuovendo questo strumento di politica economica affermava a pag. 145: "questa forma di franchigia anche sulla base dell'esperienza, può risultare uno strumento di una certa utilità per sollecitare il segmento della domanda internazionale rivolta ai servizi turistici, oltre che a costituire di fatto un aumento di reddito reale per i residenti".

Inoltre, il professore dimentica che l'avvenuta istituzione delle zone franche con il dlgs 75/98, una legge dello Stato di rango costituzionale, ha esteso l'originario ambito limitato ai "punti franchi" dall'art.12 dello Statuto. Inoltre, a conferma della bontà dello strumento zona tout court, il professore nel 1991 scriveva a pag. 203: “Le esenzioni concesse non dovrebbero escludere l’obbligo, per tutti gli organi finanziari della Stato, di conteggio dei diritti di confine e delle imposte dirette e indirette che dovrebbero essere considerati come interamente riscossi, ai fini della determinazione delle entrate da assegnare alla Regione, ai sensi dell’articolo 8 dello statuto speciale”.

E' legittimo cambiare idea ma il professore dovrebbe spiegarci perché, invece di dare il suo contributo alla Sardegna ora che serve la sua competenza e che stiamo ponendo la questione con lo Stato, pare volersi schierare nell'agone politico invece favorire un dialogo unitario e costruttivo per bene comune.

Pubblicato in News Sardegna

Questo sito utilizza cookie tecnici per la navigazione. Non vengono raccolte informazioni personali.

Se continui la navigazione, accetti l'utilizzo di questi cookie. Per saperne di piu'

Approvo

ultimi EVENTI

Nessun evento

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità.

Pertanto, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001.

ImpronteDigitali Graphics & WebDesign