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Si è appreso ieri sera che il Governatore Francesco Pigliaru abbia convocato il Consigliere regionale Modesto Fenu, espulso dal Movimento Sardegna Zona Franca per il suo comportamento contrario allo statuto e allo spirito del Movimento, per parlare di zona franca e dell'istituzione di una Commissione di studio con esperti qualificati per trattare questo argomento in sede istituzionale.
Ci chiediamo come sia possibile che il Presidente riceva un consigliere che un'ordinanza del tribunale ha diffidato dall'utilizzare il nome del Movimento che lo ha espulso per discutere di zona franca e che addirittura ha fondato un' altra entità politica con lo stesso nome - screditando e mettendo in cattiva luce la dottoressa Maria Rosaria Randaccio, fondatrice del Movimento zona franca e divulgatrice delle nozioni giuridico-fiscali che hanno portato alla delibera oltre 340 comuni sardi - e non interpelli invece il legittimo segretario del Movimento, l'avvocato Francesco Scifo, o la stessa presidente.

Inoltre, come è possibile che - essendo trascorsi oltre 3 mesi dalla protocollazione della richiesta di incontro con il Presidente Francesco Pigliaru e circa 1 mese da quando egli ha "promesso" l'apertura di un dialogo con il Movimento durante la sua visita in Ogliastra - ancora non sia arrivata una convocazione ufficiale? E che il Governatore e tutti i membri del suo staff disdegnino qualsiasi contatto con il Movimento Sardegna Zona Franca, il quale - ricordiamo ai nostri lettori - è legittimato ad una presenza all'interno del Consiglio Regionale da 11.150 voti conquistati nelle scorse elezioni regionali?

Forse che il Governatore Pigliaru sia ben consapevole che il dialogo con persone non appartenenti allo specifico settore sia un modo per non esporsi a un contraddittorio che invece senza dubbio si avrebbe con persone più autorevoli a trattare temi consoni alla propria preparazione ed esperienza nel campo?

Ci chiediamo ancora: ma se la Regione ha intenzione di fare realmente la zona franca, non basterebbe semplicemente che applicasse le leggi?

 

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L'ignoranza dei politici sardi, e in particolare di coloro che occupano le poltrone d'oro all'interno della Regione è tale che nel documento di Sintesi del Piano di Programmazione 2014-2019 - oltre all'orrore generale di quanto si evidenzia in giallo nel documento in basso allegato - si "confonde" un D.L. (Decreto Legge) con un D.lgs. (Decreto Legislativo).


Per definizione: Il Decreto Legge è un provvedimento provvisorio che ha forza di legge, adottato in casi straordinari di necessità ed urgenza dal Governo, invece con Decreto Legislativo si intende - nel diritto costituzionale italiano - un atto normativo (che ha sempre forza di legge) adottato dal Governo in sede di Consiglio dei Ministri su delega del Parlamento.
Il Decreto Legge è fatto dal Governo ma ha durata di 60 giorni poi è necessaria una legge altrimenti finisce i suoi effetti. Il Decreto legislativo è fatto dal Governo ma su legge delega del parlamento, è praticamente come una legge ordinaria.
Questi signori beffano il Popolo Sardo sminuendo la legge cardine su cui poggia la nostra forza giuridica di rivendicazione della zona franca, e cioé il Decreto Legislativo n.75/98, riducendolo a semplice Decreto Legge.

Sul suo profilo Facebook il Presidente Pigliaru si vanta addirittura del fatto che siano stati i Sardi stessi a decretare la fine del sogno della zona franca all'interno della cabina elettorale nelle scorse elezioni regionali.

Un proverbio dice: "Chi è causa del suo male pianga se stesso"..... Noi diciamo: Povera Sardegna!

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E' in scadenza il termine per presentare la richiesta del bonus disoccupazione 2014 erogato dall'Assessorato al Lavoro della Regione Sardegna.

