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L'incapacità della maggior parte delle persone coinvolte a capire la normativa dell'Unione Europea sta portando Olbia verso la catastrofe di perdere la scadenza del 1 maggio 2016 stabilita quale termine ultimo per l'attivazione della zona franca ai sensi del D.lgs n.75/98.

La ZES che l'Agenzia delle Dogane descrive è una soluzione inadeguata, dannosa e contraria ai bisogni di Olbia e dell'Isola.

Infatti, mentre la zona franca di cui al Decreto legislativo n.75/98 e art. 12 dello Statuto sardo NON E' UN AIUTO DI STATO, la ZES che stanno facendo o che dicono di voler fare, è un aiuto di Stato a tempo.

Questa assurda soluzione è un pericoloso compromesso che:


1) farà perdere ad Olbia il diritto a una vera zona franca perpetua come quella che le spetta di diritto ai sensi delle leggi vigenti (art. 12 statuto, D.lgs. n.75/98, L.R. n.10/2008, L.R. n.20/2013 e D.lgs. n.78/2015 art. 13 bis); infatti, dal 1 maggio 2016 l'art. 288 del Regolamento UE n.952/13 non permetterà agli stati membri di attivare più alcuna zona franca ma dovrà essere chiesto all’Unione ciò che ora possiamo fare senza la necessità di alcuna autorizzazione della stessa;

2) l'Unione non autorizzerà la ZES perché questo è un aiuto di Stato illegittimo e, quindi, non partirà mai nulla o se partirà la ZES accadrà che chi ne fruirà dovrà restituire l'aiuto illegittimo.

Se leggete la proposta di legge di iniziativa del Consiglio Regionale della Calabria vi rendete subito conto perché l'applicazione della ZES ad Olbia non è inutile ma dannosa, poiché andrà a sostituire, eclissandola definitivamente, l'applicazione della già istituita zona franca unitamente alla già istituita zona franca urbana.

Ecco il link   

 

Pubblicato in News Sardegna

Pur condividendo in pieno quanto scritto dal signor Andreas Coni nel social network Facebook (e che qui sotto riportiamo integralmente), tuttavia dobbiamo sottolineare che ci dispiace che nessuno dei presenti abbia dimostrato di possedere adeguata conoscenza delle Direttive e dei Regolamenti Comunitari sulle Zone Franche dove si prevede:

1) che le recinzioni delle Zone Franche non sono più necessarie dal momento che con apposito Regolamento Comunitario è stato disciplinato il controllo delle suddette aree, attraverso apposite telecamere collegate ad un SISTEMA SATELLITARE;
2) che l'attivazione della Zona Franca su tutto il territorio della Sardegna dipende esclusivamente dal popolo sardo che dovrebbe cominciare a fatturare con IVA NON IMPONIBILE; 
3) che la Zona Franca non è altro che un regime fiscale speciale che compete/spetta ai territori che come la Sardegna, che soffrono di determinati problemi che le altre Regioni Italiane ed Europee non hanno.

REGIME FISCALE CHE DEVE ESSERE DIVERSO DA QUELLO IMPOSTO ALLE ALTRE REGIONI ITALIANE IN ASSENZA DEL QUALE VENGONO VIOLATI (DA PARTE DEL LEGISLATORE ITALIANO) DUE PRINCIPI CARDINE DELLA NOSTRA COSTITUZIONE: 1) QUELLO DELL'UGUAGLIANZA DELLE LEGGI E 2) QUELLO DELLA RAGIONEVOLEZZA DELLE LEGGI,
PRINCIPI CHE DEVONO ESSERE APPLICATi ANCHE ALLA LEGGE FISCALE.

PERTANTO QUANDO LO STATO ITALIANO IMPONE AI CITTADINI SARDI LO STESSO REGIME DELLE ALTRE REGIONI STA VIOLANDO NON SOLO I SUDDETTI DUE PRINCIPI SANCITI DALLA COSTITUZIONE MA ANCHE L'ART. 7 DEL DPR N.633/72 DOVE SI PREVEDE CHE L'IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (IVA) NON SI APPLICA AI TERRITORI DICHIARATI EXTRADOGANALI DALL'ART. 1 DELLA LEGGE DOGANALE ITALIANA DEL 1940, LA STESSA LEGGE RICHIAMATA DALLA DIRETTIVA COMUNITARIA N.69/75/CEE DEL 4 MARZO 1969 CHE HA INDIVIDUATO LE ZONE FRANCHE DELL'ITALIA, E TRA QUESTE SICURAMENTE LE ZONE FRANCHE DELLA SARDEGNA NELLA TABELLA ALLEGATA A PAGINA 3 DELLA STESSA DIRETTIVA.