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randaccio-ottobre2013Cagliari, 15 ottobre 2013 ore 13.40. La dottoressa Maria Rosaria Randaccio, dopo alcuni giorni di silenzio, esprime in questa breve comunicazione tutta la sua perplessità nei confronti di un'azione - quella del voto alla Prima Commissione di giovedì scorso - che è servita solamente a riparare un gravissimo danno e la messa in pericolo dell'autonomia sarda con la proclamazione della nuova Legge n.20 del 2 agosto 2013. A parere della Dott.ssa Randaccio "per rivendicare il nostro diritto ad esistere come Zona Franca dell'Italia, non avevamo e tutt'ora non abbiamo bisogno di apportare modifiche all'art.12 del nostro Statuto, approvato con Legge Costituzionale n.3/1948 ai sensi del quale è stato emanato il Decreto Legislativo Attuativo n.75/98, che, richiamando nel suo contesto i regolamenti CEE n.2913/1992 (Consiglio) e n.2454/1993 (Commissione), non poteva non individuare l'intero territorio della Sardegna come territorio "Extradoganale" in quanto Zona Franca! Infatti sappiamo che anche i punti franchi erano stati individuati come "Territori  Extradoganali" dalla Legge Doganale n.1424/1940, extradoganalità dei punti franchi e delle Zone Franche successivamente confermata non solo dall'art.2 del DPR n.43/1973, ossia il Testo Unico Doganale Italiano ancora in vigore, ma anche dalla normativa comunitaria che siamo tenuti a rispettare in quanto nazione aderente all'Unione Europea.  
Infatti  ci risulta che il suddetto Testo Unico (43/1973) sia stato emanato in ottemperanza alla Direttiva Comunitaria n. 69/75/CEE del Consiglio  del 4 marzo 1969, che imponeva agli stati membri l'obbligo di adeguare la propria disciplina in tema di Zone Franche, alla Normativa Comunitaria, e per semplificare le cose, all'art.1 della suddetta direttiva si premurava di fornire una definizione giuridica dei territori a cui si applica il regime fiscale delle Zone Franche. 
Precisava  la  suddetta Direttiva che: "con qualunque nome definite", per Zone Franche si dovessero intendere vasti territori comprensivi di citta e villaggi dove le merci  prodotte, lavorate e consumate nel suddetto territorio dovessero venire  considerate come  se si trovassero fuori dal territorio   doganale della  Comunita Europea (extradoganali) agli effetti dell'applicazione di ogni tipo  di tributo fiscale".  
La suddetta definizione giuridica delle Zone Franche è stata confermata nel tempo dagli artt.  da 166 a 181 del reg.CEE n. 2913/1992 del Consiglio e dagli artt. da 799 a 814 del Regolamento n.2454/1993 della Commissione, ai sensi dei quali è stato emanato il Dlgs n.75/1998 che ha istituito come Zona Franca Extraterritoriale l'intera Isola della Sardegna.
Che si tratti dell'intero territorio dell'Isola è contemplato dall'art. 174 del Trattato di Lisbona, che non poteva contraddire quanto gia  previsto all'art. 92 e 234 del Trattato di Roma. Per quanto sopra esposto chiediamo ai nostri politici di voler rinunciare a farci fare delle figuracce in Parlamento, dove ci rideranno addosso per la nostra  IGNORANZA, come se non sapessimo che la normativa prevista nei Trattati risulta di rango superiore rispetto a quella di rango costituzionale quali l'art.12 della Legge Costituzionale n.3/48 e del suo regolamento di attuazione  emanato con il Dlgs n.75/98, e quindi e ovviamente (superiore) rispetto alle modifiche che si intende apportare all'art. 12 del nostro Statuto. Per cortesia non fateci perdere ancora del tempo prezioso!!! Non vi bastano i 64 anni di inefficienza?!"
 
Luciana Carta
 
 
 
 
 
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