LA SUDDETTA DIRETTIVA PRECISA CHE LA NORMATIVA SULLE ZONE FRANCHE DELL'EUROPA DEVE ESSERE UGUALE IN TUTTI GLI STATI MEMBRI E CHE DEVE ESSERE APPLICATA INNANZI TUTTO AI TERRITORI CHE COME LA SARDEGNA HANNO I SEGUENTI PROBLEMI CHE NE CONDIZIONANO IL CORRETTO SVILUPPO ECONOMICO IN QUANTO AFFLITTE DAL PROBLEMA DI ESSERE:

1) ISOLA
2) ISOLA ULTRAPERIFERICA
3) ISOLA SPOPOLATA
4) ISOLA GRAVATA DA UNA DISOCCUPAZIONE ANOMALA
5) ISOLA GRAVATA DAI PROBLEMI DERIVATI DALLA DEINDUSTRIALIZZAZIONE


Il nostro diritto alla Zona Franca, sancito dalla normativa comunitaria è stata recepita dall'Italia in apposite leggi, e dai Regolamenti Comunitari sulle Zone Franche, diritti che per poter essere rivendicati e applicati devono essere studiati dagli addetti ai lavori.
E' apparso palese che nessuno degli intervenuti al dibattito possedeva una sufficiente preparazione sulla questione utile alla rivendicazione del nostro Diritto alla Zona Franca.
Apprezziamo il grande passo in avanti fatto da Piergiorgio Massidda che ha sostenuto con grande passione come la Città di Cagliari e i 6 ettari individuati dal DPCM siano attivi da quando è stato emanato il D.lgs. n.75/98.

Peccato che nessuno dei presenti abbia sottolineato il fatto che non abbiamo più necessità di altri DPCM da quando è stato modificato il Titolo V della Costituzione, e che in tal senso è stata emanata apposita Legge Regionale che consente ai Comuni Sardi le RECINZIONI VIRTUALI COLLEGATE AL SISTEMA SATELLITARE, DISCIPLINATO DA APPOSITO REGOLAMENTO COMUNITARIO DIRETTAMENTE APPLICABILE ANCHE ALLA SARDEGNA!

 

Di Andreas Coni: "Dalla trasmissione Thesauro di Sardegna 1, andata in onda oggi 07/04/2015 alle 21.00, avente come argomento "la zona franca", ospiti Vanni Sanna, Mariano Lo Piccolo e Piergiorgio Massidda, abbiamo avuto l'ennesima prova che questa giunta non vuole la zona franca Sarda. Forse vuole qualche porto franco, rigorosamente recintato, ma certo non vuole il modello di sviluppo che oltre 4000 zone franche nel mondo hanno adottato, compresa Shannon, nata proprio negli anni in cui i nostri padri costituenti hanno inserito, non avendo trovato un accordo migliore, la famosa frase nell'articolo 12 dello statuto "Saranno istituiti i punti franchi".
Mentre gli ospiti presenti parlavano di progetti reali, esistenti e fattibili, SUBITO, l'assessore Paci, in rappresentanza dei professoroni della giunta, replicava dicendo di non capire e di non comprendere i motivi della polemica. Passato più di un anno dalle elezioni, questa giunta ha solo tergiversato e, non avendo il coraggio di dire chiaramente che non può fare le zone franche e le ZES perchè il PD nazionale non vuole, ci rimandano costantemente con un "Stiamo valutando", "faremo, vedremo, etc. etc", mentre il popolo Sardo muore e i giovani scappano, esausti da una classe politica inetta e incapace e impossibilitata dai diktat nazionali a dare risposte immediate e concrete. Il PD nazionale (ma a suo tempo anche il PDL) non ha interesse a che il popolo Sardo cresca e migliori. Serve invece un popolo sottosviluppato e sempre servile, grazie alle briciole che pochi riescono a racimolare a fronte di una svendita totale del nostro territorio. Sono più di 65 anni che lo stato ci colonizza, e non ha nessuna intenzione di mollare l'osso. Prima ce ne renderemo conto e prima riconquisteremo la dignità e la libertà che un popolo deve avere.
Ottimi gli interventi di Vanni Sanna e Mariano Lo Piccolo, un po più di parte quello di Massidda, ma pur sempre finalizzato alla realizzazione (anche se recintata) della zona franca di Cagliari. Alla competenza e preparazione però, si è potuto riscontrare solo l'attendismo e la generalizzazione del politico che non può dire chiaramente come stanno le cose.
Cercheremo di coinvolgere tutte le aziende della zona industriale di Olbia affinché partecipino al convegno presso l'EXPO' prima e quello del polo universitario dopo, per radunare quell'esercito che, una volta compresa la totale incapacità di questi governanti a tutelare i diritti dei Sardi, servirà per sferrare l'attacco finale e costringere, anche legalmente, chi di dovere a fare quanto va fatto.
Ai primi di Marzo, per l'ennesima volta, il comune di Olbia ha chiesto urgentemente un incontro con la presidenza della Regione per stabilire un calendario per fare la delibera della perimetrazione della ZF Olbiese e della relativa ZES, così come previsto dal Dlgs 75/98. Ora basta, non faremo passare un altro anno."

 

 

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